Biogas e biometano in Italia e in Europa: il punto della situazione

biometano--400x300Come faccio spesso, rilancio con grande piacere interessantissimi articoli de “La Rivista dei combustibili”, che nel numero II 2013, è ritornata su un tema che ho più volte analizzato e di grandissimo interesse anche per le energie rinnovabili come il biometano (vedi post “Biometano: italiano, versatile, pulito, effciente ed ancora tutto da scoprire”). L’approfondimento degli amici della Redazione de “La Rivista dei Combustibili”, fa riferimento alla “Giornata nazionale sul biogas/biometano”, tenutasi lo scorso 10 maggio durante il grande evento fieristico “Innovation Cloud 2013”, che da quest’anno ha sostituito il Solar Expo di Verona, tenutosi alla Fiera di Milano di Rho-Pero nell’ambito del contesto espositivo sulle tecnologie energetiche innovative. Una giornata di approfondimento di grande interesse, per fare il punto su questo tema così importante, ancora in attesa della definizione del quadro normativo e suddivisa in due sessioni. 

  • Nella prima sessione è stato illustrato il progetto europeo SEBE (Sustainable and Innovative European Biogas Environment) finanziato dall’Unione Europea (vedi link sito in calce al post), che vede il coinvolgimento di 14 partner, costituito da organizzazioni di 9 paesi, tra cui Italia con la partecipazione del CRPA (Centro Ricerche Produzioni Animali) di Reggio Emilia (grande riferimento del settore a livello nazionale) e dell’Environment Park di Torino, oltre che di Austria, Slovenia, Polonia, Slovacchia, Germania, Repubblica Ceca e Ungheria, orientato ad integrare competenze diversificate e relazioni transnazionali, nazionali e regionali con operatori chiave e parti interessate al settore biogas/biometano.
  • Nella seconda sessione invece è stato presentato il progetto GreenGasGrid (vedi link in calce al post), anch’esso finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma “Intelligent Energy for Europe” (IEE). Si tratta di un progetto che ha lo scopo di promuovere la produzione e l’uso del biometano in Europa, sia nei Paesi guida e precursori che in quelli in cui tale tecnologia è ancora a livello embrionale. 

Nel corso della giornata orientata a fare il punto sullo stato dell’arte del biometano in Europa con particolare riferimento all’uso per autotrazione, ci sono stati poi interessanti interventi dell’Associazione Europea Biogas (EBA), e delle associazioni autotrazione a metano Europea NGVA ed italiana NGV System Italia. Nell’occasione è stato presentato anche il primo impianto sperimentale/dimostrativo di biometano agricolo in Italia, in un settore, come quello del biogas, capace di esprimere davvero un grandissimo potenziale in termini di produzione decentrata di energia da risorse rinnovabili, passando attraverso l’importante stadio di purificazione e di upgrading verso il biometano, sia impiegato come combustibile, sia per la sua immissione nelle reti di distribuzione del gas naturale. Un aspetto molto importante quest’ultimo, anche per lo sviluppo e la capillarità della rete italiana di distribuzione del gas, un caso quasi unico in Europa, che costituirebbe un hub fondamentale per puntare su un tale sviluppo e con nuove tecnologie di purificazione del biogas, sempre più evolute e performanti, elementi fondamentali per aprire, attraverso una efficiente infrastruttura anche verso nuovi ambiti applicativi, migliorando così la redditività degli impianti a biogas e mitigando la dipendenza energetica nazionale da fonti di approvvigionamento estere. Secondo l’ultimo censimento del CRPA di Reggio Emilia emerge che in Italia, il numero complessivo di impianti biogas basati sulla digestione anaerobica è passato da circa 300 nel 2010 a oltre 500 nel 2011 (compresi quelli in costruzione), per una potenza complessiva installata superiore a 550 MWe, fino ad arrivare agli attuali 994 per una potenza elettrica installata di 756 MWe nel dicembre 2012, data coincidente con lo scadere del sistema incentivante basato sulla tariffa omnicomprensiva di 280 euro/MWh. Sulla base dei dati di potenza sopracitati, con un funzionamento medio di tali impianti di 8.000 ore/anno con autoconsumi per le apparecchiature ausiliarie di processo pari al 10%, l’attuale potenzialità produttiva di energia elettrica del settore biogas agro zootecnico a regime, può essere stimata in circa 5,5 TWh elettrici/anno netti. Come noto, in Europa il mercato di riferimento per la produzione di biometano da attività agricole e quello tedesco dove i primi impianti già dal 2007, prevalente orientati alla produzione di biometano per immissione in rete sono stati realizzati fino dal 2007 (vedi schema di riferimento dell’assetto impiantistico.

