Horizon 2020: un grande impulso green per le PMI della UE

horizon_2020_1Il nuovo programma europeo Horizon 2020, che ci accompagnerà nel periodo 2014-2020, è stato presentato in questi giorni anche in Italia, presso la sede del GSE a Roma. Saranno erogati ben 77 miliardi di euro, di cui una buona parte destinabili alle imprese del settore energetico. Una grande opportunità, in tempo di grande crisi anche per gli operatori del settore energia e particolarmente per PMI che potranno usufruire di specifiche agevolazioni nelle modalità di accesso ai bandi. Una di queste agevolazioni per le PMI è per esempio il programma “Innovation in SMEs”, riservato a PMI dei Paesi Membri con progetti presentati a titolo di singola figura giuridica, senza la compartecipazione di altre imprese e finanziabili al 100% dei costi eleggibili con fondo perduto per le attività di business plan e di sviluppo del progetto. Sono tre le grandi macroaree su cui è strutturato Horizon 2020, ed esattamente:

  • Eccellenza scientifica (Excellent science);
  • Leadership industriale (Industrial technology leadership);
  • Sfide per la società (Societal challenges).

horizon_3_aree

Le tre macroaree sono a loro volta articolate in programmi tematici, ciascuno con specifici budget. Il programma strettamente energetico è Energia sicura pulita ed efficiente (Secure, clean and efficient energy), che si configura nella macroarea “Sfide per la società”, con una dotazione di 5,4 miliardi di euro, pari al 7,7% del budget complessivo ed utilizzabili dalle imprese comunitarie per finanziare progetti mirati ai seguenti obiettivi:

  • riduzione del consumo di energia e delle emissioni di carbonio grazie al suo utilizzo intelligente e sostenibile: ricerca e sperimentazione su larga scala di nuovi concetti, di soluzioni non tecnologiche, di componenti più efficienti, socialmente accettabili e accessibili, nonché sistemi tecnologici con intelligenza integrata, per la gestione energetica in tempo reale degli edifici con emissioni prossime allo zero, energie rinnovabili per il riscaldamento e il raffreddamento, industrie altamente efficienti e adozione massiccia di soluzioni di efficienza energetica per le imprese, i cittadini, le comunità e le città;
  • energia elettrica a basso costo e a basse emissioni: sviluppo e dimostrazione su scala reale di fonti energetiche rinnovabili e tecnologie innovative per la cattura e lo stoccaggio del carbonio a costi inferiori, sicure per l’ambiente, dotate di un rendimento di conversione superiore e di una più ampia disponibilità per diversi mercati e contesti operativi;
  • fonti energetiche mobili e combustibili alternativi: ricerca, sviluppo e dimostrazione su scala reale di tecnologie e catene del valore mirate a rendere più competitiva e sostenibile la bioenergia, al fine di ridurre i tempi di commercializzazione per l’idrogeno e le celle a combustibile e proporre nuove opzioni aventi potenzialità a lungo termine prima di giungere a maturità;
  • unica rete elettrica europea intelligente: ricerca, sviluppo e dimostrazione su scala reale di nuove tecnologie di rete, compresi stoccaggio, sistemi e configurazioni di mercato per pianificare, monitorare, controllare e gestire in condizioni di sicurezza le reti interoperabili, in un mercato aperto, decarbonizzato, competitivo e adattabili al profilo climatico, in condizioni normali e di emergenza;
  • nuove conoscenze e tecnologie: ricerca multidisciplinare nell’ambito delle tecnologie energetiche, comprensive di azioni di visione, e dell’attuazione congiunta di programmi e strutture di ricerca paneuropee di livello mondiale;
  • processo decisionale e impegno pubblico di rilievo: sviluppo di strumenti, metodi e modelli per un solido e trasparente sostegno alla politica, comprese le attività di raccolta e impegno pubblici, il coinvolgimento degli utenti e la sostenibilità;
  • adozione delle innovazioni in campo energetico: innovazioni applicate al fine di agevolare l’adozione da parte del mercato delle tecnologie e dei servizi, al fine di abbattere gli ostacoli non tecnologici e ad accelerare un’attuazione efficiente in termini di costi delle politiche energetiche europee.

Ma sono anche altre le misure, che, seppure in maniera meno centrata, possono sostenere progetti con evidenti implicazioni con l’ambito dell’energia, ed in particolare:
• nella macroarea “Excellent science”:

    • Tecnologie emergenti e future (2,5 mld €);

• nella macroarea “Industrial leadership”:

    • Nanotecnologie, materiali avanzati, biotecnologie, fabbricazione e trasformazione avanzate (circa 4 miliardi €);

• nella macroarea “Societal challenges”:

    • Trasporti intelligenti, verdi e integrati (5,8 mld €);
    • Azioni per il clima, efficienza delle risorse e materie prime (2,8 mld €);
    • sicurezza alimentare, agricoltura e selvicoltura sostenibile, ricerca marina e marittima e sulle acque interne nonché bioeconomia (3,5 mld €).

Davvero uno spettro molto ampio di progetti finanziabili per il mondo delle imprese low carbon, che vanno anche oltre gli orizzonti tracciati dalla rivisitazione degli obiettivi di politica energetica della UE, decisamente impegnativo in termini di impegni vincolanti per la riduzione delle emissioni in atmosfera e di incremento della produzione da rinnovabili.
Un piano organico quello delle azioni di sostegno proposte da Horizon 2020, importanti anche per il conseguimento di progressivi incrementi dell’efficienza energetica in ambito UE, in un contesto che vede proprio nelle problematiche dell’alto costo dell’energia con forti disomogeneità territoriali un limite davvero importante per il vecchio continente. Horizon 2020 si caratterizzerà per la sua visione di ampio spettro e per un approccio integrato per la ricerca e l’innovazione, particolare orientato alle PMI, che caratterizzano molto proprio l’economia del nostro paese. Anche il lancio dei bandi si distinguerà per snellezza e progressione continua, con la scadenza dei primi bandi già prevista per il prossimo marzo, con acquisizione dei finanziamenti che avverrà nei successivi sei mesi. L’agenzia per la promozione della ricerca europea APRE, fungerà da collegamento con gli NCP (Punti Nazionali di Contatto) per l’Italia a supporto di Horizon 2020. Gli NCP sono esperti di uno o più tematiche di ricerca del Programma Quadro, nominati dal Ministero dell’Università e Ricerca. Il loro ruolo è di cruciale importanza nella diffusione delle informazioni e nell’assistenza ai proponenti dei progetti europei su tutti gli aspetti relativi ad Horizon 2020. Gli NCP hanno un rapporto diretto con le Direzioni Generali della Commissione europea, in quanto chiamati a partecipare attivamente agli incontri organizzati a Bruxelles.

Sauro Secci

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