Biocarburanti di seconda II generazione: inaugurata la prima nuova bioraffineria al mondo di Crescentino (VC)

pompa-bioetanolo-300x277Un ambito delle rinnovabili davvero molto controverso quello dei biocarburanti, fondamentali per sostituire una quota parte dei carburanti tradizionali di autotrazione, dando così una risposta importante alla sostenibilità nell’ambito dei trasporti, nelle due quote parti legate alla produzione di bioetanolo, per la integrazione delle benzine e del cosiddetto “biodiesel”, per la integrazione del gasolio. Ed è proprio sulla sostenibilità che si è combattuta per una diatriba che ha permesso progressivamente di migrare dai cosiddetti biocarburanti (bioetanolo e biodiesel) di prima generazione, costituiti prevalentemente da essenze arboree food come mais, bietola, frumento, etc, per il bioetanolo, e colza, girasole, soia per il biodiesel, destinate prevalentemente alla alimentazione umana (food) ed animale (feed) e prevalentemente a matrice cellulosica, ai biocarburanti di seconda generazione, di matrice prevalentemente ligno-cellulosica, e, per questo caratterizzati da essenze arboree no food e soprattutto coltivabili in aree residuali o comunque non vocate all’agricoltura tradizionale. Una contesa che non poteva non considerare nemmeno il rapporto di energia ed emissioni per ettaro coltivato, come ben illustrato nella tabella seguente e che evidenzia le performance decisamente interessanti della matrice dei biocarburanti di seconda generazione.

risparmio per ettaroFonte INTERNATIONAL YEAR OF CHEMISTRY 2011 – G.Venturi “SOSTENIBILITÀ DEI BIOCARBURANTI DI PRIMA E SECONDA GENERAZIONE: FRA CERTEZZE E DUBBI

Una evoluzione che vede delle essenze lignocellulosiche molto interessanti ed adattabili alle caratteristiche pedoclimatiche del nostro paese, soprattutto se queste riescono a prosperare e svilupparsi nei cosiddetti terreni marginali, come l’Harundo donax, che altro non è che una pianta molto cara ai nostri ricordi e cioè la canna comune, che cresce spontaneamente in zone marginali, come fossati etc, con grande produttività, non sottraendo il cosiddetto SAU (Suolo Agricolo Utilizzabile), coltivata in un raggio di 70 Km intorno al nuovo stabilimenti piemontese. La tabella seguente, riporta alcune delle principali caratteristiche di colture da energia dedicate adattabili alle condizioni pedoclimatiche italiane, esaltando indiscutibilmente, tra le altre, proprio la canna comune.

tabella_biocarburanti

Fonte INTERNATIONAL YEAR OF CHEMISTRY 2011 – G.Venturi “SOSTENIBILITÀ DEI BIOCARBURANTI DI PRIMA E SECONDA GENERAZIONE: FRA CERTEZZE E DUBBI

