Banca Mondiale: frenata ai finanziamenti al carbone

wbSono passate solo alcune settimane da quando, anche la Banca Mondiale, ha lanciato il suo allarme sui cambiamenti climatici e sui devastanti effetti a livello planetario con uno specifico ed esaustivo rapporto (vedi post “Cambiamenti climatici ed urgenza delle azioni: un preoccupante rapporto della Banca Mondiale”). Quel rapporto è stato commissionato dall’appena insediato dal presidente Jim Yong Kim subito dopo il suo insediamento, di circa un anno fa. Dopo analisi ed dichiarazioni d’intenti sulla necessità di ridurre le emissioni per invertire la rotta e limitare i peggiori effetti del global warming, finalmente anche la Banca Mondiale mette in discussione le proprie politiche, dopo anni di enormi sostegni ad investimenti nei combustibili fossili, autentici killer climatici. Nel nuovo rapporto decennale sulle strategie energetiche “Energy Sector Directions Paper”, allegato in calce al post, la Banca mette finalmente una frenata ai finanziamenti alle centrali a carbone, dopo che per anni ne ha sostenuto la necessità per garantire l’accesso all’energia elettrica a basso prezzo.. Una svolta davvero epocale anche se avrebbe potuto essere decisamente più perentoria. Un altro significativo cambio di direzione che si rileva dal nuovo rapporto, riguarda il sostegno ai progetti idroelettrici, dopo la loro esclusione dai sostegni nel 1990 su pressione delle ONG umanitarie, per gli impatti che spesso hanno avuto sulle popolazioni locali. La Banca si impegna da oggi a sostenere prioritariamente fonti rinnovabili ed efficienza energetica, fatto salvo che siano “le misure più praticabili”, ma sottolinea anche le potenzialità di riduzione delle emissioni del gas. Di fatto quindi, una strategia che non esclude di continuare il sostegno alle energie convenzionali, carbone in primis. Un brano del raporto, riporta testualmente che “La BM fornirà supporto finanziario per centrali elettriche a carbone costruite ex-novo solo in rare circostanze.” Una dichiarazione che lascia aperte differenti opzioni di finanziamento per il carbone, sia nei progetti in cui non si parli di costruzioni ex-novo come riconversioni o potenziamenti, anche in quelle che vengono definite “rare circostanze”, vale a dire “in paesi in cui non ci siano alternative praticabili al carbone per soddisfare i bisogni energetici primari e che abbiano difficoltà a finanziare le centrali”. Un aspetto non trascurabile se si considera che nel mondo sono ben 1,2 miliardi gli abitanti che non hanno ancora accesso all’elettricità (vedi immagine satellitare notturna con le zone off limit), e, come esplicita il rapporto “Energy Sector Directions Paper”, per i quali la Banca Mondiale “mentre continuerà a privilegiare rinnovabili ed efficienza energetica non lascerà che i poveri siano puniti, impedendo loro di emettere CO2, per gli errori dei paesi di prima industrializzazione, che hanno dato il loro grande contributo la global warming.

Terra di notte

Sono stati oltre 5 miliardi di dollari che la World Bank ha iniettato a sostegno del carbone negli ultimi 5 anni, con progetti in valutazione che potrebbero addirittura finanziare un nuovo impianto a lignite in Kosovo, il più povero e il più sporco ed impattante dei carboni. Un nuova strategia, quella della Banca Mondiale che è auspicabile corrisponda ad un vero ed effettivo cambio di direzione, dove pur apparendo evidente l’intenzione di promuovere le energie rinnovabili come del resto auspicato dalla stessa IEA (International Energy Agency) che ha spiegato come proprio le fonti pulite off-grid sono il modo migliore per portare l’elettricità dove ancora non arriva, rimangono aperte significative possibilità di finanziamento di fonti fossili come il carbone. Un settore, quello del carbone, approfonditamente studiato dalla Banca Mondiale, che ne conosce bene i costi effettivi, considerando le enormi esternalità, con pesantissime ripercussioni non solo sul piano climatico ma anche su quello ambientale locale e sanitario. Da registrare comunque questo significativo passo avanti di questa fondamentale istituzione a livello planetario, che speriamo possa consolidarsi definitivamente in questa direzione.

Sauro Secci

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