“Lo chiamavano il “Paese del sole””: una accurata radiografia del fotovoltaico italiano in un libro scritto da un caro amico

il_paese_del_soleMi da sempre una grande gioia quando introduco il lavoro di amici con i quali ho condiviso pagine bellissime di vita professionale ed umana durante il mio cammino. Mi appresto a farlo, in questo caso, per introdurre un libro davvero particolare, fresco di stampa, scritto dal carissimo amico e compagno di tante belle avventure come l’ingegner Gianluca Giannuzzi insieme al Professor Riccardo Basosi dell’Università di Siena e a Luca Valori. Una ricognizione analitica e puntuale del grande fenomeno del fotovoltaico, capace di cambiare volto al nostro modello energetico, pur tra controverse e complesse evoluzioni normative, con indicazioni importanti per proseguire questa bellissima avventura, con la prefazione a cura di Gianni Silvestrini, Direttore Scientifico di Kyoto Club e Nando Pasquali Presidente ed Amministratore Delegato del GSE e la Presentazione del Rettore dell’Università di Siena Angelo Riccaboni. Eloquente il titolo “Lo chiamavano il Paese del Sole” ed ancor di più il sottotitolo “Il fotovoltaico italiano tra spontaneo insediamento e pianificazione”. Importante il capitolo introduttivo del libro, che analizza da diversi punti di vista l’avventura del fotovoltaico degli ultimi 10 anni, partendo da quel 2005, quando effettivamente, attraverso il I Conto Energia, questa tecnologia si mise in marcia nel nostro paese. Puntuali ed estese le analisi del fenomeno, con particolare riferimento alla geografia della diffusione della tecnologia nelle diverse aree del paese e la interessante evidenziazione di “anomalie territoriali” (province inattive circondate da province attive), e di tutti i condizionamenti sia di matrice fisica (orografia, etc.) che di matrice normativo autorizzativa. Una analisi davvero importante che permette una visualizzazione davvero sinottica del “fenomeno fotovoltaico italiano” sulla base di 6 classi di potenza:

  • CL1: impianti fimo a 3 kW
  • CL2: impianti da 3 a 20 kW
  • CL3: impianti da 20 a 200 kW
  • CL4: impianti da 200 kW a 1 MW
  • CL5: impianti da 1 MW a 5 MW
  • CL6: impianti di potenza superiore a 5 MW

A seguire una tabella sulla numerosità di  impianti a livello regionale delle varie classi.

numerosità

Interessante il completamento della penetrazione del fotovoltaico nei comuni italiani che ha visto, a fine 2012, il 97% di essi con almeno un impianto istallato, con una propagazione quasi ubiquitaria nella società civile, di cultura ed informazione su tale tecnologia, indubbiamente la più diffusa e distribuita tra tutte le energie rinnovabili. Una marcia che ha visto dal 2008 al 2012 la crescita prorompente delle installazioni, sia in numerosità (15 volte), sia in potenza (40 volte). Una analisi che incrocia i dati in campo con tutti i possibili fattori sia di matrice socio–economica, che fisica di caratterizzazione dei siti a livello di fattori influenti sull’insediamento fotovoltaico in potenza come zone pianeggianti, irraggiamento solare, capacità della rete elettrica nazionale, sia anche normativo autorizzativa, seguendone l’evoluzione temporale lungo tutto l’arco considerato dal 2005 fino all’agosto 2013. Nella trattazione anche statistica, il lettore è aiutato nella comprensione delle dinamiche attraverso la valutazione di due grandi tipologie di fattori di influenza come:

  • fattori distorsivi: cioè quelli che alterano i dati della risposta insediativa minando l’omogeneità del campione di riferimento.
  • fattori concorrenti: cioè quelli per i quali è osservabile una correlazione statistica con la risposta insediativa.

Per una più esaustiva comprensione del fenomeno che più di altri ha messo in moto la transizione verso un modello energetico distribuito, effettivamente più democratico e partecipativo, innumerevoli sono gli indicatori di analisi dei dati presi in considerazione per le analisi nel testo, tra i quali:

  • numerosità pro capite (N/kab);
  • potenza pro capite (kW/kab);
  • densità territoriale in numerosità (N/kmq);
  • densità territoriale in potenza (kW/kmq).

