Soft House: il futuro dell’architettura secondo il MIT

??????????????????????????????????????Non è mancata certo occasione anche da questo blog, per eleggere Amburgo come la principale città guida tedesca, grande laboratorio urbano per l’applicazione delle energie rinnovabili e della microgenerazione distribuita (vedi post “Volkswagen e la micro generazione) , con interventi ed iniziative di tutto rispetto. Un’altra iniziativa molto significativa che vede Amburgo protagonista riguarda l’architettura sostenibile, per la quale la città tedesca si propone come capitale europea del 21° secolo, attraverso l‘International Building Exhibition (IBA), manifestazione internazionale ultracentenaria (organizzata dal 1901) che anticiperà le tendenze delle smart city del futuro, per trovare nuove innovative risposte alle sempre più stringenti priorità da risolvere nell’ambito della vivibilità urbana.
Un settore, quello delle costruzioni, fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi europei in termini di riduzione delle emissioni e che, proprio della città tedesca, ha visto nascere in pochissimo tempo, centinaia di costruzioni all’abitare collettivo, alla socialità dei progetti, al potenziamento della rete del trasporto pubblico ed alla promozione dell’efficienza energetica e delle energie rinnovabili. Un pacchetto di progetti di matrice internazionale, elaborato da un raggruppamento di team di architetti, ingegneri, paesaggisti, urbanisti, uno di questi, pluripremiato e proveniente dal MIT (Massachussets Institute of Technology) ed autore della “Soft House”, che ad Amburgo hanno trovato la possibilità di attuare le più svariate soluzioni architettoniche, fortemente legate alla realtà ed alla vivibilità dei luoghi e soprattutto, esportabili in altri contesti. Si tratta di una rielaborazione in chiave green, della classica casetta a schiera prefabbricata su tre piani, completamente smontabile e riciclabile, a cui si ispira anche il prefisso “soft”.
Ma vediamo di capire meglio i principi ispiratori della “Soft House”, messa a punto dal MIT,soft_spaccato illustrata da Sheila Kennedy, docente del MIT e team leader dello studio, che spiega come una architettura debba adattarsi a rispondere ai continui cambiamenti del nostro tempo, dove le infrastrutture energetiche non devono assolutamente essere fine a se stesse, ma piuttosto interpretate come mezzo per creazione di edifici innovativi dove le tecnologie sono protagoniste attraverso una integrazione totale.
La filosofia di Soft House, illustrata da Sheila Kennedy si è estrinsecata in edifici all’interno della comunità di Wilhelmsburg Island, sulle sponde del fiume Elba. I tratti salienti di questa architettura innovativa possono essere riassunti in questi interventi peculiari:

  • FACCIATA TESSILE DINAMICA: che interessa la facciata sud degli edifici, realizzata con una rete di strisce tessili integrate alle celle fotovoltaiche di 3° generazione, sviluppate grazie alle nanotecnologie e basate sulla tecnologia OPV (Organic Photovoltaics) (link post “Il fotovoltaico organico cresce grazie alle nanotecnologie”) sotto forma di tessuto, applicate ad un sistema ad assi orizzontale ad inseguimento solare, con gli elementi fotovoltaici sempre orientati verso il sole, massimizzando così l’energia producibile per i fabbisogni dell’abitazione;
  • SCHERMATURE: Lo stesso tessuto della facciata è in grado di trasformarsi in un brise-soleil naturale, capace di proteggere i locali interni dal calore dell’irraggiamento solare durante i mesi estivi, lasciando penetrare invece la componente luminosa della stessa radiazione solare nel periodo invernale. Il sistema si basa su di una fila di binari, sui quali le tende si muovono, tramite comando da remoto;
  • USO DI LEGNO IN SOSTITUZIONE DELLA MURATURA: l’abitazione vede un largo impiego di legno leggero, a realizzare una solida struttura in legno leggero, capace di trasformare la solida struttura perimetrale delle classiche Passivehaus tedesche, in uno spazio abitabile flessibile e modellabile, pienamente rispondente agli standard Passivehaus.
  • ILLUMINAZIONE LED: l’energia prodotta dalle “tende fotovoltaiche” è trasferita direttamente ad un impianto di illuminazione al LED, piene mante gestibile elettronicamente secondi dettami domotici, al fine di mantenere basso il livello di emissioni di carbonio.

soft House buona

Davvero una struttura suggestiva, capaci di modularsi in funzione dell’intera giornata e delle diverse stagioni, utilizzando l’architettura per la modulazione di luci e ombre, dinamicamente. Evidente l’intento di Soft House di trasformare la tecnologia energetica, non già come elemento aggiuntivo e quindi “addizionale” all’architettura, ma invece come punta di diamante di nuovi criteri di design. Come tiene a sottolineare la Dottoressa Kennedy del MIT “Abbiamo bisogno di raggiungere la massima creatività e la flessibilità per scoprire fin dove ci possono portare i nuovi materiali. Le applicazioni più interessanti per i nuovi materiali sono quelle che lavorano a differenti livelli, una volta raggiunto questo obiettivo, saremo in grado di inserirci nel mercato, rivoluzionando l’architettura sostenibile”. La realizzazione del primo prototipo di Soft House montato nella città di Amburgo, sta divenendo meta culto degli appassionati di architettura green. I progettisti stanno valutando in questo momento se e come passare alla fase di commercializzazione del modello.

Sauro Secci

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