Funghi dai fondi del caffè: un’altra iniziativa in tema di rifiuti a Capannori

funghi_coltivati_su_caffeLa mia grande passione per la micologia e nello stesso tempo per l’ambiente, mi ha sempre fatto vedere lo sfuggente regno dei funghi, come un qualcosa di davvero particolare, come metabolizzatore di sostanze anche tossiche per il regno vegetale come una appendice di uno pseudo apparato esterno delle piante e più complessivamente nel contesto complessivo del creato. Un tema che avevo toccato in uno specifico post, dove avevo preso a riferimento i funghi rispetto alla utilizzazione delle fonti fossili del nostro pianeta (vedi post “Le fonti fossili e la metafora dei funghi (estrazione Vs raccolta)”). L’occasione per ritornare al tema micologico, me la forniosce ancora una volta, uno dei comparti ambientali più importanti, soprattutto nella società dei consumi, come quello dei rifiuti e specificatamente i fondi del caffè, che possono essere recuperati per la produzione di funghi commestibili. Ancora una volta, una iniziativa in questa direzione arriva da un Comune guida, non solo in Italia, come Capannori, in provincia di Lucca, dove 190 bambini delle scuole primarie e secondarie di primo livello dell’istituto comprensivo “Ilio Micheloni” di Lammari – Marlia hanno realizzato la prima coltivazione sperimentale d’Italia di funghi nati grazie al famoso “oro nero” proveniente da moke e macchine da espresso oramai diffuse in tutte le abitazioni.

Nell’ambito del progetto “Dal caffè alle proteine” promosso dal Centro Ricerca Rifiuti Zero di Capannori in collaborazione con l’Istituto comprensivo “Ilio Micheloni” di Lammari – Marlia e all’azienda Usl 2 di Lucca, gli alunni toscani, hanno riciclato oltre 100 kg di caffè consumato nelle loro famiglie su un arco temporale di quattro mesi, utilizzandoli per produrre uno dei funghi più facilmente coltivabili ed apprezzati come il Pleurotus Ostreatus, terza specie di funghi più commercializzati nella Penisola. I risultati del progetto sono stati illustrati in una conferenza stampa a cui hanno partecipato il vice sindaco, Luca Menesini, il coordinatore del Centro Ricerca Rifiuti Zero di Capannori, Rossano Ercolini, il dirigente scolastico dell’istituto comprensivo, Nicola Preziuso e il responsabile scientifico del progetto, Antonio Di Giovanni. Si tratta di un progetto che è stato articolato in sette fasi:

pleurotos

Pleurotus Ostreatus

  • lezioni frontali in classe per studiare il ciclo biologico dei funghi;
  • recupero dei fondo di caffè prodotto dalle famiglie e raccolto a scuola in locali dedicati per la coltivazione;
  • lezioni frontali per capire le caratteristiche del fondo di caffè e come poter far crescere i funghi su questo substrato;
  • controlli periodici nel locale adibito alla coltivazione, per studiare e vedere le diverse fasi di accrescimento del micelio fungino; 
  • coltivazione dei funghi nelle classi; 
  • realizzazione di un ricettario con piatti a base di funghi; 
  • degustazione delle ricette durante l’evento finale a Palazzo Boccella.

Al completamento del ciclo, con la nascita dei funghi, che danno così nuova vita ai kit con i fondi del caffè, i funghi stessi vengono infatti utilizzati alla scuola primaria di Marlia per il progetto “Orto in condotta” promosso da Comune di Capannori, Slow Food Lucca-Compitese-Orti Lucchesi, Istituti comprensivi e l’associazione “Scuola ti voglio bene comune”. Sul progetto dalle grandi valenze didattiche e formative, il funghi_da_fondi_caffe-1commento del vice sindaco di Capannori, Luca Menesini, che afferma: “A Capannori non si butta via niente. E’ questo il messaggio che in questi anni abbiamo trasmesso e condiviso coi cittadini, questo progetto innovativo e originale va proprio in questo senso, ovvero far meglio capire ai bambini e alle bambine l’importanza dei Rifiuti Zero. L’aspetto educativo ed ambientale trovano piena attuazione in ‘Dal caffè alle proteine”, che afferma anche un modello di fare scuola moderno e partecipativo, che si sta sempre più affermando nella nostra comunità. Ringrazio tutti coloro che hanno preso parte alla realizzazione di questo progetto che auspichiamo possa avere un seguito anche in altre realtà”. Sul progetto anche il commento di Rossano Ercolini, del Centro Ricerca Rifiuti di Capannori secondo il quale, “sperimentare modelli che portino benefici ai cittadini e che conducano sempre più verso l’obiettivo Rifiuti Zero. E’ questo uno degli scopi con cui il Centro Ricerca Rifiuti di Capannori è nato. “Dal caffè alle proteine”, che è un’evoluzione del caso studio sulle capsule del caffè, ha fatto capire agli alunni e ai genitori come quello che si pensa essere uno scarto sia in realtà una rilevante risorsa per coltivare ottimi funghi dai quali ricavare proteine a basso costo. Se si considera inoltre che ogni persona adulta, in media, produce 75 chilogrammi di fondi di caffè all’anno, si comprende l’importanza di questo progetto, che, se esteso su larga scala, potrebbe avere molti benefici”. Per la componente scolastica, destinataria dell’intervento, il commento del dirigente scolastico Nicola Preziuso, che ha sottolineato l’importanza didattica ed educativa del progetto. Con i fondi del caffè sono stati preparati kit, dal peso di 1 kg ciascuno, che hanno dato origine ai funghi, costituendone ben il 90%, con il restante 10% costituito da sostanza strutturante, ed una residua parte di micelio, l’equivalente del “seme” dei funghi. La caffeina costituisce un ottimo nutrimento per i funghi, come facilitatore e acceleratore della loro crescita. Importante anche la fase di monitoraggio sanitario del progetto che ha previsto sia l’analisi dei fondi del caffè che i funghi prodotti, entrambi analizzati da un laboratorio certificato dal Ministero della Salute, che ne attestano la completa commestibilità. Un monitoraggio che è sconfinato anche nella analisi del valore nutrizionale dei funghi coltivati, dal quale è risultato che 100g di Pleurotus Ostreatus forniscono un apporto calorico di 77 kcal, con ricchezza di proteine (8,17 g) e di fibra alimentare (4,5 g) e povertà di grassi,di appena 0,18 g.

Sauro Secci

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