Water squares: le piazze d’acqua che attirano la pioggia ricordando anche splendide perle antiche

Birdseye_Stormy Weather bijgesnedenIn una Italia, ogni anno sempre più sott’acqua, con eventi meteorici sempre più concentrati ed estremi, amplificati dalla mancata manutenzione dei territori soprattutto collinari e montani, e con il continuo avanzare della civiltà del cemento (vedi post “Consumo di suolo: il cancro che divora il Bel Paese”), è importante mettere in atto ogni azioni preventiva ma anche innovativa per fronteggiare queste sempre più frequenti, situazioni estreme. Importante in questo senso prevedere anche nuove scelte in termini di pianificazione, progettazione e realizzazione di spazi urbani delle città, capaci di armonizzare e meglio fronte all’aridità di lunghi periodi di siccità, con la concentrazione e la violenza di sempre più frequenti eventi meteorici intensi e distruttivi. La priorità di captare ed allontanare l’acqua piovana in maniera sostenibile e sicura, immagazzinarla nel contempo, per poterla rendere disponibile nei periodi di siccità, sta trovando, soprattutto nel Nord Europa delle soluzioni molto suggestive e interessanti che permettano di maggiormente le capacità dei sistemi fognari. Tra queste nuovi approcci figurano sia interventi su piccola-scala, quali i green-roofs (giardini pensili), i rain gardens, cioè le cisterne per la raccolta delle acque piovane, che possono contribuire in maniera importantissima alla gestione delle risorse idriche, ma anche soluzioni progettuali di più grande scala, ampiamente collaudate nel tempo, come le water squares o “piazze d’acqua”. Un approccio pieno anche di Bagno_Vignoniromanticismo, solo se si pensa ad uno dei piccoli borghi emblema della splendida Val d’Orcia come Bagno Vignoni, in provincia di Siena, (foto a destra), al centro del quale si presenta la splendida “Piazza delle sorgenti”, una vasca rettangolare, di origine cinquecentesca, che contiene una sorgente di acqua termale calda e fumante che esce dalla falda sotterranea di origini vulcaniche con tracce etrusche e romane.

Le water squares o piazze d’acqua, vengono opportunamente posizionate in luoghi strategici dell’area urbana, configurandosi come spazi pubblici multifunzionali che, a fronte di forti piogge ed inondazioni, possono trasformarsi in bacini di raccolta e stoccaggio delle acque piovane, capaci di alleggerire il carico idrico sull’impianto fognario, dando la possibilità di riutilizzare delle acque captate nei periodi siccitosi.

1-Water-square-Bloemhof-Rotterdam-–-Florian-Boer-De-Urbanisten-e-Studio-Marco-Vermeulen

Si tratta di una idea, messa a punto dal gruppo multidisciplinare olandese De Urbanisten e dallo Studio Marco Vermeulen, in occasione della biennale di architettura di Rotterdam del 2005, dedicata al rapporto tra l’acqua e la città, che proprio per l’occasione si presento con il titolo “The Flood”. Il progetto è stato sviluppato negli anni successivi con l’appoggio del Comune di Rotterdam, che si è prefissato di divenire completamente a prova di cambiamenti climatici entro il 2025.
La filosofia alla base del progetto olandese è stata quella di coniugare l’adattamento ai cambiamenti, alla creazione di realtà urbane attrattive e pienamente dinamiche, capaci di proporsi come forte motore economico per la crescita di una società. In questo approccio, capitali destinati alla realizzazione di infrastrutture per la gestione delle acque piovane di tipo tradizionale, quasi sempre nascoste all’occhio del cittadino (cisterne, bacini sotterranei, etc.), è stato reinvestito in progetti per la costruzione di strutture di raccolta ed immagazzinamento delle acque facilmente visibili, tangibili, e soprattutto fruibili, nell’ambito di spazi pubblici vivaci funzionali e di gradevole aspetto estetico. Una tale azione ha permesso di migliorare notevolmente la qualità ambientale urbana, incrementando anche il senso civico e l’identità della comunità, conseguendo così una significativa, duplice valenza di benefici.

3-Water-squares-concept-–-De-Urbanisten

watersquare_different types

Le water squares si presentano come aree per il gioco ed il relax, utilizzabili alla stessa stregua di un qualunque spazio pubblico tradizionale, allo stato “asciutto” per circa il 90% del tempo, che, nel restante 10% del tempo possono essere più o meno “allagate” in funzione dell’intensità delle piogge. In caso di pioggia di lieve o media intensità l’acqua sarà semplicemente filtrata ed immagazzinata in bacini di stoccaggio nascosti, per essere successivamente riutilizzata. Quando invece, con frequenze sempre più elevate, la pioggia diventa di forte o fortissima intensità, la piazza, allagandosi, si tramuta in un autentico bacino di raccolta e decantazione delle acque, permettendo di gestirne l’immissione controllata nel sistema fognario, prevenendone il collassa mento e le conseguenze inevitabili. In questo modo la piazza, a prescindere dal livello di allagamento, presenterà comunque una percentuale di fruibilità in alcuni spazi per la cittadinanza. Una variabilità di scenari urbani apprezzabile sia per adulti che per bambini, i quali potranno sperimentare nuove forme di gioco con l’acqua. Il sistema prevede che il ristagno dell’acqua nella piazza ala suo massimo livello, statisticamente in media una volta ogni due anni, non potrà mai essere superiore alle 32 ore di permanenza per motivi igienici. Un aspetto non certo secondario quest’ultimo, dal momento che l’intero sistema messo a punto in Olanda, prevede il trattamento preventivo da parte di impianto di filtraggio e trattamento nascosto al disotto del terreno, denominato “water chamber”, che permette l’utilizzo dell’acqua nei bacini delle piazze priva dei principali e più dannosi inquinanti, tutelando così la salute dei cittadini. A livello di realizzazioni, questo nuovo approccio di assetto urbano ha visto la sua prima applicazione prototipale nella “Bellamyplein water plaza” di Rotterdam del 2012, che presenta un area “allagabile” di circa 300 mq e una capacità di raccolta d’acqua di 750 mc. Successivamente è stata fatta una nuova realizzazione su scala medio-grande nella “Benthemplein water square” (vedi un interessante video in calce al post), inaugurata proprio nel dicembre scorso, con una capacità di immagazzinamento di circa 1.700 mc di acqua durante le piogge. Questa piazza, collocata in una delle zone a maggiore rischio di allagamento di Rotterdam, è articolata in tre diversi bacini adibiti durante il periodo asciutto a differenti attività come sport, teatro all’aperto e relax. Due di questi bacini raccolgono l’acqua piovana proveniente dagli immediati dintorni in ogni momento, mentre il terzo bacino, di dimensioni maggiori, entra in funzione solo in stato di piena emergenza, essendo progettato per accogliere l’acqua solamente nel caso in cui si esista un reale rischio di allagamento per il quartiere, trasformandosi così in una sorta di piccolo lago e contribuendo alla sicurezza degli abitanti. Un esempio davvero interessante oltre che suggestivo, che sta trovando altre città in corsa verso una maggiore resilienza nel mondo, dove sono in fase di studio progetti molto simili come l’area Sunghei Sembawang di Singapore, per le città di Copenhagen (Danimarca), Ho Chi Minh (Vietnam) e New Orleans (USA).

A seguire un interessante video che ci presenta la Water plaza Benthemplein di Rotterdam

Sauro Secci

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