COP19 di Varsavia: disastri climatici ancora in coda ad armi e fonti fossili

cop19“Nel mondo oggi più di ieri domina l’ingiustizia, ma di eroici cavalieri non abbiamo più notizia…”, così recita uno dei brani a cui sono molto affezionato del cantautore tosco-emiliano di Pavana Pistoiese, Francesco Guccini, “Don Chisciotte”. Una frase che descrive bene quello che si è verificato in questi giorni a Varsavia, dove si è svolta la 19a conferenza internazionale delle parti sui cambiamenti climatici COP19 organizzata dell’ United Nations Framework Convention on Climate Change (Unfccc) e dove le associazioni ONG hanno lasciato provocatoriamente un vertice, ancora una volta profondamente deludente ed interlocutorio a livello dei governi dominanti e nonostante segnali sempre più profondi ed inquietanti che arrivano dal fronte dei cambiamenti climatici. Un bollettino di guerra quello dei cambiamenti climatici, dal momento che, negli ultimi 40 anni, nei Paesi più poveri del mondo si sono registrate oltre un milione di vittime, oltre 5 volte la media globale. Una situazione aggravata dal fatto che, secondo uno nuovo documento presentato dall’International Institute for Environment and Development (Iied) proprio alla Conferenza delle parti COP19 di Varsavia, i finanziamenti per i piani di adeguamento non giungono a destinazione di questi Paesi. Nel nuovo documento citato, dal titolo “A burden to share? Addressing unequal climate impacts in the Least Developed Countries(scaricabile in calce al post), è riportato testualmente che «Meno di un settimo dei 5 miliardi di dollari necessari a finanziare i Paesi meno sviluppati (Least Developed Countries – Ldc) per la maggior parte dei progetti di adattamento al cambiamento climatico urgenti è stato consegnato dai paesi ricchi, un piccolo della loro spesa annuale per i 522epropri disastri e, globalmente, dei sussidi ai combustibili fossili». Il nuovo documento trova risposte ad eventuali giustificazioni a cui si potrebbero appellare i paesi sviluppati che, in un periodo di crisi, non possono permettersi di inviare aiuti a quelli in via di sviluppo colpiti dalle catastrofi climatiche, come recentemente le Filippine e la Somalia, ma il rapporto “Iied”, dal momento che evidenzia che l’ammontare del denaro necessario per sostenere la lotta dei Paesi poveri contro il global warming è nettamente inferiore all’importo delle spese per armamenti ed eserciti, vale a dire 4,6 miliardi dollari al giorno, infinitamente meno dei 1.000 miliardi dollari che sono stati spesi nel mondo nel 2012 per i sussidi alle fonti fossili. In sostanza quindi, i potenti del mondo, invece di finanziare la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici che eviterebbero disastri economici ed ambientali, riducendo nel contempo la povertà che costringe le popolazioni allo sradicamento dai territori ed alla migrazione, investono in armi proprio per quelle guerre che quei disastri provocheranno e nei combustibili fossili che sono proprio alla base della causa principale dei cambiamenti climatici, cioè la produzione delle emissioni di gas serra climalteranti. Il documento, realizzato dall’Iied in collaborazione con il Brown Center for Environmental Studies dell’università statunitense di Brown University, analizza i dati sulla mortalità raccolti dal Centre for Research on the Epidemiology of Disasters dal gennaio 1980 al luglio 2013 in 49 dei Ldc, determinando che “In quei soli Paesi sono morte 1,28 milioni di persone in disastri legati al clima in soli quei paesi». Ma se si fa la stessa analisi sull’arco temprale più ristretto dal gennaio 2010 al luglio 2013, il numero dei morti «E’ salito a uno sbalorditivo 67% del totale mondiale, raggiungendo 5,5 volte il tasso pro capite di mortalità complessivo globale a causa di disastri legati al clima». Undubbiamente uno dei grandi eventi che ha determinato questa accelerazione dei decessi climatici nei Paesi più poveri è stata la siccità e la carestia avvenuta in Africa orientale nel 2011, che ha mietuto dalle 50.000 alle 100.000 vittime, più della metà delle quali bambini sotto i 5 anni. A seguire, un grafico molto eloquente e significativo tratto dal documento “Iied”, correla tra di loro i dati di popolazione, disastri ambientali e morti per disastri ambientali, tra i due blocchi di paesi sviluppati e paesi sottosviluppati o in via di sviluppo.

