Rifiuti e nuove tecnologie ICT: parlano italiano anche il nuovo cassonetto intelligente e robots per la pulizia strade della UE

7205-ricerca-burba-progetto-ue-per-raccolta-intelligente-dei-rifiuti-350Non è mancata certo l’occasione per rilevare ocme le nuove tecnologie informatiche e della comunicazionem raggruppate oggi sotto l’acronimo ICT stiano disegnando modelli gestionali completamente nuovi, nell’ambito della gestione di sistemi complessi come quello dell’energia, della mobilità e non ultimo quello delle gestione dei servizi pubblici. Proprio in quest’ultimo ambito, davvero significativo quello che si sta facendo nella gestione integrata dei rifiuti, dove, per spingere sempre più in alto al differenziazione degli stessi, si stanno sperimentando forme sempre più sofisticate per muovere la cittadinanza verso forme sempre più corrette ed efficienti. Proprio su quest’ultimo obiettivo si sta muovendo il progetto finanziato dall’Unione Europea ed avviato nel 2011 nell’ambito del 7° Programma, che vede l’Italia paese coordinatore, denominato BURBA (Bottom-up selection, collection and management of URBAn waste), che sta lanciando un nuovo concetto ed un nuovo modello di servizio di raccolta dei rifiuti attraverso tecniche di raccolta intelligente. Un progetto, che vede anche l’Italia tra i partner principali e che utilizza unimages sistema di identificazione a radio frequenza RFID (Radio frequency identification), all’avanguardia e a basso costo integrato con tecnologie di geolocalizzazione che permettono di identificare il luogo di conferimento, supervisionando e controllando le modalità di separazione dei rifiuti. Il nuovo sistema è basato su un nuovo cassonetto che può essere aperto utilizzando un carta personale RFID, sistema di identificazione dell’utente del servizio all’atto del conferimento dei rifuti dando un riscontro sul corretto smaltimento effettuato, utilizzato con successo in molti altri ambiti come sistemi di bike sharing, car sharing, postazioni di ricarica di messi elettrici, etc. Il nuovo cassonetto intelligente si chiama IWAC (Intelligent Waste COntainer), dispone di una capacità di 1.100 litri ed è destinato alla raccolta sia dei rifiuti urbani che di quelli industriali. I dati registrati localmente sul cassonetto, vengono inviati ad un centro di raccolta ed elaborazione dati, dove gli stessi vengono elaborati ai fini della definizione di un profilo comportamentale dettagliato delle abitudini di conferimento sia per zona che per fascia oraria. Sulla base di queste elaborazioni potranno essere attuate azioni di ottimizzazione dei percorsi dei mezzi di raccolta finalizzati a garantire un flusso ordinato ed efficiente verso i centri di smaltimento. Le stesse informazioni elaborate vengono rese pubbliche e trasmesse anche ai cittadini tramite una app per smartphone e telefoni cellulari che fornisce consulenza e supporto per il corretto conferimento dei rifiuti. Oltre a tutto questo, l’uso di etichette di identificazione dei rifiuti potrebbe aiutare a prevenirne lo smaltimento illegale. Un sistema BURBA che, grazie alla collaborazione tra Amministrazioni locali e cittadini, prevede anche l’attivazione di programmi di incentivazione al riciclo corretto, attraverso un sistema in grado di premiare i comportamenti virtuosi, con, ad esempio, sconti sulle tariffe e sulle tasse di smaltimento dei rifiuti. Sono 9 i partners, provenienti da 5 paesi, Italia, Spagna, Polonia, Portogallo e Cina coinvolti nel l progetto con organizzazioni che comprendono istituti universitari di ricerca per la prototipazione di attrezzature all’avanguardia, e piccole e medie imprese (PMI) per analizzare norme di sicurezza e tecnologie di localizzazione:

  • D’Apollonia Spa con sede in Genova – Italia;
  • Politecnico di Milano con sede in Milano – Italia;
  • Acorde Technologies S.A. con sede in Santander – Spagna;
  • Ridgeback S.a.s. con sede in Torino – Italia;
  • Tekever Tecnologias de informacao S.A. con sede in Lisbona – Portogallo;
  • Comune di Camogli con sede in Camogli;
  • Ayuntamiento de Santander con sede in Santander – Spagna;
  • Shanghai Aoto Ambiente Equipment Co Ltd con sede in Shanghai – Cina;
  • Gmina Miasto Rzeszow con sede in Rzeszow – Polonia.

