Nuovo World Energy Outlook 2013 di IEA. Il Wwf senza indugi: “Cambiare energia”

weo2013Puntuale come ogni anno, l’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA), ha presentato in questi giorni il World Energy Outlook 2013. L’occasione è stata data dall’apertura della nuova 19a conferenza delle parti COP19 per i negoziati delle Nazioni Unite sul clima a Varsavia. Il nuovo autorevole rapporto, chiarisce che l’apertura allo sfruttamento di nuove risorse petrolifere, non determina sicuramente una nuova era di abbondanza di petrolio, con una progressiva riduzione del paesi OPEC  a vantaggio dell’area Nord Americana e brasiliana che registra invece un incremento. I paesi medio orientali potranno riprenderanno la proprio leadership, secondo il rapporto, intorno al 2025. Relativamente alla domanda globale di energia, questa aumenterà, secondo il rapporto, di un terzo entro il 2035, evidenziando come sia fondamentale, in questo scenario, rafforzare azioni orientate alle energie rinnovabili per evitare future ulteriori emissioni di gas serra che potrebbero davvero avere effetti incontrollabili a livello planetario. Secondo IEA, da oggi al 2035 quasi il 50 % della nuova energia mondiale sarà di matrice eolica e solare. Un dato davvero significativo, che indica la via da seguire verso la decarbonizzazione dei modelli energetici e quindi verso la sostenibilità. Considerando che i consumi aumenteranno di un terzo e le fossili continueranno a fornire il 76% del fabbisogno energetico, spingendo il mondo verso un aumento di temperatura di 3,6 °C rispetto ai livelli preindustriali, il New Policies Scenario definito dal World Energy Outlook 2013 (scaricabile in calce la post), Uno scenario considerato il più realistico tra quelli presentati e tradizionalmente tra i più conservatori, dal momento che tiene conto che si tenga fede agli impegni di riduzione delle emissioni presi fino ad oggi. Nel rapporto si prevede un uso del carbone è destinato a declinare nei paesi OECD più sviluppati, a fronte delle stringenti legislazioni ambientali, continuando però a crescere nei paesi emergenti. A seguire un grafico che evidenzia la crescita prevista per le varie fonti.

Crescita_varie_fonti

Come ben evidenziato dalla mappa seguente, il baricentro del mondo dell’energia è destinato a spostarsi sempre più verso le economie emergenti che registreranno ben il 90% della crescita della domanda dei prossimi 22 anni, con la Cina trainatrice nella prima decade e India e Sud Est asiatico nella seconda, con i paesi del Medio Oriente che, incrementando il proprio  consumo  interno, contrarranno le esportazioni di gas e petrolio anche secondo la strategia energetica seguita dall’Arabia Saudita.

 Mappa_crescita_domanda_energetica

Un peso ancora importante, quello al 2035 per le fonti fossili, che come dicevo ancora per il 76% della domanda totale di energia, a fronte dell’82% del 2011 e per il 57% di quella elettrica contro il 68% del 2011, in un contesto che vede la domanda energetica totale crescere di un terzo, e quella elettrica di due terzi. Uno scenario che si riflette inevitabilmente sulle emissioni, che continueranno pericolosamente ad aumentare del 20% nei prossimi 22 anni, toccando i 37,2 Gt e determinando appunto l’incremento di temperatura di ben 3,6 °C rispetto ai livelli preindustriali, e ben oltre la soglia critica dei 2 °C, come ben evidenziato dai grafici seguenti.

Emissioni_e_carbon_budget

Altro punto di analisi del rapporto, le mancate o carenti azioni a livello mondiale per lo sfruttamento della più nobile forma di energia: “quella che  non si consuma”, meglio nota come efficienza energetica. Da oggi al 2035 due terzi del grande “giacimento” di efficienza non verranno sfruttati se non saranno rimosse una serie di barriere, a cominciare dalla eliminazione dei sussidi alle fonti fossili (vedi post “Quello che degli incentivi non dicono”). Nel rapporto si evidenzia come, nel 2012, gli aiuti a carbone, gas e petrolio siano cresciuti ancora, salendo a ben 544 miliardi di dollari, con le rinnovabili alle quali sono andati 101 miliardi, un sostegno quest’ultimo che, affinché il modesto scenario dipinto si realizzi, dovrebbe salire a 220 miliardi al 2035. In parole povere si esige assolutamente di cambiare marcia, anche e soprattutto se si vuole garantire un accesso universale all’energia sostenibile, dal momento che, ancora nel : nel 2011, erano ben 1,3 miliardi gli abitanti del pianeta senza elettricità, mentre 2,6 miliardi utilizzavano legna e altre biomasse tradizionali per cucinare. Un report che non poteva sfuggire alla sempre attenta valutazione del WWF Italia che, con la Responsabile Clima Energia Mariagrazia Midulla, segue i negoziati sul clima di Varsavia. Al riguardo l’amica Mariagrazia ha dichiarato: “Questa relazione dall’AIE viene pubblicata poco dopo il tifone che ha duramente colpito le Filippine e che ha sconvolto il mondo . Il tifone ha anche gettato una cappa sopra i colloqui sul clima delle Nazioni Unite appena iniziati a Varsavia , mettendo in evidenza l’urgente necessità di spostare il sistema energetico mondiale verso fonti rinnovabili pulite e verso l’efficienza energetica per combattere il cambiamento climatico“. In sostanza il Wwf condivide la preoccupazione della IEA che, in base a dati condivisi,  attualmente il mondo si sta drammaticamente avviando a superare i 3,6 ° C di riscaldamento globale, nel lungo periodo, palesando forti preoccupazioni proprio verso sforzi economicamente difficili per molti paesi. La Midulla ha poi aggiunto che “Il Wwf sostiene fortemente la visione della IEA che cambiare il settore energetico, responsabile della maggior parte delle emissioni globali di gas a effetto serra, sia l’azione più importante da prendere ma non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca e la IEA è troppo ottimista circa le nuove fonti di energia come lo shale gas. Come l’Agenzia riconosce abbiamo bisogno di lasciare più di due terzi di tutti i combustibili fossili esistenti nel sottosuolo per avere buone possibilità di evitare di oltrepassare la soglia del riscaldamento globale oltre  livelli pericolosi . Abbiamo bisogno di una visione e di leadership da parte dei leader mondiali su questo tema a partire da ora a Varsavia“. Speriamo che i legittimi auspici di Mariagrazia possano trovare da subito, già nel COP19 di Varsavia adeguate sensibilità.

Sauro Secci

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