Sullo sfondo di tutto questo una attenta analisi anche relativamente ai contesti territoriali di riferimento, per quanto attiene sia all’insediamento nella realtà sociale, circostanza che si avvera quando è la popolazione stessa che sviluppa, accoglie e realizza gli impianti, sia nell’insediamento nella realtà territoriale, circostanza che si avvera quando è il territorio stesso che attrae investimenti esterni per realizzare gli impianti. Tutto questo evidenziando le due facce della medaglia, rappresentate dalle opposte tendenze, dell’opinione pubblica italiana sulla diffusione del fotovoltaico, cioè quella attiva che ne sperimenta e ne intravede direttamente i benefici (energetici, economici, strategici, ambientali, occupazionali) e quella passiva; che ne subisce solamente la presenza (impatto visivo– ambientale, addebito in bolletta elettrica dei costi di incentivazione), divenendone avversario.
Un altro accurato livello di analisi, è rappresentato dalla valutazione dei “fattori concorrenti” valutati:

  1. Densità abitativa;
  2. Vincoli ambientali, paesaggistici, archeologici, architettonici (centri storici);
  3. Regime autorizzativo degli enti locali territoriali;
  4. Tessuto economico ed imprenditoriale;
  5. Indice di vecchiaia;
  6. Orografia del territorio;
  7. Capacità della rete elettrica;
  8. Irraggiamento solare;
  9. Legalità nel territorio.

Una analisi particolareggiata il libro la riserva poi, e non poteva essere diversamente, ad una delle maggiori virtuosità del fotovoltaico, cioè la grande spinta che la tecnologia ha dato alla enorme problematica della bonifica delle coperture di amianto, sostenendola economicamente in maniera fondamentale sostituendo appunto con una contestuale installazione fotovoltaica, grazie ad un consistente premio aggiuntivo nella tariffa di base (vedi tabella).

tabella_amianto

Cifre e risultati importanti specialmente in alcune regioni come la Toscana, la Lombardia, Emilia Romagna e quel Piemonte dal quale è partita sia la materia prima (dalla cava di Balangero), che per essere stata sede del più grande sito per la lavorazione dell’amianto nello stabilimento Eternit di Casale Monferrato(vedi anche un mio vecchio post sull’argomento “Amianto e Fotovoltaico: il divorzio non s’ha da fare“).
Il capitolo due, dedicato all’ “insediamento fotovoltaico nel tessuto geografico italiano” ed il successivo capitolo 3, dedicato all’insediamento fotovoltaico nel tessuto elettrico Italiano, fanno una puntuale ricognizione dei due differenti ma per certi versi collegati livelli partendo anche da consolidate, affidabili ed aggiornate banche dati, disponibili sul Web come:

  1. ATLASOLE: la banca dati del GSE che censisce gli impianti fotovoltaici;
  2. dati climatici ENEA: sui valori di irraggiamento solare in vari comuni Italiani;
  3. dati ISTAT: sulla popolazione dei comuni Italiani;
  4. dati TERNA: sui consumi pro capite

Il capitolo finale del libro è invece dedicato alla pianificazione territoriale di insediamento Fotovoltaico, con uno specifico riferimento alla nuova e per certi controversa SEN (Strategia Energetica Nazionale), elaborata frettolosamente, in fase dimissionaria, dal Governo Monti, dove si propone l’Italia come futuro HUB mediterraneo del gas. Il libro cerca di rileggere, rovesciandola, tale discutibilissima posizione, proponendo una visione che vede il nostro paese, in virtù della sua particolare posizione geografica rispetto alle grandi risorse rinnovabili potenzialmente scambiabili sull’asse africano–europeo, come candidato naturale a rivestire il ruolo di HUB elettrico del Mediterraneo. Un capitolo nel quale si cercano di rimarcare il settore fotovoltaico come mitigatore della crisi economica ed occupazionale, mobilitando il capitale di risparmio privato, attraendolo su una forte problematica strategica nazionale e di economia reale come l’energia. Interessanti infine alcune considerazioni sulla propagazione nei territori sia relativamente ai piccoli impianti (vedi tabella seguente)

comuni_italiani_piccoli impianti

Che relativamente a rendere obbligatorio, a livello comunale e provinciale, l’individuazione di aree, con particolare riferimento a quelle degradate, dove sia possibile installare grandi centrali fotovoltaiche, organizzando e coordinando processi di azionariato popolare, come è successo in particolare in Toscana, dove si evidenziano i comuni di Peccioli, Cavriglia, Casole d’Elsa), (vedi tabella seguente)

immagine con caviglia

Insomma un libro davvero importante, direi una opera-omnia per il settore, di grande utilità per il grande universo che nel nostro paese opera nel fotovoltaico, una energia che è stata capace, con la installazione di oltre 550.000 impianti, quasi tutti di piccole dimensioni, di dare il via a questa grande rivoluzione energetica verso un modello energetico distribuito e, necessariamente intelligente, basato sulla microgenerazione che si potrà completare nei prossimi anni. Un grande riconoscimento al caro Gianluca ed agli altri illustri coautori per una elaborazione che davvero mancava.

Sauro Secci

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