Incertezza normativa e retroattività: i nemici del fotovoltaico europeo in un nuovo report EPIA

fotovoltaico-dopo-conto-energiaLa storia del fotovoltaico in Italia è stata segnata nel bene e nel male da una politica incentivante fortemente instabile ed incerta, anche nella intensità delle misure (da incentivi fin troppo allentanti, troppo a quasi niente) ma soprattutto caratterizzata, soprattutto negli ultimi tempi, dalla assoluta estemporaneità e della atavica assenza di una pianificazione energetica di lungo periodo, determinata anche da una latenza di un Piano Energetico Nazionale assente da oltre 25 anni e, solo in tempi recentissimi, sostituita da una SEN (Strategia Energetica Nazionale) assolutamente miope in termini di lungimiranza (vedi post “La Strategia Energetica Nazionale e gli indugi della transizione“). Proprio sulle incertezze normative e sull’uso omicida di misure retroattive nelle politiche di sostegno al fotovoltaico si concentra un nuovo report di EPIA (European Photovoltaic Industry Association) scaricabile in calce al post, nell’ambito del quale vengono riassunte le vicende accadute sui principali mercati europei. Il caso più emblematico è costituito indubbiamente dalla Spagna, dove in 5 anni è stato inginocchiato completamente l’intero settore del fotovoltaico, riuscendo nell’incredibile impresa di farlo passare da 60.000 occupati tra diretti e indiretti ad appena 5-7mila (vedi anche immagine seguente sulla mappa dell’evoluzione dei regimi incentivanti con particolare riferimento ai paesi con le incertezze più rilevanti).

mappa_incentivi

Un report che dedica ampio spazio anche al nostro paese, riepilogando i continui scossoni normativi subiti dal fotovoltaico italiano (vedi diagramma seguente).

Italia_da_report_EPIA

Relativamente alla situazione italiana, nel report EPIA si spiega che “a causa della continua adozione di tagli e abrogazioni non pianificati delle tariffe incentivanti e altre misure dannose per il fotovoltaico, molte aziende sono state spinte al fallimento”, precisando anche che, in generale, le misure retroattive, le moratorie e le improvvise cancellazioni o riduzioni degli incentivi, “sono spesso mirate a correggere le sovraincentivazioni erroneamente decise dai Governi, ma servono solo a deteriorare ulteriormente il settore: creando un quadro per gli investimenti instabile, tali misure hanno infatti provocato la cancellazione di molti progetti, la bancarotta di numerose aziende e la perdita di posti di lavoro. E ciò che è peggio, stanno mettendo a rischio la credibilità dei Governi, con impatti negativi sull’intera economia“. Secondo EPIA, onde evitare il rischio di sovra incentivazione, garantendo nel contempo uno sviluppo armonico e sostenibile delle fonti rinnovabili in Europa, i meccanismi di supporto devono essere disegnati per ciascuna specifica tecnologia, prevedibili e dinamici. Un obiettivo che per essere raggiunto, non può prescindere da un continuo e regolare adattamento determinato sulla base di criteri oggettivi e soprattutto trasparenti.

Sauro Secci

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