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Schema impianto upgrading di biogas a biometano: immissione in rete, impiego per autotrazione, recupero del digestato (Fonte “Rivista dei Combustibili n° 2 2013)

Molti altri comunque, in ambito Europeo che oltre alla Germania hanno sviluppato numerosi impianti, come Austria, Svizzera, Svezia e Olanda dove il biometano è già ampiamente utilizzato come carburante per autotrazione. In Italia ad oggi non esiste alcun impianto di produzione di biometano a differenza dei numerosi impianti di produzione di biogas, nonostante il nostro paese possa godere di un grande potenziale per un suo utilizzo in tal senso, dal momento che occupa il 4°posto a livello mondiale in termini di numero di automezzi alimentati a metano con:

  • 800.000 veicoli che utilizzano il gas naturale; 
  • 3.000 veicoli pesanti (bus + camion) alimentati a gas.

Un combustibile, il biometano, utilizzabile negli stessi veicoli che impiegano comunemente il gas naturale o metano di origine fossile e quindi tutte le tre tipologie di veicoli attualmente in commercio che utilizzano metano:

  • Veicoli Bi-Fuel: tecnologia piu diffusa ed e utilizzata per le automobili e veicoli promiscui alimentati a gas o a benzina.
  • Veicoli dedicati a gas: veicoli dotati di un motore a ciclo Otto (accensione per scintilla) ottimizzato per funzionare con il solo metano. Questa tecnologia e utilizzata spesso nel caso di veicoli pesanti come gli autobus in sostituzione dei motori a gasolio convenzionale.
  • Veicoli dual-fuel: veicoli a gasolio che utilizzano un motore diesel e funzionano con una miscela di gas e gasolio (solitamente 70% gas e 30% gasolio).

Come dicevo in premessa, in Italia è ancora presente una lacuna legislativa e normativa, essendo ancora oggi in attesa dei decreti attuativi del D.M. 28/2011 e della definizione degli standard di qualità europea del biometano da immettere nella rete del gas naturale. Ad oggi, nel nostro paese, l’unico impianto per la produzione di biometano presente attualmente è quello di San Giovanni in Persiceto (BO) (vedi foto seguente tratta dagli atti del Convegno “Biogas e biometano in Italia e in Europa – IIa giornata nazionale sul biogas/biometano”, 10 maggio 2013, The innovation Cloud 2013 – Fiera Rho Milano)

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Impianto sperimentale in San Giovanni in Persiceto (BO).
Primo impianto di biometano in Italia di Persiceto Bioenergia

Si tratta di un impianto sperimentale per la purificazione di piccoli quantitativi di biogas a biometano, utilizzato localmente per alimentare le autovetture interne e le macchine agricole dell’azienda agricola in cui l’impianto stesso sorge. Si tratta di un impianto con una potenza installata di 1,2 MW, che movimenta circa 600 quintali di biomassa al giorno e con un costo puramente indicativo dell’impianto di upgrading di circa 400.000 euro. Alla fine della giornata di studio ed approfondimento, anche sulla base di questa prima esperienza italiana e delle più consolidate esperienze illustrate dai relatori internazionali, è stato possibile riassumere brevemente i vantaggi dell’utilizzo del biometano a fini energetici individuabili in:

  • è una fonte di energia rinnovabile;
  • assicura una maggiore autosufficienza energetica;
  • è prodotto da un’ampia varietà di biomasse;
  • può essere immesso nella rete di distribuzione senza ulteriori aggravi di costi;
  • è convertibile in gas liquido (GNL) per i veicoli commerciali su distanze medio/lunghe (vedi post “Mobilità sostenibile in Europa: ecco la Clean Fuel Strategy”);
  • è utilizzabile nei veicoli alimentati a gas naturale già in commercio.

A fronte di tutti questi vantaggi, va però considerato ancora l’elevato costo di investimento richiesto da un impianto di upgrading, che rende ad oggi conveniente la realizzazione solo su impianti di taglia medio-grande. Durante il convegno sono state anche fornite le ultime indicazioni UE in tema di mobilità sostenibile e una strategia europea per i combustibili alternativi nei trasporti già citata precedentemente. In particolare, sono state citate:

  • la comunicazione COM 2013/17 del 24 gennaio 2013 che si prefigge di guidare lo sviluppo tecnologico e gli investimenti nella rete distributiva consentendo la mobilità a livello EU ed evitando la frammentazione del mercato, considerando nel contempo anche il gas naturale e il biometano, nelle loro differenti forme distributive (CNG/LNG/GTL);
  • la proposta di Direttiva del 24 gennaio 2013 CLEAN FUEL FOR TRANSPORT PACKAGE, orientata all’ampliamento delle infrastrutture dei combustibili alternativi assicurando la sostenibilità dei biocarburanti già citata. Per il CNG, gli Stati Membri dovranno assicurare un numero sufficiente di stazioni di rifornimento accessibili al pubblico, con distanze massime di 150 km, entro il 31 dicembre 2020.

Riferimenti:

Sauro Secci

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2 risposte a Biogas e biometano in Italia e in Europa: il punto della situazione

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