Detrazione del 65%: possibile anche per sistemi ibridi caldaia a condensazione-pompa di calore secondo ENEA

65_pcIl nostro paese, per la sua conformazione comprende un range di latitudini davvero considerevole con una altrettanto varia conformazione orografica, che raggruppa in se un grande numero di situazioni climatiche, già classificate da ENEA in ben 6 zone climatiche dalla A alla F (vedi mappa seguente). In questi ultimi anni, con l’avanzare delle tecnologie legate alla efficienza energetica, una tra quelle di climatizzazione davvero emergenti è rappresentata indubbiamente dalle pompe di calore, che, nelle loro diverse versioni (aria-aria, aria, acqua, aria-terra, etc.) permettono, spesso con prestazioni energetiche davverozone_climatiche ragguardevoli, di rispondere con un unico dispositivo alla climatizzazione in tutti i 12 mesi dell’anno. Un tema che ho affrontato non molto tempo fa, quello delle pompe di calore (vedi post “Pompe di calore: sempre più determinanti per l’efficienza energetica e la riduzione dell’inquinamento“), una tecnologia, che proprio dal prossimo mese di luglio potrà godere di un grosso impulso all’espansione, grazie ad una nuova tariffa elettrica messa a punto da AEEG (vedi post “Nuova tariffa D1 per l’energia elettrica: una grande occasione per le apparecchiature ad alta efficienza energetica nelle abitazioni come le pompe di calore“). Ritornando alla grandissima eterogeneità climatica del territorio italiano, unita anche a particolari condizioni legate alle ristrutturazioni degli immobili tuttavia, non rende sempre la tecnologia pura della pompa di calore la più conveniente. Per questo, sono state recentemente implementate soluzioni di “impianti ibridi”, da poco sul mercato (vedi schematizzazione seguente), che permettono il riscaldamento degli ambienti, la produzione di acqua calda sanitaria e il raffrescamento degli ambienti, costituiti da un’ unità interna rappresentata dalla caldaia a condensazione, sia essa a metano o gpl, avente le dimensioni di una classica caldaia murale e da un’unità esterna rappresentata dalla pompa di calore, in questo caso di piccola potenza, generalmente di circa 5-8 kW, con funzionalità reversibile.

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Schematizzazione funzionale sistema ibrido Pompa di calore-Caldaia a condensazione (Fonte CLIMAVENETA)

Si tratta di sistemi, aventi un’efficienza complessiva molto elevata, che presentano il vantaggio di poter essere allacciati direttamente all’impianto di riscaldamento esistente, evitando di intervenire sui radiatori, unità radianti funzionanti a temperature molto elevate, fino a 80°C e sul sistema di distribuzione dell’abitazione, in sostituzione della vecchia caldaia murale (vedi grafico seguente).

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Grafico fasi funzionamento sistema ibrido Pompa di calore-Caldaia a condensazione (Fonte CLIMAVENETA)

Una soluzione davvero interessante perché non invasiva e facilmente applicabile nell’ambito delle ristrutturazioni leggere che si presentano in quantità davvero considerevole nella pratica. Una soluzione sulla quale fino ad oggi gravavano dubbi circa la possibilità di accedere al meccanismo della detrazione fiscale del 65% delle spese in 10 anni e che finalmente ha avuto risposta affermativa da parte di ENEA, in una FAQ, la n. 74, scaricabile in calce al post e che riporto comunque di seguito nella parte essenziale:

In linea generale, considerate le finalità della misura, volta a favorire gli interventi energeticamente sempre più efficienti, lo sviluppo tecnologico intercorso negli ultimi anni e il requisito posto alla base dell’incentivo (rendimento della caldaia), si ritiene che l’intervento oggetto del quesito sia compatibile con il sistema di detrazione fiscale per l’efficienza energetica. Quindi, nello specifico, si ritiene che ai fini dell’agevolazione ai sensi del comma 347 (legge finanziaria 2007), fermo restando il rispetto dei requisiti tecnici essenziali per la caldaia a condensazione (di cui al comma 1 dell’Art. 9 del “decreto edifici”), la pompa di calore, nella configurazione connessa e integrata alla caldaia, rientri tra le apparecchiature elettriche ed elettroniche agevolabili ai sensi dell’Art.3 del “decreto edifici”.

Nella sua configurazione ibrida, il sistema vede la caldaia a condensazione, che viene connessa alla pompa di calore tramite due tubazioni, integrando al suo interno anche uno scambiatore acqua/gas con refrigerante e un sistema di gestione idraulico ed elettronico. Sono tre le diverse modalità di funzionamento:

  • sola caldaia;
  • sola pompa di calore;
  • entrambe contemporaneamente. 

Nella terza configurazione citata che prevede il funzionamento simultaneo di entrambe le apparecchiature, l’acqua viene preriscaldata dalla pompa di calore e immessa in caldaia per ultimare soltanto il salto termico residuo, con l’obiettivo di ridurre al minimo il consumo di gas. L’intelligenza aggiunta di questa tipologia di sistemi, prevede che anche che si possa impostare il costo al kWh di energia elettrica e il costo al m3 del gas, in modo che il sistema possa scegliere la modalità di funzionamento più conveniente in base alla temperatura interna richiesta, e alla temperatura esterna e interna rilevata. Incrementata, in questo modo, anche l’efficienza della caldaia a condensazione con un incremento fino al 20%, dal momento che la caldaia a condensazione a doppio circuito impiegata, permette di condensare i fumi, recuperando calore, sia durante il riscaldamento degli ambienti, come avviene con le caldaie a condensazione tradizionali, che durante la produzione di acqua calda sanitaria. Infatti, disponendo di due circuiti separati, anche quando la pompa di calore è attiva in fase di riscaldamento, la caldaia contemporaneamente produrre acqua calda sanitaria con il risultato di un maggiore comfort.

Scarica la FAQ n° 74 di ENEA

Sauro Secci

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