Sistemi Efficienti di Utenza (SEU): forse finalmente ci siamo

seu_aeegassociazioniDopo una lunga attesa, durata oltre 5 anni (esattamente dal Dlgs 115/2008), sembra finalmente avviarsi alla fase operativa il quadro dei SEU, i cosiddetti sistemi efficienti di utenza, di grande importanza, soprattutto da quando, nello scorso anno, si è aperta una nuova fase per le energie rinnovabili, soprattutto per il fotovoltaico post-incentivi, per farle marciare su modelli di business in grid-parity. E’ infatti uscita a metà dicembre, la tanto attesa e poi finalmente annunciata delibera 578/2013 della AEEG, scaricabile in calce al post (vedi post “SEU (Servizi Efficienti di Utenza): a breve la delibera AEEG, ma con le solite insidie lobbistiche”), ponendo fine ad un clima di incertezza ed incompletezza normativa. In sostanza, come già accennato, si tratta di sistemi di autoconsumo per i quali esiste un produttore e un consumatore, che possono essere anche soggetti diversi, nell’ambito dello stesso sito. Il grosso vantaggio di questi sistemi è insito nel fatto che l’energia autoprodotta in situ è esonerata sia dal pagamento degli oneri di trasmissione e distribuzione che gli oneri generali di sistema aspetti che hanno scatenato in questi anni una dura ostruzione da parte dei grandi distributori sulla stessa AEEG. Si tratta di un sostanziale e consistente risparmio per il consumatore di energia elettrica che arriva quasi alla metà del costo rispetto a quella prelevata dalla rete pubblica. Per l’Autorità si tratta di imagesun incentivo indiretto, anche se per molti, passando dal piano giuridico a quello politico, si tratterebbe di un autentico diritto, dal momento che l’energia prodotta non transita attraverso la rete pubblica. Una delibera che finalmente rimuove i dubbi normativi che impedivano sino ad oggi agli operatori di eseguire gli interventi, rendendo possibile anche il finanziamento da parte delle banche, una volta verificata la fattibilità economica. Gli esperti normativi hanno cercato in questi giorni di sciogliere il maggior numero di punti controversi, tra i quali abbiamo:

  • Certificazione SEU da parte GSE: a progetto realizzato, il GSE riconosce la validità come SEU del sistema realizzato, attraverso una certificazione che permette l’accesso ai vantaggi dell’esonero dagli oneri già accennati, permettendone così la finanziabilità. La nuova delibera 578/2013, prescrive che il GSE dovrà rilasciare tale certificazione entro 60 giorni dall’entrata in esercizio, predisponendo un portale dedicato, definendo regole tecniche e dettagli entro il 31 marzo 2014. In condizioni normali, entro prossimi 4-5 mesi, si prevede di arrivare ad una disciplina molto dettagliata, capace di fugare ogni incertezza.
  • SEU e scambio sul posto: uno dei fattori più importanti per rendere meno dipendenti i business plan di interventi in regime di SEU è indubbiamente la mitigazione possibile abbinandolo allo scambio sul posto. Proprio a questo riguardo, dopo le incertezze dei documenti di consultazione propedeutici, finalmente la delibera 578/2013 ha chiarito le diverse situazioni in cui i due regimi si possono coniugare. In particolare la combinazione può avvenire nel caso che produttore e consumatore coincidono oppure quando il consumatore di energia gestisce non solo l’acquisto dell’energia, ma anche la vendita in rete delle eccedenze. Una novità per la quale la delibera 578 è andata a modificare anche il testo integrato sullo scambio sul posto.
  • SEU in caso di morosità del cliente nei confronti del suo fornitore di elettricità dalla rete pubblica, con relativo distacco del punto di connessione: su questo delicato tema, legato ai possibili danni a carico del cliente con il possibile distacco dalla rete del punto di connessione che è unico, con la conseguente impossibilità di immissione in rete dell’energia prodotta dal’impianto interno, la delibera definisce che la società distributrice prima di staccare il punto di connessione è obbligata a inviare una notifica al produttore. Il produttore nel caso voglia prevenire il rischio di distacco rimanendo così isolato dalla rete, può richiedere in qualsiasi momento una connessione di emergenza, che gli permetta l’immissione dell’energia in rete. Tale collegamento di emergenza usufruisce anche di regole semplificate, visto che la nuova delibera prevede che, se la connessione richiesta è di potenza uguale o minore a quella del punto di connessione principale, questa deve essere considerata già disponibile e non può essere subordinata all’esecuzione di altre opere o alla soddisfazione di altri requisiti. Un aspetto decisamente importante quest’ultimo.
  • SEU e Accise: si tratta indubbiamente di un altro aspetto di grande ostacolo, a cui sono state date risposte chiare. Infatti, fino ad oggi, quando si trattava di chiedere la licenza di officina elettrica, obbligatoria per tutti gli impianti a rinnovabili di potenza superiore ai 20 kW che autoconsumano una parte dell’energia prodotta, non venivano riconosciuti questi sistemi, dal momento che non si configuravano né come sistemi di autoproduzione classici, né come sistemi di vendita diretta. Tutto ciò aveva, come conseguenza, un iter lunghissimo per l’ottenimento della licenza o addirittura un esito negativo. Anche in questo caso l’efficacia della delibera 578/2013, si manifesta con la presentazione ufficiale dei SEU da parte dell’Autorità per l’Energia all’Agenzia delle  Dogane, in maniera che quest’ultima possa procedere ad inquadrarli dal punto di vista della normativa sulle accise. L’Agenzia delle Dogane, dovrà chiarire esattamente come l’energia prodotta e consumata nei SEU: sarà gravata o esente da accise, dal momento che si tratta di una parte che esula completamente la AEEG, dopo che nel periodo recente, si sono verificate interpretazioni diverse nei diversi uffici locali, a seguito della consultazione con la stessa Aeeg.

Una delibera che sembra fornire finalmente tutti gli elementi per sciogliere i tanti punti controversi dopo un tortuoso e tormentato percorso, con una definizione finalmente più chiara in alcuni punti cardine che possono essere così riassunti:

  • il titolare del punto di connessione deve essere il consumatore di energia;
  • il regolamento di esercizio deve essere sottoscritto da produttore e consumatore;
  • le integrazioni possibili tra SEU e scambio sul posto;
  • i rapporti che riguardano la compravendita di energia prodotta e autoconsumata all’interno del SEU, tra produttore e cliente, si configurano come rapporti di diritto privato, sui quali l’Aeeg non ha voce in capitolo. 

Adesso si attende un periodo di rodaggio di alcuni mesi, anche in attesa delle regole applicative del GSE, dopo questa lunga attesa, che potrà finalmente aprire nuove interessanti prospettive per le rinnovabili post incentivi ed anche per la loro integrazione con sistemi di accumulo dell’energia, altrettanto interessanti in questo contesto.

Sauro Secci

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