Viaggio Mirafiori-Rimini verso Ecomondo per illustrare le potenzialità del biometano

Distributore-di-biometano-in-SvizzeraNel percorso verso la decarbonizzazione dei sistemi energetici uno dei settori più importanti e vivaci è indubbiamente quello della mobilità, nell’ambito della quale, oltre alla mobilità elettrica, sta dimostrando grande affidabilità e vivacità l’universo del gas, nelle sue variegate forme, oltre al metano ed la GPL, anche un nuovo interessante vettore energetico derivato dallo stesso metano come il GNL (vedi post “Mobilità sostenibile in Europa: ecco la “clean fuel strategy” con l’opzione GNL“), ma anche e soprattutto un vettore energetico dell’universo gas, di matrice pienamente rinnovabile come il biometano (vedi post “Biometano: italiano, versatile, pulito, efficiente ed ancora tutto da scoprire”) E’ stato proprio il biometano ad alimentare uno speciale viaggio, dal valore simbolico, iniziato il 5 novembre scorso dallo stabilimento Fiat di Mirafiori e che si è conclusa al quartiere fieristico di Rimini, dove si è svolta la grande kermesse annuale Key Energy-Ecomondo. Sono stati 450 i km di distanza, con due piloti come Christian Curlisi, ingegnere del Consorzio Italiano Biogascib-consorzio-italiano-biogas-logo-da-sito-2013 (CIB) (link sito http://www.consorziobiogas.it/) e dal blogger Nicola Ventura a bordo di una Panda Trekking. Assolutamente non casuale il percorso, ridefinito per l’occasione “la strada del biometano”, per mostrare tutte le le potenzialità di questo biocarburante nel settore dell’autotrazione. Un percorso che ha visto 4 tappe intermedie in altrettante aziende agricole associate al MIRAFIORI-RIMINI-CIB-E-FIAT-2Consorzio e produttrici del “Biogas Fatto Bene”, dove hanno fatto rifornimento di biometano. In realtà si è trattato di un rifornimento simulato dal momento che, mancando ancora in Italia la normativa tecnica di riferimento, attesa oramai da molto tempo, la legge non consente ancora la produzione e la vendita del biometano per autotrazione. Forte al riguardo, l’appello di Piero Gattoni, presidente del CIB, che nell’occasione di Ecomondo ha richiesto “che il governo completi l’attuazione del decreto legislativo 28/2011, regolamentando i criteri per l’utilizzo del biometano. Oggi l’Italia è uno dei Paesi in cui maggiore è la diffusione di veicoli a gas metano al mondo e il settore del biometano può dare impulso a una filiera a grande intensità di lavoro italiano”. Un appello oltremodo importante per il significativo parco viaggante italiano di veicoli a metano. Obiettivo della dimostrazione è stato quello di mostrare come, nonostante il gap normativo, come si sia già costituita da subito  una piccola rete di distributori di biogas già perfettamente operativi e fruibili, grazie allo sforzo di alcune aziende agricole. Il viaggio dimostrativo ha infatti effettuato le seguenti tappe prima dell’arrivo a Rimini alla fiera Ecomondo:

  • prima tappa a Vinovo (To): sede della cooperativa agricola La Speranza che dal biogas fornisce teleriscaldamento al vicino centro tumori di Torino;
  • seconda tappa a Piverone (To): sede dell’azienda agricola Bagnod;
  • terza tappa a Pieve Fissiraga (Lo): sede dell’azienda agricola F.lli Toninelli che sta portando avanti un interessante programma di sperimentazione sulla produzione di bioidrogeno e biometano agricoli e sull’uso della loro miscela (idrometano) come biocarburante ed un passaggio dal vicino Parco Tecnologico Padano di Lodi, sede del CIB;
  • quarta tappa a San Giovanni in Persiceto (Bo): sede dell’azienda agricola Persiceto Bioenergia e della Safe, prima realtà ad aver realizzato un impianto di upgrading del biogas agricolo a biometano. Quindi l’arrivo alla Fiera di Rimini.

Una iniziativa di grande significato, quella del CIB, tendente a richiamare il Governo alleforsu_biometano sue responsabilità e certe volte a inspiegabili ritardi nel settore delle energie pulite, tra qui appunto l’attesissimo da tempo decreto per la produzione e la vendita del biometano per autotrazione oltre che la possibilità di immissione nella rete nazionale del gas del biometano prodotto nelle aziende agricole. Un tema che ha poi un’altro grande ambito di opportunità  di valorizzazione come quello della cosiddetta FORSU (Frazione Organica Rifiuti Solidi Urbani),  in impianti di digestione anaerobica permetterebbe una sensibile riduzione dei costi di smaltimento, oltre che un abbattimento dell’inquinamento ambientale, consentendo parallelamente ricavi dalla vendita del biometano prodotto. Un motivo in più quest’ultimo, dalla grandissima ulteriore valenza ambientale, per spingere il Governo a completare velocemente la legislazione sul biometano, che attende oramai da troppo tempo, nei cassetti del Parlamento.

Sauro Secci

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