A parlare del progetto Simona Bruni tra i responsabili per il partner genovese “D’Appolonia S.p.a“, azienda italiana coordinatrice ed una delle componenti industriali dello studio che afferma: “Abbiamo scelto tre città di diverse dimensioni (Camogli in Italia, Santander in Spagna e Rzeszow in Polonia) con diverse abitudini al fine di avere una buona panoramica della misura del problema in Europa”. Un progetto che prevede anche uno specifico team di ricerca che sta elaborando un Life Cycle Analysis (LCA), un procesos di valutazione “dalla culla alla tomba”. Finalizzato ad analizzare non solo i possibili benefici per migliorare i percorsi di raccolta della flotta di camion dei rifiuti, ma anche di garantire risparmi non controbilanciati da costi di produzione e di utilizzo del sistema. Il team BURBA è sul punto di ultimare i primi prototipi e di effettuare il loro successivo collaudo in situazioni reali previsto entro la fine di quest’anno. Una rete di nuovi cassonetti IWACs sarà disponibile in Italia, Polonia e Spagna. Secondo Simona Bruni di D’Apollonia, “la tecnologia sviluppata sembra essere abbastanza promettente e gli utenti del servizio sono molto interessati a convalidarlo”.
Un altro progetto europeo collaterale a BURBA ed in un più avanzato stato è quello che sta nascendo ancora una volta presso un centro di eccellenza italiano, il laboratorio CRIM della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, sotto la guida del professor PaoloDustBot Dario, denominato “DUSTBOT – Networked and Cooperating Robots for Urban Hygiene” (link sito). Il progetto mira nello specifico all’utilizzo di robot per la pulizia delle strade ed è finanziato con quasi 2 milioni di euro nell’ambito dell’area tematica “Società dell’informazione e della comunicazione” (TIC) del Sesto programma quadro (6° PQ), Anche DUSTBOT ha coinvolto nove partner provenienti da cinque paesi, tra cui l’Italia, con l’obiettivo di garantire ai cittadini europei spazi urbani senza rifiuti. Due le tipologie di robot in via di realizzazione, dell’altezza di 1,5 metri e del peso di 70 kg, utilizzabili per la Dust_robotraccolta di sporcizia e rifiuti in ambienti parzialmente non strutturati, come piazze, strade e parchi:

  • DustClean: robot provvisti di strumenti per la pulizia, sensori multipli e un naso elettronico per controllare gli inquinanti atmosferici, che forniscono informazioni sulla qualità dell’ambiente;
  • DustCart: robot rivolti ai cittadini, dotati di un carrello per il trasporto e lo smaltimento di sacchi della spazzatura. Entrambe le tipologie di robot dispongono di una capacità di trasporto di 80 litri o 30 kg di rifiuti, alla velocità di un metro al secondo, e sono dotati di una batteria con una autonomia di 16 km, oltre ad essere dotati anche di uno scanner laser e di ultrasuoni che gli consentono di evitare gli ostacoli, agevolando gli spostamenti in strade e vicoli stretti dove i normali veicoli per la raccolta dei rifiuti non riescono a passare. Secondo il coordinatore del progetto, professor Dario, questi robot potrebbero contribuire a porre fine agli orari fissi per la raccolta dei rifiuti migliorando i sistemi di raccolta nelle zone urbane densamente popolate, dove la circolazione dei grandi camion della spazzatura risulta difficoltosa.

Sauro Secci

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