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A fronte a questa strage dimenticata, il Ldc Fund dell’Unfccc dell’ONU, ha ricevuto appena 679 milioni di dollari rispetto agli almeno 4,2 miliardi di dollari necessari per i progetti di adattamento, in un fondo che sarebbe destinato a finanziare progetti in base alle2011_logo priorità individuate dai Paesi nei loro rispettivi programmi di azione di adattamento nazionali (Napa). Uno degli autori del documento, Pa Ousman Jarju, capo della delegazione del Gambia alla Cop 19 Unfccc di Varsavia ed ex presidente del gruppo Ldc ai negoziati sul clima dell’Onu, evidenza che «Anche il processo di redazione dei Napa è stato limitato dalla insufficiente capacità amministrativa e della mancanza di fondi» e che i diversi Paesi hanno utilizzato vari metodi per limitare «La vulnerabilità sociale, economica e ambientale di fronte alle sollecitazioni ed ai e rischi climatici». Sono molti coloro che si chiedono se la situazione non sia già andata oltre il semplice adattamento e se gli Ldc non debbano cercare di recuperare le perdite umane, economiche ed ambientali attraverso meccanismo della richiesta dei danni, il cosiddetto “loss and damage”, visto l’altissimo numero di vittime dei disastri climatici nei Paesi poveri. Dello stesso parere del delegato africano al COP19, anche uno altro degli autori del rapporto, David Ciplet del Brown Center, che ha detto all’agenzia stampa umanitaria dell’Onu Irin che «La necessità di un aumento del livello dei finanziamenti per sostenere gli sforzi di adattamento nei Paesi meno sviluppati non è mai stata così grande. Finanziare completamente l’attuazione del piani di adattamento sviluppati da questi Paesi come parte dei Nepa determinerebbe un gran numero di ricadute positive in termini di salvezza di vite umane, di protezione dei mezzi di sussistenza, aumentando nel contempo la resilienza contro futuri disastri. In sostanza nello stesso tempo, l’azione dolorosamente debole da parte dei Paesi ricchi ai fini della mitigazione dei cambiamenti climatici, sta già adesso determinando disastri climatici ai quali non ci si può facilmente adattare. Forte oggi più che, la necessità di un distinto meccanismo “loss and damage”, in un contesto globale che sta esasperando le disuguaglianza nel nome degli interessi di pochi. Speriamo davvero che queste conferenza mondiali che annualmente, e sottolineo “stancamente” si succedono, possano vedere un mutato atteggiamento proprio da parte dei paesi più ricchi, cominciando finalmente a vedere la ricchezza in termini finalmente completamente nuovi e diversi.. Concludo questo sentito post come sono solito fare ogni tanto, con la splendida “Don Chisciotte” del grande poeta tosco-emiliano di Pavana Pistoiese accompagnato dalla voce e dalla chitarra dell’inseparabile Juan Carlos Biondini, uno dei brani che da sempre accompagna la colonna sonora della mia vita, sperando davvero di sentirci tanti Don Chisciotte per cercare di ridare nuove speranze a questo malato mondo “dove il male è di casa e ha vinto sempre, dove regna il “capitale”, oggi più spietatamente, riuscirà con questo brocco e questo inutile scudiero al “potere” dare scacco e salvare il mondo intero ?“, sull’onda de “Il “potere” è l’immondizia della storia degli umani e, anche se siamo soltanto due romantici rottami, sputeremo il cuore in faccia all’ingiustizia giorno e notte: siamo i “Grandi della Mancha”, Sancho Panza… e Don Chisciotte !

Sauro Secci

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Una risposta a COP19 di Varsavia: disastri climatici ancora in coda ad armi e fonti fossili

  1. AIUTO ha detto:

    “Para magnetizzano” l’aria, sottoponendola ad un determinato campo magnetico costante.
    Fanno vibrare l’aria “paramagnetizzata” simulando un suono di cui non si comprende l’origine, usando multiple sorgenti simulano piu fonti o tramite “interferenze” (composizioni di forze) determinano un “virtuale” ma udibile “spostamento” della sorgente “sonora”.
    I cosiddetti suoni dal nulla potrebbero avere origine atmosferica e sono causati da vasti fenomeni elettromagnetici (“coerenti” somme di vibrazioni elettromagnetiche nel volume influenzato), e possono essere ingenerati nell’aria, acqua, suolo, in funzione delle caratteristiche molecolari ed atomiche, nonchè frutto del propagarsi alla sezione adiacente (quella non direttamente interessata) a quella messa in vibrazione.
    In’oltre usano sistemi che intervengono sulle membrane timpaniche o direttamente a livello neurali (cosa che comporterebbe la conoscenza del funzionamento dell’apparato uditivo di ogni individuo oppure l’eccitazione dei primari neuroni sensori dell’apparato uditivo umano, sicchè a differenza di un suono distribuito, il “suono”, la vibrazione elettromagnetica si propaga solo nell’apparato uditivo consentendo di risparmiare energia influendo su di un numero minore di sostanze chimiche, ovvero sia il suono potrebbe non essere udito da tutte le persone se la composizione chimica differisce troppo).