E’ proprio su questa base che si è mossa da qualche anno un’altra grande eccellenza italiana nell’ambito della chimica verde come il Gruppo Mossi e Ghisolfi leader nella produzione di bottiglie in PET (plastica) che, con la propria società di ingegneria Biochemtex, ha costruito ed inaugurato in questi giorni il primo impianto al mondo per la produzione di bioetanolo da biomasse non alimentari basato proprio sulla canna comune gentile (harundo donax). La nuova bioraffineria è stata inaugurata nei giorni scorsi alla presenza del Ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato e delle autorità locali come il Presidente della Regione Piemonte Roberto Cota, il Sindaco di Crescentino Marinella Venegoni, il Presidente della Provincia di Vercelli Carlo Riva Vercellotti. La nuova bioraffineria ubicata a Crescentino (VC), a pochi passi da uno dei quattro siti nucleari italiani, come quello di Trino Vercellese, è di proprietà di Beta Renewables, joint venture tra la Biochemtex, società di ingegneria del gruppo Mossi Ghisolfi, il fondo americano TPG (Texas Pacific Group) e la società danese Novozymes, leader mondiale della bio-innovazione. Si è trattato di un investimento di 150 milioni di euro, che ha puntato fortemente sulla chimica verde e che pone l’Italia in una posizione di avanguardia tecnologica a livello mondiale, in un settore industriale davvero strategico. Si è trattato di un progetto è stato sostenuto dalla Commissione Europea nell’ambito del Settimo Programma Quadro per la ricerca e lorendering sviluppo. Una bioraffineria, che si sviluppa per una superficie pari a 15 ettari, sulle ceneri di una fonderia della ex TEKSID (vedi rendering a destra), comportando positive ricadute a livello occupazionale sul territorio, impiegando circa 100 addetti diretti e circa altri 200 indiretti. L’impianto di bioraffinazione, entrato in esercizio a gennaio 2013, avrà una capacità produttiva a regime di 75 milioni di litri all’anno di bioetanolo di seconda generazione destinato al mercato europeo. Uno stabilimento nel segno della sostenibilità integrale, essendo totalmente autosufficiente circa i consumi energetici con l’energia elettrica prodotta internamente utilizzando la lignina, non dando luogo a produzione di reflui derivanti dalla produzione industriale e con un processo di riciclo dell’acqua di processo pari al 100%. Importante l’impiego di materiali per la costruzione, per la quale sono stati necessari, 1.500 tonnellate di acciaio, 1.400 tonnellate di tubazioni e valvole e 18 km di tubature sotterranee, con l’impiego di ben 370 macchinari.
Cuore tecnologico della nuova bioraffineria, la nuova piattaforma tecnologica impiegata per ottenere il bioetanolo, basata sulla innovativa tecnologia PROESA® (PROduzione di Etanolo da biomasSA), coniugata con gli enzimi Cellic® prodotti dalla danese Novozymes, ed utilizzante gli zuccheri presenti nelle biomasse lignocellulosiche per l’ottenimento di alcol, carburanti e altri prodotti chimici, con basse emissioni di gas climalteranti e con costi competitivi rispetto alle fonti fossili (vedi figura seguente di schematizzazione alla base della tecnologia PROESA).

proesa

Prestazioni, quelle di PROESA® che permettono la produzione di biocarburanti capace di assicurare una riduzione delle emissioni di gas serra vicina al 90% rispetto a combustibili di origine fossile, e con notevolissimi incrementi di prestazioni rispetto riduzione raggiunta dai biocarburanti di prima generazione. Guido Ghisolfi, amministratore delegato di Beta Renewables ed autentico cuore pulsante dell’iniziativa, sostiene che “gli investitori interessati al bioetanolo di nuova generazione spesso ci chiedono quando la tecnologia sarà pronta per la produzione su scala industriale” ha affermato Guido Ghisolfi, amministratore delegato di Beta Renewables. PROESA® consente ai nostri clienti di produrre biocarburante avanzato ad un costo competitivo rispetto ai biocarburanti convenzionali. Inoltre, la nostra offerta completa rende questi progetti bancabili e replicabili. Con il primo impianto al mondo a produzione industriale in funzione qui, a Crescentino, mi auguro fortemente di dare il via ad una nuova e promettente industria nel settore della chimica verde“. Rinforza il concetto Peder Holk Nielsen, amministratore delegato di Novozymes, che afferma che “la politica ora deve mandare chiari segnali che incoraggino gli investimenti necessari nel settore dei biocarburanti di nuova generazione. Norme sulla miscelazione stabili e prevedibili, incentivi per la raccolta dei residui agricoli e supporto negli investimenti per i primi impianti di produzione su larga scala aiuterebbero in maniera sostanziale a ridurre i gas serra, a stimolare l’economia e ad assicurare il fabbisogno energetico. Non è più pensabile continuare a fare affidamento sui combustibili fossili”. Dal canto suo Geoffrey Duyk, Amministratore delegato e partner di TPG, sostiene che “la produzione su larga scala di zuccheri a basso costo da biomassa non alimentare è un fattore fondamentale per accelerare la crescita di sostanze biochimiche e biocarburanti. Siamo molto contenti di vedere questa tecnologia implementata in tutto il mondo, sfruttando la fonte più conveniente di biomassa specifica per ogni regione, comprese le colture dedicate e gli scarti agricoli“. Una bioraffineria, quella di Crescentino che sorge su un territorio a forte vocazione agricola, anche per la presenza del grande distretto del riso, e che permette di sfruttare un’ampia varietà di biomasse disponibili a basso costo in un raggio di 70 km dallo stabilimento: principalmente appunto, paglia di riso, di cui l’area è ricca, ma soprattutto, come dicevo, una filiera dedicata alla valorizzazione della canna gentile (Arundo Donax), che può essere coltivata su terreni marginali, senza sottrarre spazio alla produzione agricola ad uso alimentare. Una tecnologia PROESA®, che è il risultato di un investimento di 150 milioni di euro e di 5 anni di ricerca, sviluppata da Biochemtex, società d’ingegneria del Gruppo Mossi Ghisolfi, presso il Centro Ricerche completamente dedicato alle energie rinnovabili di Rivalta Scrivia (Alessandria), dove già fino dal 2009 è entrato in funzione un impianto pilota per produrre biocarburanti. Sono stati proprio gli incoraggianti risultati ottenuti in quell’impianto pilota che hanno portato il Gruppo a passare alla fase di produzione su scala industriale con la costruzione dell’impianto di Crescentino. Una tecnologia d’avanguradia, tutta italiana che già da tempo, Beta Renewables sta esportando nel mondo, con la sottoscrizione di diversi accordi già sottoscritti con società internazionali per l’utilizzo di PROESA® come:

