Social Housing cohousing ad alta efficienza energetica: il caso italiano di Capannori

palazzina_social_housing_realizzata_in_legno,772Quando si parla di efficienza energetica applicata al mondo delle costruzioni e dell’abitare, tutto assume un significato ulteriore quando si parla di social housing, riferito cioè alla edilizia residenziale pubblica che dovrebbe garantire un alloggio alle fasce più indigenti della popolazione. Avevo affrontato l’argomento riferendomi ad azioni in corso in ambito comunitario nel post “Green economy e precarietà energetica: il ruolo di una nuova edilizia popolare con il “Social Housing””, ed oggi ho l’opportunità di farlo riferendomi ad un nuovo esempio decisamente più vicino. Sto parlando del Comune di Capannori, in provincia di Lucca, autentica eccellenza a livello europeo e mondiale in tema di gestione integrata dei rifiuti, dove sorgeranno in via del Molino, nella frazione di Castelvecchio di Compito, sei alloggi di edilizia residenziale pubblica. Si tratta di una nuova realizzazione orientata non soltanto a venire incontro alle esigenze abitative della popolazione ma che si propone come modello per l’efficienza energetica e per la minimizzazione dell’impatto ambientale grazie all’ampio utilizzo del legno e della fibra di canapa, ancora lei, nelle pareti (vedi post “Bioarchitettura e “costruire e ristrutturare sostenibile”: ecco il biomattone fatto di “antichi” e versatili materiali”). L’utilizzazione di materiali naturali ed ecosostenibili è alla base del progetto pilota di housing sociale e di co-housing del Comune di Capannori e dell’ Erp della Provincia di Lucca, che ha ottenuto dalla Regione Toscana il finanziamento del 100% dell’importo necessario per la sua costruzione: 1 milione e 133 mila euro, riuscirà a ridurre i tempi di realizzazione, che scenderanno a circa 8 mesi, con il cantiere che aprirà i battenti all’inizio del 2014. Si tratta del primo intervento del genere ad essere realizzato da soggetti pubblici nella provincia di Lucca, che è stato presentarlo alla stampa nei giorni scorsi con il vice sindaco, Luca Menesini, l’assessore alle politiche sociali, Gabriele Bove e il presidente di Erp Lucca, Francesco Franceschini. Una iniziativa, quella dell’amministrazione comunale di Capannori, orientata alla promozione di una diversa cultura dell’abitare basata sulla compartecipazione di diversi nuclei familiari a momenti della vita, sicuramente perduta in questi ultimi anni. Ad esempio, gli spazi comuni, nell’ambito dei quali i bambini giocare vedranno una persona che li accudirà, mentre i genitori sono impegnati in attività lavorative o a fare commissioni per gli altri che abitano negli alloggi. Una recupero di un modello di vita in uso anni fa nella tradizione della Piana di Lucca, quello delle corti. L’accesso agli alloggi, ad affitto calmierato e quindi inferiore a quello di mercato, sarà possibile tramite uno specifico bando che pubblicherà il Comune di Capannori con una serie di requisiti, in via di definizione, che oltre che economici , con un Isee inferiore a 35 mila euro, saranno soprattutto sociali. Nello specifico potrebbero ottenere un punteggio maggiore candidati attivi all’interno di gruppi organizzati come i Gas (Gruppi di acquisto solidale) di cui ho parlato diffusamente in uno specifico post “G.A.S. (Gruppi di Acquisto Solidale): grande occasione di crescita per il consumatore”, e chi ha una buona propensione alla condivisione degli spazi. Secondo il vice sindaco Luca Menesini, “con questo progetto intendiamo realizzare un nuovo modello. Gli alloggi di Castelvecchio di Compito non saranno solo una risposta alla crescente richiesta abitativa da parte dei cittadini, ma anche un punto di riferimento per la socializzazione di piccoli gruppi di persone, imparando a condividere e a usare sapientemente gli spazi a disposizione. Tutto questo avverrà all’interno di un complesso ad alta efficienza energetica per la cui costruzione saranno usati il più possibile materiali naturali. Ci aspettiamo quindi un rilevante impatto sociale. Ringraziamo la Regione Toscana che ha creduto nella bontà del nostro progetto, finanziandolo interamente“. Secondo l’assessore alle politiche sociali del Comune di Capannori, Gabriele Bove “con questo importante e innovativo progetto