COBAT e CNR insieme sulla “Piramide” dell’Himalaya

piramide_primaLa Piramide-Laboratorio ubicata sul versante nepalese del monte Everest cambia d’abito, per la precisione un nuovo abito fotovoltaico. Si tratta dell’esito della missione congiunta intrapresa dal Consorzio Nazionale Raccolta e Riciclo (COBAT) e dal Comitato EvK2CNR. Lo scorso 27 settembre infatti si è conclusa positivamente, con la sostituzione dei moduli fotovoltaici e delle batterie che avevano alimentato fino ad oggi il Laboratorio Osservatorio Internazionale, voluto dalcobat ricercatore Ardito Desio, dal quale ha preso anche il nome, nel 1990. Una missionelogo_EVK2CNR certo non facile, svoltasi con condizioni meteo piuttosto proibitive, dovute ad una coda monsonica con piogge, nebbia e temperature molto basse. In soli 18 giorni il team della missione è riuscito a raggiungere l’obiettivo trasportando fino a 5.050 metri di quota il nuovo materiale fotovoltaico, costituito da 15 tonnellate di nuove dotazioni. Con l’aiuto di 100 sherpa (gruppo etnico nepalese) ed altrettanti yak, cioè bue nepalesi resistenti a quelle temperature, la squadra, partita in aereo dall’Italia, ha raggiunto prima Kathmandu, per poi salire a Lukla, a 2.860 metri di altezza, percorrendo poi i restanti 2.200 metri di dislivello che separano Lukla dalla Piramide. A garantire energia al Laboratorio per un nuovo, lungo periodo di tempo saranno moduli fotovoltaici Vipiemme Solar con accumulatori Fiamm, in linea con quanto previsto dall’obiettivo della “COBAT EvK2CNR – Top Recycling Mission“, che prevedeva l’installazione di 120 moduli fotovoltaici nuovi, disposti su una superficie di 66 metri quadrati, capaci di garantire 9 kilowatt di energia pulita all’intero Laboratorio. Dopo la sostituzione del campo fotovoltaico e delle batterie, tutto il materiale dismesso è stato riportato a valle e selezionato, tra il materiale ancora funzionante, che è stato destinato a una Community Solar Station, per fornire elettricità almeno per i prossimi 10 anni agli abitanti di due cooperative di Dinboche, nella Khumbu Valley a 4.200 metri di altezza, ed il materiale non più riutilizzabile, che è stato avviato al riciclo (le batterie al Fotovoltaico-COBAT_aperturapiombo in un impianto nepalese e i moduli fotovoltaici giunti a fine vita in Italia). Un laboratorio ancora pienamente funzionale la Piramide Ardito Desio dopo quasi 25 anni di ricerca scientifica d’alta quota, e che continuerà ad essere energeticamente autosufficiente con dotazioni strumentistiche di avanguardia, non solo per l’approvvigionamento di energia elettrica, ma anche per lo smaltimento dei rifiuti, il riscaldamento e i sistemi per le telecomunicazioni satellitari e internet. La Piramide, rappresenta oggi, con 520 missioni scientifiche all’attivo, un luogo unico per la ricerca, continuando a coinvolgere numerose istituzioni internazionali. Una nuova virtuosa missione, quella di COBAT, rientrato in Italia, soddisfatto per aver concluso positivamente la missione e per aver contribuito alla salvaguardia ambientale di un vero e proprio paradiso naturale, anche grazie al fotovoltaico, dopo che, già nel 2002 lo stesso Consorzio condusse una missione pensata ad hoc per l’Anno Internazionale delle Montagne e finalizzata al recupero di oltre 3.500 chilogrammi di batterie al piombo esauste. Sulla missione appena terminata si pronuncia anche il presidente di COBAT, Giancarlo Morandi, per il quale “la gestione virtuosa del ciclo dei rifiuti e la tutela del territorio rappresentano due degli elementi cardine dell’azione del Consorzio e della sua rete. Nonostante le avverse condizioni climatiche, la missione si è conclusa con successo”. Una piramide che potrà brillare di luce riflessa ancora per molti anni sfoggiando il suo bel vestito fotovoltaico di alta quota.

A seguire un servizio del TG5 sulla missione congiunta

Sauro Secci

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