  • Genomatica: azienda statunitense leader tecnologico dell’industria chimica;
  • GranBio: azienda brasiliana che grazie a questo accordo realizzerà la prima raffineria di bioetanolo di seconda generazione del Brasile, con una capacità produttiva di 82 milioni di litri/anno; 
  • Canergy: società californiana con la quale è stato recentemente siglato un accordo per la costruzione di un impianto da 25 milioni di galloni negli Stati Uniti. 

Sugli ulteriori sviluppi della tecnologia, Biochemtex e Codexis, società che sviluppa enzimi ingegnerizzati utilizzati nella produzione di prodotti farmaceutici, chimici e biocarburanti, hanno annunciato inoltre di aver raggiunto con successo la fase di scale-up industriale nel processo di produzione di CodeXol® di alcoli grassi, utilizzando gli zuccheri ottenuti dalle biomasse lignocellulosiche. Su questo specifico aspetto, secondo Guido Ghisolfi “quello dei biocarburanti di seconda generazione rappresenta un mercato ad elevato potenziale economico e occupazionale, considerando il know how delle nostre imprese e le direttive emanate dalla Commissione Europea in materia. Continueremo ad investire in ricerca perché crediamo che la chimica sostenibile rappresenti uno dei settori chiave per la ripresa economica del Paese. Stiamo facendo una serie di valutazioni preliminari su alcune aree in Italia che potrebbero rivelarsi strategiche per costruire nuovi impianti. Apriremo a Modugno, vicino a Bari, un nuovo Centro Ricerche e un impianto dimostrativo per produrre intermedi chimici a partire da lignina, un co-prodotto della produzione di etanolo. Parallelamente continueremo ad esportare la nostra tecnologia nel mondo attraverso accordi commerciali, perché la richiesta di biocarburanti di nuova generazione è in continua espansione“. Sicuramente un’altra grandissima eccellenza italiana a livello mondiale, che meriterebbe davvero un sostegno continuo ed attento, in uno degli ambiti di strategia energetica di grandissima valenza ed importanza ed una grande leva per la costruzione di nuova occupazione, davvero sostenibile e capace di impedire un film visto troppo spesso in Italia di profonda contrapposizione tra salute, lavoro ed ambiente.

  • Un breve contributo video che illustra le caratteristiche saliente dell’innovativa tecnologia PROESA: 

  • Un servizio del 2011, agli albori del progetto, della rubrica SUPERQUARK, curata da Piero Angela e che ci illustra le basi fondanti del progetto italiano

Sauro Secci

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