Mobilità elettrica: Norvegia sugli scudi

supercharger_norvegia_1L’Europa sta manifestando, in questi ultimi mesi, una certa vivacità sul fronte delle azioni nell’ambito della consacrazione di veicoli, sistemi ed infrastrutture, orientate alla mobilità elettrica. Proprio nei mesi scorsi ho parlato della bella esperienza in atto nella regione spagnola dei Paesi Baschi (vedi post “Reti integrate di ricarica elettrica: Il caso Spagnolo dei Paesi Baschi con la nuova rete di Ibil”), e di quella ancor più significativa che ABB sta portando avanti nell’intero stato dei Paesi Bassi (vedi post “Rete di ricarica veloce mezzi elettrici: ecco la soluzione dei Paesi Bassi targata ABB”). Un altro paese europeo che sta dimostrando numerosi segnali di vivacità sul fronte della nuova mobilità elettrica è indubbiamente la Norvegia, dove per la prima volta, nei primi 15 giorni ditesla-model-s settembre la vettura elettrica Tesla Model S (foto a destra), è risultata l’auto più venduta sul mercato norvegese con 322 auto consegnate, intercettando da sola il 6,9% della domanda di auto in Norvegia, superando perfino la leggendaria Volkswagen Golf, seconda in classifica, con 256 auto consegnate nello stesso periodo. Un dato che tra l’altro, se si somma alle vendite nello stesso periodo di una altra vettura elettrica di riferimento come la Nissan Leaf, fa salire complessivamente le immatricolazioni di nuove auto elettriche in Norvegia alla quota di mercato del 9.1%. Un evento rilevante che, seppure indotto dal recente lancio del modello della casa americana e dalla evasione degli ordini accumulati nei mesi precedenti, rappresenta comunque un fatto molto significativo. Un evento certo non casuale, dal momento che, proprio dalla Norvegia, la casa automobilistica americana TESLA, ha iniziato il suo piano di installazioni in Europa di stazioni di ricarica supercharger. Complessivamente la rete norvegese di ricarica di TESLA sarà composta da 6 stazioni supercharger, corrispondenti alle località di Lyngdal, Aurland, Dombås, Gol, Cinderella e Lillehammer (vedi mappa seguente), selezionate per coprire le strade principali del paese, concentrate quasi completamente nella parte meridionale del paese.

Supercharge_norvegia

Una mappatura che tiene conto del raggio di autonomia della Model S dando la possibilità di ricaricare l’auto ben 20 volte più velocemente rispetto ad una colonnina standard e tenendo anche conto che il 90% del freddo paese scandinavo, risiede entro 320 km dalla stazione più vicina. Davvero una strategia integrata quella di TESLA, che si propone come produttore innovativo non solo per quanto riguarda l’auto elettrica in sé, ma anche e soprattutto per la rilevanza che sta dando all’ecosistema ed ai servizi infrastrutturali di supporto, senza i quali la mobilità elettrica non potrà mai registrare un effettivo decollo. Un mercato quello norvegese, caratterizzato da acquirenti con un elevato livello di reddito particolarmente elevato, con un PIL pro capite doppio di quello Usa e triplo di quello italiano e che la vede collocata ai primissimi posti al mondo in termini di agevolazioni fiscali, insieme a paesi come Lussemburgo, Qatar, Liechtenstein, Svizzera e Monaco. Un aspetto importante, quello fiscale, dal momento che in Norvegia, è in atto una politica che gonfiando a dismisura i prezzi di carburante e vetture, ma detassando totalmente le elettriche, non solo per l’acquisto ma anche per parcheggi e pedaggi, in fase di utilizzazione. Tutti fattori che riescono a far convergere la scelta sull’auto elettrica dal momento che una vettura della classe della Golf 1.4 costa in Norvegia intorno a 270mila corone (circa 33mila euro) con un costo della benzina verde di circa 1.7-1.9 euro al litro a seconda della regione (un prezzo normale solo per noi italiani). Di contro la Model S con batterie “top” da 85 kWh viene proposta ad un prezzo a partire da 506mila corone, circa 64mila euro, cioè meno del doppio della Golf 1.4 a prezzi locali. Il modello da 60 kWh, poi, è offerto a partire da 450mila Tesla_supercharger_europacorone, ancora più vicino a quello della Golf. Tenendo conto che in Norvegia, il costo medio nazionale dell’energia elettrica è di circa 11 centesimi di euro per kWh, percorrere 500 km con la Model S richiede circa 90 kWh di energia elettrica, con un costo di circa 10 euro. Se si utilizzasse una efficiente auto con motore endotermico convenzionale con un consumo di 20 km/litro, ai prezzi norvegesi occorrerebbero dagli 85 ai 95 euro di benzina. Il enorme risparmio chilometrico dunque, nonostante che l’automobilista medio norvegese, per le caratteristiche geografiche del Paese e anche per la rete di servizi pubblici molto ben sviluppata, percorre meno strada di quelli di altri Paesi. A tutto ciò va aggiunta la latitudine e quindi la posizione geografica del paese scandinavo, che costituisce per TESLA un bel banco di test, dal momento che climi estremi sono spesso associati a degrado di prestazioni o a problemi di funzionamento. Indubbiamente fare bene su quel mercato aiuterà a dissipare anche i dubbi climatici dei potenziali acquirenti, per esempio, del ben più esteso mercato tedesco. Come se non bastasse, per ottimizzare ancora più la rete del paese scandinavo, è in corso il collaudo di un sistema intelligente basato su GPS che assiste il conducente informandolo in tempo reale sullo stato della batteria e suggerendogli la stazione di ricarica più vicina prima di trovarsi letteralmente a piedi. Sul progetto la ricercatrice di Sintef, la società che si sta occupando del progetto Liv Ǿvstedal, ha anticipato che un primo test pilota verrà presto condotto nella cittadina di Trondheim, ma il collaudo definitivo della nuova tecnologia sarà condotto il prossimo anno mediante l’utilizzo di circa 200 auto elettriche che viaggeranno sull’asse viario tra Oslo e Kongsber. Indubbiamente un laboratorio importante e dal grande valore anche simbolico, quello norvegese per l’auto elettrica capace di costituire una grande leva per il cambiamento anche in altri Paesi.

Sauro Secci

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