SEU (Sistemi Efficienti di Utenza) e fotovoltaico: l’evoluzione della specie

16544-seu_aeegassociazioniCon la pubblicazione da parte di AEEG, della attesissima delibera 578/2013, che regolamenta finalmente i cosiddetti SEU (Sistemi Efficienti di Utenza), (vedi post “Sistemi Efficienti di Utenza (SEU): forse finalmente ci siamo“), gli operatori dovranno affrontare una autentica trasformazione da semplici progettisti e installatori di impianti ad un qualcosa di molto vicino ad un energy manager, analizzando nel suo insieme, il profilo energetico della infrastruttura destinataria. Si tratta di orientarsi verso modelli di business allargati molto più vicini al leasing, già in uso per esempio per la fornitura di auto, rispetto alla mera vendita o realizzazione di impianti appoggiandosi agli incentivi. Un nuovo approccio che potrà finalmente aprire nel nostro paese, una stagione nuova per il fotovoltaico, decisamente più orientata alla fornitura di un servizio, piuttosto che la vendita di un prodotto.

Nell’ambito dei SEU, si configurano tutti quei sistemi alimentati da impianti a rinnovabili o di cogenerazione ad alto rendimento, con potenza fino a 20 MWe, gestiti da un solo produttore, che può essere anche diverso dal cliente finale, connessi direttamente, tramite un collegamento privato, all’unità di consumo e realizzati all’interno di un’area di proprietà o nella piena disponibilità del cliente stesso. Il vantaggio economico di tali sistemi, risiede nella esenzione dal pagamento degli oneri di rete e di sistema della bolletta elettrica, garantendo così al cliente elettricità a tariffe inferiori a quelle della rete elettrica pubblica e consentendo al produttore di venderla a un prezzo superiore a quello del mercato elettrico, rendendo possibile così, fare fotovoltaico non incentivato in grid parity, in molte situazioni reali. Un quadro davvero interessante, quello che va maturando, in attesa che il GSE, in qualità di soggetto dedicato alla validazione di una proposta di sistema come SEU, completi le regole applicative, che dovrebbero essere pubblicate entro la fine marzo. Gli operatori del settore auspicano che tali regole attuative di completamento possano essere comprensibili, semplici e senza troppi rimandi e senza troppi rimbalzi al altri regolamenti, in maniera tale da consentire un fluido decollo del nuovo fondamentale strumento. Per chiarire ulteriormente il quadro intorno ai SEU, è attesa per fine febbraio, la decisione della Agenzia delle Dogane circa il fatto se l’energia venduta nel perimetro dei SEU, sarà o meno sottoposta al pagamento delle accise.

Questa nuovo approccio alle installazioni rinnovabili, è comunque destinato a rappresentare una grande opportunità, per un settore alla ricerca di nuove dimensioni, che permetterà di dare un grandissimo contributo alla competitività di molte aziende, abbassando drasticamente il costo dell’energia elettrica, una delle zavorre della competitività per il nostro paese. Un aspetto molto importante nell’avvio di questo nuovo approccio alle installazioni, sarà senza dubbio quello della comunicazione, che dovrà essere capillare ed esaustiva. Sugli aspetti relativi alla penetrazione nel territorio, si evidenziano alcuni limiti impliciti nel nuovo regolamento, come il fatto che il consumatore deve essere uno solo, escludendo ad esempio i centri commerciali, e che la produzione energetica debba avvenire in loco, aspetto che va in subordine al fatto che presso l’utente ci sia la possibilità di installare un impianto. Un altro aspetto importante per i SEU, è costituito dal fatto che il profilo dei consumi del cliente coincida quanto più possibile con quello della produzione dell’impianto fotovoltaico, aspetto imprescindibile per determinare un vantaggio sufficiente per l’utente e un margine per il produttore. Tutti aspetti, quelli sopracitati, che rendono indispensabile un accurato dimensionamento dell’impianto da installare, in base dei consumi al fine per la massimizzazione dell’autoconsumo, magari ricorrendo ad una rimodulazione dei consumi da gas ad elettricità, attraverso una tecnologia, come quella delle pompe di calore (vedi post “Pompe di calore: sempre più determinanti per l’efficienza energetica e la riduzione dell’inquinamento“), destinata ad una fotovoltaico-piu-pompa-di-caloregrande diffusione dopo recenti interventi normativi e che va proprio in questa direzione. Un contesto che permette di vedere l’installazioni di impianti a fonti rinnovabili, soprattutto fotovoltaici, a compartimenti stagni, rendendo invece fondamentale l’esigenza di inserire l’installazione in un contesto personalizzato all’utente che, attraverso lo studio dei consumi, ne preveda l’integrazione come le pompe di calore e i sistemi di accumulo, il tutto con l’apporto determinate per la gestione ottimale, di soluzioni di domotica. Sicuramente una evoluzione che qualifica enormemente un mercato come quello del fotovoltaico, che era oramai divenuto a livello di mera vendita al negozio sotto casa, renderà indispensabile per gli operatori un approccio sia tecnico, da Energy manager con una apertura a 360 gradi alle varie tecnologie rinnovabili, che economico, dal momento che l’operatore dovrà gestire bolletta e profili di consumo, oltre che il grado di stabilità finanziaria del cliente. Su tutto questo, ancora una volta, sarà fondamentale una maggiore facilità di accesso al credito ed una dinamica dei prezzi che, per il fotovoltaico, a fronte della disputa doganale tra UE e Cina, vede prezzi in risalita rispetto allo scorso anno.

Sauro Secci

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