CNR e FEDI Impianti per lo studio del regime anemologico del Mediterraneo centrale: il tris di pubblicazioni internazionali diventa un Poker

ImmagineE’ passato un anno e mezzo, da quando nel sito FEDI Impianti, riportato successivamente nel mio blog, avevo dato conto della bellissima soddisfazione per la pubblicazione del terzo studio sulle metodologie di valutazione del profilo verticale di vento in siti dell’Italia insulare, redatto tra CNR IBIMET, con l’Ing. Giovanni Gualtieri che ha curato tutta la parte di elaborazione dei dati, ed il sottoscritto, Sauro Secci per FEDI Impianti, che ha curato l’aggregazione, l’analisi e l’adattamento dei dati, oltre che la verifica della componente strumentale di provenienza degli stessi (vedi post “CNR IBIMET e FEDI Impianti insieme per la terza volta nel prestigioso magazine internazionale Renewable Energy…….“). Quel terzo studio, che aveva analizzato il regime anemologico del Golfo di Piombino, alla foce del fiume Cornia, è oggi divenuto un poker. Ai tre precedenti studi, ( il primo comparativo di 3 siti costieri del Sud Italia aventi caratteristiche orografiche differenti come Brindisi, Termini Imerese e Portoscuso ed il secondo riguardante proprio il sito sardo di Portoscuso), si è aggiunta infatti, la pubblicazione di un quarto articolo scientifico che ha approfondito le caratteristiche anemologiche del sito pugliese a sud di Brindisi (vedi figura seguente relativa all’area di studio).

brindisi

Per il sito pugliese, già oggetto di studio, tra gli altri, del primo articolo pubblicato, a partire da serie storiche di dati meteo disponibili, richiesti e messi gentilmente a disposizione del CNR da ENEL SpA e da elaborazioni modellistiche legate al WSC (Wind Shear Coefficient) già oggetto di elaborazione degli studi precedenti, corrispondente al profilo verticale del vento, cioè al parametro che descrive come il vento modifica le proprie caratteristiche nelle prime centinaia di metri di quota, in funzione della orografia del suolo, sono state elaborate le diverse distribuzioni di Weibull, anche in funzione della classe di stabilità atmosferica (vedi figura seguente). La distribuzione di Weibull è un parametro elaborato a partire dai dati figura10anemologici acquisiti, fondamentale per la valutazione di opportunità di installazioni eoliche, dal momento che fornisce informazioni legate al fattore di scala (intensità media del vento nel sito) ed al fattore di forma, cioè alla regolarità anemologica del sito, dato che riferisce della qualità e della utilizzabilità a scopi energetici del regime anemologico del sito, che è stato opportunamente sviscerato e caratterizzato per il sito pugliese. Una bellissima soddisfazione per me, per la Fedimpianti e per il caro amico, Ingegner Giovanni Gualtieri, valente scienziato e ricercatore del CNR IBIMET, profondo conoscitore della modellistica ambientale applicata alla qualità dell’aria ma anche della modellistica applicata alla valutazione del potenziale eolico dei siti, che grandi affinità possiede con la prima. Lo stesso ingegner Gualtieri è tra gli autori dell’Atlante Eolico Regionale della Toscana, elaborato per conto della Regione Toscana quando lo stesso Gualtieri era in forza al Consorzio Lamma, il Laboratorio Regionale Toscano di Meteorologia e Modellistica Ambientale. Uno straordinario collega di tante bellissime avventure professionali Giovanni Gualtieri, che mi ha regalato questa ennesima gioia e questo ennesimo onore. I quattro studi sino ad oggi pubblicati sulla rivista statunitense sono stati utilizzati in diversi altri studi internazionali in ben 10 paesi oltre che in Italia, come Danimarca, Francia, Germania, Giappone, Nigeria, Norvegia, Senegal, Serbia, Spagna, USA. Davvero una bellissima soddisfazione, per uno studio elaborato lo scorso anno e che oggi ha visto coronato il sogno della pubblicazione, anche per la mia azienda, la FEDI Impianti, impegnata in un momento molto particolare e delicato per le energie rinnovabili, una azienda che da sempre ha profondamente creduto nelle attività di ricerca e sviluppo, come testimonia questa bella, ennesima soddisfazione, un piccolo contributo per spingerla in acque tranquille nel mondo delle rinnovabili post-incentivi. L’articolo, adesso on line, è schedulato per andare a far parte del Volume 64 della rivista statunitense di febbraio 2014.

Sauro Secci

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7 risposte a CNR e FEDI Impianti per lo studio del regime anemologico del Mediterraneo centrale: il tris di pubblicazioni internazionali diventa un Poker

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