Bologna smart city: si inizia con l’illuminazione intelligente e mobilità sostenibile

374924Sta partendo proprio in questi giorni a Bologna un nuovo piano di illuminazione pubblica (smart lighting), primo atto per un restyling del capoluogo emiliano in chiave “smart city” che prevede la riqualificazione e la gestione di semafori e punti luce in tutta la città da parte di ENEL Sole, che si è aggiudicata la gara indetta da Consip (“Servizio Luce 2”), la società del ministero dell’Economia che gestisce le forniture della Pubblica Amministrazione e che gestirà tale servizio per i prossimi 9 anni. L’operazione prevede la sostituzione di 45 mila punti luce e 5 mila semafori a fronte di un impegno economico di 21 milioni di euro in tre anni, con i primi interventi che saranno attivati entro l’anno in via Carracci davanti all’ingresso della nuova stazione Alta Velocità. Una azione fondamentale nell’ottica di riduzione della spesa e di gestione integrata degli impianti di illuminazione pubblica e semaforica dell’intero territorio del Comune di Bologna, attraverso la sostituzione di 30 mila vecchi copri illuminanti dotati di sorgenti luminose a vapori mercurio, con altri ad elevata efficienza energetica basati su tecnologia LED, consentendo così di perseguire gli obiettivi previsti dalla legge regionale 19 del 29 settembre 2003, in tema di riduzione dell’inquinamento luminoso e dei consumi energetici. Si tratta di un tema molto attuale, nell’ambito del quale, dopo che ENEA ha elaborato una autentica guida operativa per i comuni, nell’ambito dei nuovi sistemi di illuminazione con l’elaborazione del Rapporto Lumiere (vedi post), anche ANCI, con ha sviluppato ulteriormente apposite linee guida per i comuni (vedi post). L’operazione dell’amministrazione comunale bolognese proseguirà con l’installazione, su tutti i nuovi apparecchi, di un sistema di telecontrollo e supervisione che ne consentirà il monitoraggio e la regolazione e modulazione della luminosità in funzione delle condizioni dei singoli tratti stradali. Una operazione che prevede anche una profonda rivisitazione dell’impiantistica, con il passaggio dall’alimentazione in serie alla derivazione del 70% degli impianti, con il rifacimento di circa 1.000 km di linee elettriche e la rimozione di ben 60 cabine di trasformazione a media e bassa tensione. Grandissimi i benefici per la cittadinanza, con un servizio più efficiente ed affidabile, una drastica riduzione dell’inquinamento ambientale, una riduzione dei consumi energetici stimata a circa il 30% ed una riduzione delle emissioni diCO2 di almeno il 20% entro il 2020. Si tratta di un obiettivo deciso dalla amministrazione comunale bolognese al momento dell’adesione al Patto dei Sindaci dell’Unione europea e della firma del PAES (Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile).  Una azione, quella bolognese, che partendo dalla revisione del sistema di illuminazione pubblica che si inserisce in un contesto più ampio, che prevede laimages diffusione delle tecnologie ICT ed applicazioni web/mobile che coinvolgono pesantemente anche il tema della mobilità, sull’idea di un nuovo centro urbano moderno, sostenibile, meno inquinato e più vicino alla cittadinanza attraverso servizi di rete efficienti e di nuova generazione, portata avanti con altri nuovi progetti, realizzati e in via di realizzazione. In questo ambito è stata predisposta una nuova mappa interattiva delle Colline bolognesi, consultabile gratuitamente sia su base cartografica sia su base fotografica, e che consente di accedere ad informazioni relative a sentieristica, parchi pubblici, linee di trasporto pubblico, punti di interesse culturali, storici, paesaggistici, ricettività e ristorazione. Un altro tema in via di sviluppo riguarda poi la didattica digitale, merolanell’ambito della quale, il sindaco Virginio Merola (foto a sinistra) ha annunciato lo stanziamento di 2 milioni di euro per portare la banda larga in tutte le scuole della città entro il 2014, in collaborazione con Lepida e la Regione Emilia-Romagna. Sul fronte mobilità sostenibile invece, l’amministrazione comunale ha realizzato il servizio “C’entro in bici” in occasione dell’inaugurazione della nuova Stazione Bologna Mazzini, che sarà presto affiancato dal progetto “Tangenziale della bici” che partendo proprio in questi giorni anche grazie al contributo di 575.000 euro del Ministero dell’Ambiente. Si tratta di una autentica circonvallazione ciclabile che, oltre ad ampliare la rete cittadina dedicata alla bici, da sempre simbolo della regione, permette di collegare in maniera tangenziale, raccordandole, le piste radiali già presenti, che entrano ed escono dal centro storico, oggi con una notevole discontinuità.

Sauro Secci

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