andremo ad aumentare il numero degli alloggi di edilizia residenziale pubblica sul nostro territorio, di cui c’è una richiesta sempre più numerosa anche a causa della crisi economica. Allo stesso tempo andremo a sperimentare un nuovo modo di convivenza tra nuclei familiari che si prospetta molto interessante dal punto di vista della socialità e della solidarietà, senza dimenticare i criteri di costruzione improntati al risparmio energetico e alla salvaguardia ambientale”. Un risultato importante anche per l’ Erp, soggetto gestore dell’edilizia residenziale pubblica della provincia di Lucca, con il Presidente Franceschini evidenzia che “dopo gli alloggi pubblici certificati in classe energetica A+ di Marlia, i primi della tipologia in Toscana, e quelli in classe A a Santa Magherita, Erp continua a innovare. Una scelta ambiziosa, quella di questo progetto, che è stata premiata dalla Regione perché si inserisce in un contesto virtuoso come quello di Capannori. Erp, così come sta facendo in tutta la provincia, cohousing castelvecchiocontinua a dare risposte tangibili per il disagio abitativo“. L’edificio (vedi foto rendering a destra) sarà strutturato in tre corpi principali collegati tra loro, che si svilupperanno su due piani più un seminterrato per ridurre l’uso del suolo. Al piano terra, saranno collocati in zona centrale gli spazi condivisi del cohousing, come la lavanderia, la stanza per gli ospiti, una dispensa, un salone polivalente e un bagno. Sui lati saranno collocati due appartamenti da 73,50 metri quadrati ciascuno con quello ad est che potrà accogliere un diversamente abile. Al primo piano vi saranno due appartamenti identici, oltre a due di dimensioni inferiori pari a 62,50 metri quadrati. Su diversi livelli si articolerà lo spazio esterno con una corte collocata a sud, che ospiterà un’area giochi per bambini, una zona per il barbecue e un giardino. Sul fronte nord, per garantire il massimo livello di soleggiamento, è prevista la realizzazione di orti, un’area per serre invernali ed una area di ricovero di attrezzi oltre ad una dove effettuare il compostaggio domestico. Costruttivamente la struttura di fondazione e della porzione seminterrata dell’edificio sarà realizzata in cemento armato mentre le altre parti in elevazione, i solai piani e la copertura saranno realizzati in legno. Per massimizzare l’efficienza energetica e favorire l’isolamento, le pareti, anch’esse di legno, saranno rivestite da una strato di fibra di canapa e di legno. Passando agli aspetti tecnologici della progettazione dell’edificio, grande spazio alla massimizzazione della luce naturale all’interno degli ambienti interni con particolare attenzione alle zone a maggiore permanenza e frequenza diurna, con i servizi che saranno collocati preferibilmente a nord. Le vetrate a sud che illuminano gli ambienti occupati durante il giorno e i locali degli spazi comuni destinati al cohousing sono progettate in modo da garantire protezione dall’eccessivo irraggiamento solare estivo e, nel contempo, catturare i raggi solari invernali aventi una minore inclinazione, contribuendo così al riscaldamento degli ambienti domestici e riducendo il consumo di energia. Gli infissi saranno a taglio termico, con doppio vetro, in modo da ottenere il massimo livello delle prestazioni in termini di isolamento termico e acustico, protetti da persiane. Sul tetto dell’edificio è prevista l’installazione di impianti per la produzione di energia elettrica e termica da fonti rinnovabili, in modo da rendere l’edificio quasi autosufficiente dal punto di vista energetico. Saranno collocati circa 20 m2 di collettori solari termici e 144 m2 di pannelli solari fotovoltaici. Per il riscaldamento è prevista invece l’installazione di una caldaia centralizzata a biomasse. Dal punto di vista idrico, tutti i rubinetti installati saranno dotati di dispositivi per risparmiare l’acqua, oltre a prevedere la realizzazione di un impianto per la captazione ed il riutilizzo delle acque piovane, sia per gli scarichi dei wc che per l’irrigazione del giardino e degli orti. Una iniziativa importante anche in Italia nell’ambito del social housing, un capitolo di grande importanza per una nuova politica degli alloggi.

Sauro Secci

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