Isolamento termico: anche a livello industriale ci sono grandi margini nella EU27

p005_1_00Il tema dell’efficienza energetica, come sappiamo, è quello su cui ci sono ancora i più ampi margini di intervento ed è ancora molta la strada da fare rispetto agli obiettivi previsti anche dalla Comunità Europea, già al 2020. Si tratta di un tema che siamo abituati a declinare quasi esclusivamente sul versante residenziale e della abitazioni ma che presenta invece un’altra grande dimensione da esplorare, costituita dall’isolamento termico degli edifici industriali. Un tema davvero molto importante e tutto da esplorare, sul quale è uscito un interessante studio, dal titolo “Climate protection with rapid payback” (scaricabile in calce la post) commissionato dalla European Industrial Insulation Foundation (EiiF), fondazione europea senza fini di lucro, registrata in250x260px-Eiif Svizzera nata proprio per agire i questo settore dell’efficienza energetica e realizzato dall’agenzia specializzata di consulenza Ecofys, che evidenzia la grandi potenzialità di efficienza energetica in Europa proprio nell’ambito dell’isolamento termico industriale. Lo studio, evidenzia le scarse pratiche esistenti nell’ambito dell’isolamento termico industriale, in un contesto dove avere delle strutture non adeguatamente isolate termicamente, determina la creazione di ponti termici che sono causa di grandi perdite di calore, comportando anche costi energetici più elevati, in un epoca di ricerca continua di maggiore competitività, oltre che di maggiori emissioni in atmosfera: A tutto questo va poi aggiunto uno stress termico più elevato, che può accelerare l’usura di macchinari ed apparati dei processi produttivi, con proliferazione dei guasti e quindi dei costi di manutenzione. Secondo Ecofys, come ben evidenziato nel grafico seguente, estratto proprio dallo studio elaborato, esiste un enorme potenziale di risparmio energetico e di mitigazione delle emissioni in atmosfera determinabile dal miglioramento dell’isolamento termico nel comparto industriale europeo. Infatti risulterebbe che più del 10% di tutte le attrezzature negli impianti industriali non è isolato o è mal isolato, spesso con coperture danneggiate o deteriorate.

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A tutto questo va aggiunto il fatto che il livello di isolamento installato è quasi sempre basato su considerazioni di minimo investimento dettate da requisiti di massima temperatura di superficie per la protezione del personale, da requisiti minimi richiesti dal processo oppure basandosi esclusivamente su un valore di dispersione termica massimo ammessa, lasciando completamente ai margini delle valutazioni le tematiche essenziali di efficienza energetica e di efficacia economica dell’isolamento. Secondo le stime delle elaborazioni dello studio, isolando correttamente tutte le superfici interessate, si potrebbe evitare il 66% dell’attuale perdita di calore, corrispondente numericamente a circa 620 petajoule corrispondenti a 49 milioni di tonnellate di CO2, suddivise tra 480 PJ per l’industria e 140 PJ per le centrali a combustibili fossili. Un risparmio potenziale davvero considerevole, corrispondente a circa il 5% del consumo energetico a livello industriale ed a circa l’1% delle centrali a combustibili fossili. Un tale risparmio, proiettato su di un anno, risulterebbe maggiore del consumo annuale di:

  • 10 milioni di appartamenti;
  • dell’alimentazione annuale di ben 15 centrali a carbone con una potenza installata di 500 MW;
  • del consumo energetico annuale dell’industria in Olanda;
  • delle emissioni di 18 milioni di automobili di media cilindrata che percorrono 12.500 chilometri l’anno;

Secondo lo studio Ecofys, la realizzazione di un corretto isolamento termico, comporterebbe un investimento iniziale pari quasi al doppio, ma a fronte della riduzione dei costi energetici dovuti alla inferiore quantità di calore dissipato, i costi sul lungo termine risulterebbero i costi saranno decisamente inferiori. Al riguardo le precisazioni del Direttore della EiiF Andreas Gürtler, che ha dichiarato che “in passato, quando i prezzi dei combustibili erano più bassi, un isolamento termico efficiente non avrebbe portato una grande differenza, ma oggigiorno, oltre alla necessità di raggiungere gli obiettivi EU 20-20-20, il prezzo dell’energia è più elevato e ci si aspetta che continuerà a crescere. Costi aggiuntivi per le emissioni di CO2 accelereranno questa tendenza”. Indicazioni che richiedono azioni importanti anche in questo fondamentale settore della efficienza energetica, dove interventi mirati ed adeguati possono risultare fondamentali per ridare competitività alle imprese del vecchio continente.

 Sauro Secci

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