Fondi per rinnovabili elettriche non fotovoltaiche: sufficienti fino al 2020 secondo Ref-E

noti4950I fondi stanziati per il finanziamento delle rinnovabili elettriche non fotovoltaiche saranno sufficienti fino al 2020 permettendo all’Italia di centrare gli obiettivi al 2020 indicati dalla Strategia energetica nazionale. È questa la conclusione a cui è giunto un nuovo documento di analisi dell’istituto di ricerca Ref-E, divulgato nell’ultima newsletter del GME (Gestore dei Mercati Energetici), che ha fatto il punto sullo stato e le prospettive dell’incentivazione alle fonti pulite nel nostro Paese (vedi allegato in calce la post – pagg. 1, e 26-27-28-29). La spesa per sostenere l’installazione delle rinnovabili elettriche ha raggiunto il livello annuo di circa 11,2 miliardi di euro. Per il fotovoltaico, come noto, si è toccato all’inizio del luglio scorso, il tetto di incentivazione fissato a 6,7 miliardi di euro annui dal Conto energia, cessando così il sostegno diretto ai nuovi impianti, pure se è ancora possibile accedere allo scambio sul posto per impianti fino a 200 kW di potenza ed alle detrazioni fiscali del 50% per le ristrutturazioni edilizie. Per quanto riguarda invece le rinnovabili non fotovoltaiche, lo studio Ref-E evidenzia che le risorse ancora a disposizione, di 1,1 miliardi di euro all’anno, sembrerebbero essere sufficienti a garantire il finanziamento delle diverse tecnologie sino al 2020, cioè anche dopo la scadenza fissata al 2015 degli attuali regimi di sostegno. Secondo l’analisi di Ref-E, il costo complessivo, dovrebbe rimanere contenuto sia a causa della riduzione della spesa legata ai regimi precedenti al 2013 (Certificati verdi, tariffe onnicomprensive e Cip6), sia perché i nuovi meccanismi sono stati appositamente studiati per garantire una crescita contenuta dell’esborso complessivo, attraverso il macchinoso e complesso sistema di aste, registri e tetti annuali vigenti.

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Nel caso di conferma degli incentivi dopo il 2015, gli ambiziosi obiettivi fissati dalla Strategia energetica nazionale per la produzione delle rinnovabili elettriche potrebbero essere raggiunti al 2020 senza sforare quota 5,8 miliardi di euro l’anno. In questo modo la generazione elettrica verde toccherebbe così i 128 TWh (import escluso), di poco inferiore all’estremo superiore del range di 120-130 TWh previsto dalla Sen. Secondo le stime di Ref-E, al 2020 l’idroelettrico contribuirà per il 36% della generazione da fonti rinnovabili, a seguire il fotovoltaico (23%) e le biomasse (20%). La produzione eolica rappresenterà il 15%, mentre il geotermoelettrico supererà di poco il 5% del totale (vedi grafico seguente).

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Lo studio si proietta poi anche in chiave post 2020, analizzando in particolare le prospettive di biomasse ed eolico, e concludendo che anche nel decennio prossimo vi sarà bisogno la necessità di una qualche forma di sostegno pubblico. Infatti, per l’eolico, nonostante le procedure d’asta per gli impianti onshore abbiano evidenziato produttori disposti ad accontentarsi di una remunerazione ridotta, i ricercatori di Ref-E stimano che al 2020 la grid parity per l’eolico possa essere raggiunta solo per l’installazione di impianti ubicati in siti ad alta ventosità, con un fattore di utilizzo superiore a 2.100 ore equivalenti/anno. Relativamente alle biomasse, anche per l’estrema varietà di tecnologie incluse, l’analisi risulta decisamente più complessa per questa fonte, dove il costo di approvvigionamento del combustibile è la variabile preminente e di maggior peso costituendo la chiave di avvicinamento alla grid parity, che nel medio termine potrà probabilmente essere raggiunta solo nei casi di condizioni particolarmente favorevoli (filiera corta). L’analisi Ref-E si conclude affermando che “Gli incentivi rimangono, quindi, almeno per i prossimi anni, l’unica via per l’incremento della generazione rinnovabile, anche se le recenti riforme hanno mostrato come strumenti quali contingentamento, concorrenza del mercato e aggiustamenti automatici, siano in grado di migliorare notevolmente l’efficienza degli interventi sul settore”.

Sauro Secci

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