Nuova Circolare del Ministro Orlando: in discarica solo rifiuti trattati ma non “STIRati”

andrea-orlando-ministro-2Sono ancora fervide nella mente dei cittadini italiani le immagini ripetute della crisi dei rifiuti in Campania e specificatamente nelle aree tra Napoli e Caserta, che ha fatto precipitare l’Italia nel più profondo degli abissi di arretratezza. Tra le immagini rimaste indubbiamente nell’immaginario collettivo dei cittadini, l’immensa area di stoccaggio di eco balle, enormi bags, contenenti rifiuti tal quale, accumulati nel sito provvisorio di Taverna del Re, località tra Giugliano e Villa Literno, al confine tra le provincie di Napoli e Caserta. Nell’Italia patrimonio dell’umanità, per quello che ci hanno lasciato i nostri predecessori, vedere un sito così tristemente monumentale con le ecoballe di Taverna del Re, fa davvero un certo effetto per l’imponenza, la monumentalità appunto, peccato che questo attributo faccia riscontro solo ad un immane quantitativo di monnezza. Il sito di Taverna del Re, che ho preso a riferimento è il più grande dei 18 depositi di ecoballe in Campania, occupando un area corrispondente a ben 185 campi di calcio e vederne l’mmagine da googleearth fa davvero con grandissimo effetto. Si tratta di eco balle, accumulate lì nel corso degli anni a partire dal 2001, e prodotte da appositi impianti che trattano rifiuti indifferenziati, denominati STIR (Stabilimenti di Tritovagliatura ed Imballaggio dei Rifiuti), nello specifico proprio a Giugliano, in prossimità del deposito di eco balle è presente un impianto STIR per produrle con le modalità già descritte ed indubbiamente critiche. Un criticità che ne ha reso fino a oggi difficile la loro utilizzazione nell’inceneritore di Acerra, nato per utilizzare rifiuti pretrattati e quindi per valorizzare CDR (rifiuto trattato dopo differenziazione), e con un nuovo impianto di incenerimento e termovalorizzazione che sta nascendo in questo periodo, non senza polemiche, proprio a Giugliano. La tritovagliatura è sostanzialmente un operazione di trattamento dei rifiuti costituita da due parti separate ma complementari tra loro come la triturazione e la vagliatura. La prima fase di triturazione, serve essenzialmente per ridurre il volume dei rifiuti e deve essere eseguita sia nella fase di selezione dei rifiuti che in quella di post-trattamento meccanico. La seconda fase di vagliatura ha lo scopo invece di separare i diversi tipi di materiale che compongono un determinato rifiuto. Nella vagliatura di rifiuti indifferenziati è possibile dividere la parte più pesante, come metalli, legno, inerti e vetro, da quella più leggera come la carta , la plastica o le sostanze organiche. Così in Campania le balle che escono dagli STIR non fanno altro che innalzare le temperature di combustibile, con la conseguenza di creare delle forti difficoltà agli impianti, mentre l’umido non stabilizzato finisce in discarica producendo percolato che rallenta notevolmente le fasi di scarico. Il tutto senza contare i deficit industriali che gli STIR mal gestiti finiscono con il Cattura20creare e la saturazione delle stesse discariche che poi non sono capaci di far fronte a rifiuti, mal “stabilizzati”, che vi sono depositati. Da questo punto di vista, le ecoballe di Taverna del Re, in giacenza oramai da anni, sebbene siano oramai mummificate e con meno maleodoranze, contengono pur sempre materiale organico appoggiato su semplici platee di cemento, e coperto da teli tutt’altro che impermeabili e con un sito che, quando ancora i rifiuti organici erano in fase di decomposizione e liquefazione, non è mai stato dotato di impianti di captazione del percolato, ne tantomeno di captazione delle esalazioni e del biogas emesso. Ho fatto questa lunga premessa su un caso emblematico di ciclo rifiuti improvvisato per introdurre la nuova Circolare inviata in questi giorni dal ministro dell’Ambiente Andrea Orlando a tutte le Regioni e alle Province autonome di Trento e Bolzano, in linea con le indicazioni interpretative della Commissione europea del 13 giugno scorso. In sostanza nel nostro paese, non potranno più finire in discarica rifiuti non trattati, ivi compresi quelli sottoposti alla semplice ”tritovagliatura“, un meccanismo solo fisico e meccanico di trattamento dei rifiuti. Una circolare che viene a seguito delle procedure di infrazione aperte da parte della UE proprio a carico del nostro paese e di cui avevo dato conto qualche tempo fa nel post “Italia:per i rifiuti in Campania arriva il deferimento alla Corte UE. Come spiega lo stesso Ministro Andrea OlrandoCon questa circolare viene definitivamente chiarito quali sono i trattamenti necessari per il conferimento dei rifiuti in discarica dove non potrà arrivare mai più il cosiddetto ‘tal quale’, anche se sottoposto a tritovagliatura. E’ questo un passaggio importante anche e soprattutto ai fini del raggiungimento degli obiettivi comunitari e del conseguente superamento delle procedure di infrazione che gravano sul nostro Paese in ambito europeo. Credo sia molto importante che, con l’indispensabile supporto delle Regioni e degli enti locali, su questa tematica possa immediatamente partire con forza una nuova consapevolezza ambientale. Con tutte le sue delicate implicazioni, la chiusura virtuosa del ciclo dello smaltimento dei rifiuti rappresenta un obiettivo imprescindibile per il futuro del nostro Paese“. Una Circolare importante che supera la provvisorietà “pro-tempore”, purtroppo tipica del nostro paese, costituita dalla precedente circolare del Ministero dell’Ambiente del 30 giugno 2009, che includeva nel concetto di “trattamento rifiuti” ai fini dello smaltimento dei rifiuti in discarica anche la trito vagliatura. La nuova Circolare emessa dal Ministro Orlando raccomanda quindi alle Regioni e le Province autonome di “osservare con urgenza le nuove disposizioni adottando ogni ulteriori iniziativa necessaria“, al fine di rispettare gli obiettivi stabiliti dalle norme comunitarie. La nuova disposizione prevede inoltre che entro il 2015, deve essere inoltre garantita almeno la raccolta differenziata per carta, metalli, plastica e vetro, e, ove possibile, per il legno, al fine di conseguire gli obiettivi comunitari entro il 2020. Un ambito, quello dei rifiuti, che vede il nostro paese cronicamente in affanno, in un ambito da sempre fortemente condizionato da quell’autentico cancro costituito da fenomeni di malavità e criminalità organizzata che in intere regioni marginalizzano lo Stato e la legalità, arrecando danni pesantissimi alla salute pubblica ed all’immenso patrimonio paesaggistico e ambientale di cui disponiamo. Un tema che ho trattato proprio in occasione dell’uscita del Rapporto ecomafie 2013 di Legambiente (vedi post)

Sauro Secci

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