Infrastruttura nazionale colonnine di ricarica per le auto elettriche: ecco il Piano Nazionale

colonnine di ricaricaUno degli ambiti fondamentali per abbandonare definitivamente un modello energetico basato sul carbonio è costituito indubbiamente dalla profonda rivisitazione del settore dei trasporti e della mobilità, ambito nel quale la mobilità elettrica rappresenta indubbiamente il nuovo cardine principale. Finalmente sembra che anche il nostro paese, almeno a livello di strumenti di pianificazione, si stia muovendo operativamente, dal momento che, proprio a metà ottobre, è stato approvato e recepito anche da regioni, province e comuni il nuovo Piano Nazionale Infrastrutturale per la ricarica dei veicoli elettrici (PNIRE), che potrà entrare così nella effettiva fase operativa. Il Piano per costituire uno strumento di supporto agli organi competenti in termini di mobilità e trasporti e uno strumento di informazioni utili per gli utenti della mobilità elettrica, prevede l’istituzione di una Piattaforma Unica Nazionale sulla quale convogliare le informazioni delle infrastrutture pubbliche presenti a livello nazionale, potendo divenire così la fonte primaria dell’informazione istituzionale rivolta ai Cittadini e agli Operatori del settore. Si tratta di una Piattaforma perfettamente in linea con l’iniziativa europea della DG Move (La Direzione generale per la mobilità e i trasporti, della Commissione Europea) ed soprattutto con l’European Electro-mobility Observatory (EEO) (link sito http://ev-observatory.eu/), che prevede l‘istituzione di una piattaforma unica per il controllo ed il monitoraggio delle infrastrutture di ricarica pubbliche finalizzato al controllo (per gli enti gestori) e alla fornitura di informazioni (per gli utenti finali) oltre che all’integrazione con le politiche di mobilità sostenibile da sviluppare a livello locale e nazionale. La Piattaforma Unica Nazionale PUN sarà attivata per fornire servizi informativi a tutti gli stakeholder interessati dallo sviluppo della mobilità elettrica. Tornando al piano nazionale, articolato su una prima fase di implementazione, individuata nel quadriennio 2013-2016, seguita da una seconda fase di consolidamento ed affinamento degli standard, così come indicati nel diagramma seguente, questo si pone obiettivi ambiziosi in termini di colonnine pubbliche di ricarica, prevedendone 90.000 entro il 2016 e 130.000 entro il 2020. Se si considera poi che le colonnine pubbliche potranno essere al massimo il 10% delle colonnine disponibili, (il piano prevede un rapporto almeno di 1 a 8 tra le colonnine pubbliche e quelle private) il loro numero sarà decisamente nettamente superiore e capillarmente diffuso su tutto il territorio nazionale.

diagramma_piano

Fonte: MIT (Ministero Infrastrutture e Trasporti)

In particolare il piano prevede la strutturazione delle colonnine di ricarica nelle seguenti macroaree:

  • Pubblico (accessibile a tutti);
  • Privato (accessibile solo a privati);
  • Privato accessibile al pubblico (accessibile da parte di tutti, con specifici tempi e modalità).

Molto articolati anche i macro ambiti che destinati ad ospitare i nuovi nodi della infrastruttura previsti dal piano, ed in particolare:

  1. Mobilità sostenibile in ambito urbano/metropolitano
  2. Flotte pubbliche e private
  3. Impianti di distribuzione del carburante
  4. Mezzi a due ruote (motocicli) con apposite aree dedicate.
  5. Aree residenziali

Entrando un po’ anche nel dettaglio della tipologia di colonnine di ricarica, anche in funzione dei contesti di installazione e dei tempi di ricarica, il Piano nazionale, anche sulla base delle classificazioni realizzate da Cives ed Eurelectric, individua le classi di infrastrutture di ricarica sulla base di capacità ed erogazione dell’energia, ed in particolare:

  • Normal power (Slow charging) – fino a 3,7 kW
  • Medium power (Quick charging) – da 3,7 fino a 22 kW
  • High power (Fast charging) – superiore a 22 kW (con le sperimentazioni più diffuse a livello nazionale a 43 kW in corrente alternata e 50 kW in corrente continua)

colonnine

Fonte: MIT (Ministero Infrastrutture e Trasporti)

Un piano ambizioso che cerca di recuperare terrene rispetto a realtà come i Paesi Bassi, nei quali si sta già determinando una infrastruttura nazionale di ricarica (vedi post “Rete di ricarica veloce mezzi elettrici: ecco la soluzione dei Paesi Bassi targata ABB”), con obiettivi dichiarati addirittura superiori a quanto stabilito dalla Comunità Europea, con un ruolo importante dei privati a poter fornire un contributo determinate verso l’elettrificazione del parco veicolare italiano. Importante anche la mappatura della rete che si determinerà, basato su ubicazioni che rendano maggiormente ed ulteriormente compatibili i tempi di ricarica, come centri commerciali, stazioni di servizio, condomini, parcheggi aziendali, che divengono così “location” ideali alla collocazione delle colonnine, rendendole così accessibili ad una vasta platea di automobilisti, e incrementando una mobilità sempre più sicura per i veicoli full-electric. Importanti anche le dotazioni previste dal piano in termini di agevolazioni ed incentivi per i i soggetti privati interessati ad aderire alle proposte del piano. Sono stati per questo stanziati 20 milioni di euro per il 2013 e 15 milioni per ciascuno degli anni 2014 e 2015 per l’acquisto e l’installazione degli impianti, cofinanziabili anche dal ministero delle Infrastrutture. Un piano davvero completo, ambizioso ed articolato, che auspico fortemente che venga attuato e portato a termine, anche come elemento fondamentale per dare finalmente il via alla diffusione di massa delle auto elettriche anche nel nostro paese, dopo ripetuti timidi tentativi, bloccati soprattutto dalla mancanza di infrastrutture di ricarica, con una tecnologia, soprattutto quella della batterie, in continua evoluzione.

Sauro Secci

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5 risposte a Infrastruttura nazionale colonnine di ricarica per le auto elettriche: ecco il Piano Nazionale

  1. Josephine ha detto:

    Another note is the fact that ports won’t admit non-operable
    vehicle for roll-on roll-off transport service. Your vehicle may be exposed to elements in addition to other things while
    on the ship. They protect your car or truck while shipping and
    help you save money in the same time.

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