    Usando campi magnetici aggiuntivi o realizzando poli magnetici che deformano il campo magnetico terrestre presente, facendo ruotare, vibrare, gli assi della polarizzazione, o facendo rivoluzionare sull’asse di polarizzazione la deformazione del campo generato dal nuovo “debole” polo artificiale, costruiti da “piccoli” macchinari (anche satellitari o da torri manomesse o non legali, magari temporanee, di telecomunicazioni, nonchè mezzi di trasporto), possono indurre una parziale deformazione di quanto attraversa le rocce, e facedo vibrare la rotazione attorno ad un angolo iniziale riscaldano le rocce. Usando campi perfettamente allineati e sovrapposti, controrotanti, nella opportuna “fase d’onda”, potrebbero nell’acqua ed aria ottenere l’accelerazione verso l’esterno o l’interno del centro di rotazione (perpendicolarmente all’asse di rotazione) di masse d’acqua od aria (più aria che acqua vista l’energia o la deformazione necessaria rispetto la condizione neutra)

    Possono usare lo stesso sistema per scaldare sostanze chimiche nel sottosuolo rendendolo maggiormente soggetto alle tensioni meccaniche presenti, ingenerando armoniche nella massa che possono a loro volta influire su vaste proporzioni di sottosuolo, producendo fratture e scosse sismiche.
    Si evince, che terremoti artificiali, gli tsunami, le tempeste e gli uragani artificiali potrebbero già venire prodotti, con gli ovvi scopi di attaccare l’economia ed i popoli nelle Nazioni dirottare i profitti e definire i poteri.

    Oltre ad un campo elettromagnetico potrebbero sfruttare un onda laser (oppure generata da opportuna antenna), di fase lunghissima o magari “diritta”, di determinata intensità, il cui asse di polarizzazione verrebbe fatto “vibrare” spazialmente, attorno ad un asse di riferimento mediano, attraverso il moto opportuno della sorgente del laser (od un sistema equivalente ottenuto dall'”alimentazione della sorgente in maniera particolare”); tale asse di polarizzazione verrebbe altresì ruotato su se stesso, longitudinalmente, alternativamente, attorno ad un angolo di riferimento; l’onda possederebbe un’intensità media attorno alla quale vi sarebbero più o meno deboli incrementi e decrementi. Le “vibrazioni”, dell’asse e nell’asse di polarizzazione, avrebbero frequenze opportune in funzione degli effetti desiderati.

    In altri termini l’onda lunghissima, del campo, laser od antenna opportuna, è costante ed è incrementata d’intensità lentamente di modo da non essere rilevabile se non da strumentazione, dopodichè tale onda od altre in aggiunta a tale onda, vine posta in “vibrazione nelle sue componenti e caratteristiche”.

    Ovvero sia, in ulteriori termini, un onda lunghissima ed intensa, od impulsi più brevi e meno intensi, durante i quali la polarizzazione dell’onda è messa in “vibrazione” alla frequenza opportuna, generando effetti simili a quelli delle onde lunghe o microonde o terahertz o gamma, qualsiasi.

    Tali apparati, laser o cem, avrebbero la particolarità, di permettere, anche se generati secondo criteri meno complessi, di ingenerare una difficoltà di apprendimento e memorizzazione richiedendo ulteriore sforzo biologico per ottenere gli stessi risultati che si avrebbero in assenza di tali laser o cem.

    In combinazione a tali apparati potrebbero usare suoni (ultrasuoni ed infrasuoni), i quali anchessi potrebbero essere generati da sorgenti poste in vibrazione (oltre che con il tradizionale metodo per ottenere onde sonore, anche ruotando le sorgenti alternativamente sul piano d’origine delle onde, sfruttando così ulteriori effetti determinati dall’attrito viscoso dell’aria) così da influire sulle condizione corporee (ghiandole ed udito, memoria, stress, irascibilità, memoria).

    Tali apparati potrebbero essere usati per effettuare una rilevazione degli ambienti dalla distanza e conoscere la posizione delle persone ed oggetti nonché rilevare la variazione dell’intensità di campi magnetici od elettrici (mediante la riflezzione o la variazione dell’energia elettromagnetica nel volume attorno alla sorgente, posto che siano ivi presenti sistemi di rilevazione delle deformazioni del flusso).

    Mentre affinano gli apparati capaci di generare i fenomeni da lontano, usano criminali da vicino, al suolo per creare gli effetti e valutare gli accadimenti, calibrando gli strumenti che serviranno per non dovere darne nulla a nessuno e tenersi tutto loro (non i criminali locali).

    In Busto Garolfo, sembrerebbe che taluni facciano già qualcosa di “simile” a quanto appena descritto (mi permetto un poco d’ironia essendo vittima impossibilitata, a forza, a reagire: eccetto, per fortuna di coloro che non sono stati presi a bersaglio, le scosse sismiche e qualcosa d’altro citato), od anche qualcosa di più selettivo.

    Andrea Dell’Acqua (V. P.M. 40, B.G. -MI- ) – Post Scriptum ci ho impiegato del tempo a capire od ipotizzare cosa mi stavano facendo, avendo un’organizzazione a delinquere la collaborazione di taluni nelle mie vicinanze; hanno cercato di uccidermi e qui è tutto strano, ma va tutto bene madama la marchesa che l’unione criminale fa la forza del paese che affonda.

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