Rapporto “Ecosistema Urbano 2013” per le città italiane: solo 11 sufficienze

ecosistemaslidePuntuale come ogni anno, è stato presentato a Bologna in questi giorni, il Rapporto Ecosistema Urbano 2013 (consultabile al link), giunto alla sua XXa edizione e redatto come sempre da Legambiente, Ambiente Italia e IlSole24Ore sulle performance ambientale dei capoluoghi di provincia italiani. Una presentazione che ha visto, sullo stesso fronte, i Comuni italiani, il mondo delle impresa e del lavoro e le organizzazioni di cittadini sulla grande esigenza di costruire azioni e nuovi processi virtuosi per combattere la forte situazione di stallo in cui si trovano le aree urbane. Un contesto, quello delle città italiane che ho avuto più volte modo di analizzare particolarmente per l’inquinamento atmosferico (vedi post “In Italia c’è “un aria…. da morire”). Gli autori del rapporto hanno individuato in tre fondamentali ambiti di intervento, un nuovo rinascimento urbano per le città italiane:

  • nuova mobilità sostenibile: capace di dare risposte definitive alla morsa di traffico ed ai degradati livelli di qualità dell’aria;
  • ecoquartieri per rigenerare le periferie;
  • riqualificazione energetica e statica degli edifici: finalizzata ad un pieno rilancio del patrimonio edilizio, capace di disegnare con chiavi completamente diverse, una nuova edilizia.

I documenti, aperti a contributi e integrazioni, discussi durante la Conferenza delle Città sono stati suddivisi in 4 documenti tematici scaricabili cliccando sulle singole voci:

Passando alla analisi dei dati contenuti nel rapporto ed alla classifica delle città italiane sostenibili, la stessa è stata suddivisa in città grandi, medie e piccole, con una valutazione espressa attraverso un indice che va da 1 a 100 e con solo pochi casi, solo 11, in cui la valutazione oltrepassa la sufficienza indicativa collocata al 60 per cento tra i 104 capoluoghi di provincia italiani, secondo la classifica finale visualizzata nella tabella seguente. 

classifica_finale

Per quanto riguarda la classifica delle città sostenibili del rapporto Ecosistema Urbano 2013, per i grandi centri abitati abbiamo Venezia in testa con il 64,85%, seguita da Bologna con il 56,12%, Padova è terza con il 53,22%. DI seguito abbiamo poi Verona, Genova, Trieste, Firenze, Milano insufficienti con il 46,52%, Torino con il 46,31% ed ampiamente insufficienti Roma con il 42,81% e Napoli con il 40,01%. Ancora più indietro poi Messina, Bari, Palermo e la città di Catania, in 15a posizione, con indice di 25,59%. Passando alle città di medie dimensioni, in testa Trento con la ragguardevole valutazione del 71,38%, seguita dalla sorella Bolzano con il 67,80%, poi si passa già nell’area di demarcazione verso l’insufficienza con Parma con il 54,17%. Dopo il podio abbiamo Perugia, La Spezia, Reggio Emilia, Pisa, Forlì, Piacenza, Pesaro, Ancona, Modena, Udine, Bergamo e Ferrara in 15ma posizione con il 55,19%. Fanalino dei coda, in questa classifica, una delle perle del mediterraneo, come la bellissima Siracusa, al 44° posto con una valutazione di appena il 29,38%. Evidente in questo ambito il superiore indice medio delle città di medie dimensioni rispetto alle grandi metropoli. È evidente che l’indice in media per le città di medie dimensioni è superiore a quello delle grandi città. Passiamo infine alla classifica per le piccole città capoluogo di provincia valutate dal rapporto “Ecosistema Urbano 2013 di Legambiente”. In testa alla classifica abbiamo Belluno, che supera di poco la città leader delle medie Trento con un indice del 72,19%, seguite da Verbania con il 66,32%, Nuoro con il 65%, Pordenone, Mantova, Gorizia, Oristano, Aosta, Chieti e in 10ma posizione la città simbolo del terremoto nel nostro paese come L’Aquila. Fanalini di coda Chiudono nella classifica delle piccole città, abbiamo Crotone con il 21,81%, Agrigento con il 19,23% e Caltanissetta, con indice del 18,69%. Un quadro davvero per niente rassicurante e lo sapevamo. Utilissimo ha tracciare questo sconfortante quadro complessivo il quadro riepilogativo delle migliori e peggiori città raggruppate in funzione dei 12 differenti indicatori valutati.

migliori_peggiori

Lavoro da fare c’è ne davvero tanto, ci vuole adesso il coraggio e la determinazione di affrontare gli enormi e diversi problemi, con l’obiettivo di cambiare finalmente volto ad un paese, che è stato per troppi anni sotto scacco di lobbies e centri di potere e di interesse che assolutamente niente hanno a che fare con il concetto di “bene comune”, ma piuttosto di “bene di pochi”.

Sauro Secci

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