Economia circolare: la scopre anche il ministro dell’Ambiente Galletti

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Economia Circolare

In questa profonda crisi dai connotati profondi di sistema, determinata da un modello economico animato dal più sfrenato liberismo ed in barba ad ogni concetto di limite planetario, che sta ampliando sempre più le ingiustizie e le iniquità, anche all’interno di molte società del vecchio continente, il tema dell’economia circolare, finalmente inclusiva del capitale naturale che viene sottratto al pianeta per la produzione di beni e servizi e degli impatti che le attività antropiche producono sugli ecosistemi è oggi più che mai di grandissima attualità. Un tema che ho ripetutamente cercato di affrontare nel mio blog, anche attraverso approcci di “economia circolare” che si vanno diffondendo sempre più (vedi post “Alla ricerca della via di uscita dalla crisi: ecco l’”Economia Circolare” e la riscoperta del valore del “riparare”), che riportano al centro il valore del riparare, rivalutando tanti ntichi mestieri, in luogo di un modello economico basato unicamente sulla induzione ai consumi. Dei grandi valori che l’economia circolare porta in se, rappresentando anche una evoluzione di quella che qualche decennio fa si era fatta strada come “economia ambientale”, anche attraverso grandi economisti, padri dello sviluppo sostenibile come Herman Daly, professore presso il dipartimento di politiche pubbliche dell’Università del Maryland ed uno tra i più influenti economisti del Dipartimento Ambientale della Banca gallettiMondiale, sembra essersi accorto anche l’attuale ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti (foto a destra). Lo stesso Galletti, come economista, ha dichiarato in questi giorni che durante il semestre europeo a presidenza italiana il ministro dell’Ambiente, è intenzionato a “potenziare il ruolo dell’ambiente nelle politiche di bilancio. Per la prima volta le riforme ambientali possono entrare nelle politiche economiche attraverso l’economia circolare, con l’utilizzo efficiente delle risorse“. Una dichiarazione significativa, quella di Galletti, effettuata in occasione della illustrazione del programma del suo ministero alla Commissione Ambiente della Camera, aggiungendo si tratterebbe di “un cambiamento epocale delle politiche economiche, non solo europee ma globale, nuovo modo di intendere l’economia“. Anche Galletti sembra sia consapevole che l’ambiente possa davvero essere il settore trainante per la ripresa del nostro paese, dal momento che l’unico sviluppo possibile è quello che passa attraverso la

Triangolo della sostenibilità

Triangolo della sostenibilità

declinazione in ogni settore produttivo della green economy, attraverso il sempre maggiore ricorso alle fonti rinnovabili, una nuova fiscalità ambientale che sposti il carico fiscale dal lavoro all’uso delle risorse, incentivando cosi le scelte sostenibili, (vedi post “Una nuova fiscalità ambientale per l’Italia: dalla riforma un gettito potenziale di oltre 48 miliardi di euro“). Secondo il Ministro dell’ambiente infatti “investire sulla green economy e formare una nuova ‘mentalità ambientale’ che cominci dall’insegnamento nelle scuole diventa allora decisivo per due ordini di motivi: perché significa dare slancio alla crescita italiana con scelte innovative e allo stesso tempo attuare una spending review di elevatissimo potenziale e impatto sui conti pubblici attraverso un utilizzo virtuoso ed ecosostenibile delle risorse a disposizione“. Dichiarazioni indubbiamente significative quelle di Galletti, a maggior ragione proprio perché pronunciate da un economista e che dovrebbero interpretare finalmente un nuovo modo di fare economia, coniugato finalmente con una finanza che è stata la principale artefice della devastazione del pianeta in questi ultimi decenni. Una posizione che auspico possa davvero aprire verso la strada giusta per disegnare un nuovo modello di sviluppo, capace finalmente di riportare al centro l’essere umano nelle sue vere ed effettive esigenze e necessità fondamentali, da parte di un ministro che proprio in questo giorni ha mostrato aperture interessanti per far ripartire alcuni mercati delle rinnovabili in grande contrazione come il fotovoltaico.

Sauro Secci

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