Inquinamento atmosferico nella Pianura Padana: le nuove azioni del ministro Orlando

inqpadanoQuello dell’inquinamento atmosferico è un tema a me molto caro, dal momento che mi sono occupato per oltre 30 anni di monitoraggio dell’inquinamento atmosferico in siti collocati intorno ad impianti industriali. Un tema che ho trattato sia in ambito mondiale, facendo per esempio riferimento agli apocalittici episodi verificatisi recentemente in alcune città della Cina, con particolare riferimento alla capitale Pechino (vedi post “Pechino 2013: cielo grigio su, mascherine giù”), che nazionale (vedi post “In Italia c’è un aria….da morire”). Proprio nella circostanza in cui avevo affrontato la nostra situazione nazionale, era emerso un quadro tutt’altro che rassicurante e direi critico dell’inquinamento atmosferico, specificatamente nelle aree urbane, sopratutto quelle collocate, e sono davvero tante, nella zona italiana più antropizzata della Pianura inquinamento-pianura-padanaPadana. Una’area geografica quella padana, paradossalmente più critica e meno vocata, anche orograficamente, alla diluizione degli inquinanti rilasciati in atmosfera dalle componenti industriali, dalla climatizzazione degli edifici e sopratutto da traffico veicolare, oggetto da molti decenni di studi meteo-diffusionali e della modellistica atmosferica, come testimonia l’immagine a sinistra e quella satellitare in testa al post. Una situazione che ci sta “valendo” delle infrazioni a livello UE e sulla quale sta cercando di muoversi, proprio specificatamente all’intero, immenso distretto padano, il Ministro dell’Ambienteandrea-orlando-ministro-2 Andrea Orlando. Il Ministro Orlando (foto a destra),  incontrerà il prossimo 4 settembre i presidenti delle Regioni Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia Romagna e Valle d’Aosta, ed i presidenti delle province autonome di Bolzano e di Trento, per cercare di mettere in atto un piano operativo articolato, contenente contromisure che dovrebbero essere efficaci per la riduzione dell’inquinamento atmosferico nell’area padana, che oltretutto, meno di altre può disporre di una naturale predisposizione alla diluizione degli inquinanti rilasciati. Dispiace ancora una volta constatare che, alla base delle azioni governative, non sia tanto la volontà di determinare un benessere maggiore per le persone, né tantomeno quella di una effettiva tutela dell’ambiente, quanto, come dicevo in premessa, un contenzioso con l’UE, con associato rischio di grandi multe a fronte della qualità dell’aria, dopo che proprio il nostro paese è riuscito a scampare fino ad oggi le multe solo per un vizio procedurale. Un modo discutibile di operare in ambito ambientale nel nostro paese che non è sfuggito agli analisti dell’OCSE, che in uno dei loro ultimi rapporti hanno evidenziato l’incosistenza del nostro paese a pianificare strutturalmente azioni efficaci ed efficienti (vedi post “Rapporto OCSE: politica ambientale in Italia solo in emergenza”). Il ministro Orlando, nella lettera di convocazione dell’incontro del 4 settembre prossimo richiama esplicitamente al nuovo caso di precontenzioso contro l’Italia aperto dall’UE per via dell’inquinamento atmosferico, specificando che “l’Italia sta affrontando da diversi anni un complesso contenzioso comunitario in materia di qualità dell’aria che ha portato, nel dicembre 2012, ad una sentenza di condanna, che non ha determinato seguiti sanzionatori per il nostro Paese per un mero vizio procedurale riscontrato dalla Corte europea di Giustizia nel ricorso inoltrato dalla Commissione Europea”. Chissà che questo ennesimo “stimolo europeo”, fatto a “colpi di infrazioni”, possa davvero portare ad un nuovo modo di pianificare politiche ambientali nel nostro paese, partendo da grandi e drammatiche problematiche come quella dell’inquinamento atmosferico in Pianura Padana, per non parlare del problema dei rifiuti e delle discariche, che ci ha valso, proprio in questi mesi un’altra infrazione UE (vedi post “Italia: per i rifiuti in Campania arriva il deferimento alla corte UE”). Sulla problematica specifica della pianura padana, Orlando punta a una nuova strategia nazionale, di cui non si conoscono ancora i dettagli che speriamo di conoscere a breve e che è auspicabile possa corrispondere finalmente ad una visione più integrata delle problematiche ambientali per conseguire finalmente una maggiore efficacia delle stesse.

Sauro Secci

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