Europa: deforestazione equivalente ad un’area grande come l’Irlanda

defore1Non mi sono certo mancate le occasioni per riferire di grandi fenomeni di deforestazione, imputabili ad eccessiva ed intensiva utilizzazione di risorse a carico dei grandi ecosistemi forestali del pianeta, autentico apparato respiratorio della Terra. Una delle ultime volte che l’ho fatto, mi sono riferito proprio ad una utilizzazione delle risorse forestali che potrebbe addirittura essere annoverata tra le energie rinnovabili, come l’utilizzazione dell’olio di palma per la produzione di energia, che tanti dilanianti effetti sta portando specificatamente nell’arcipelago indonesiano, in Malesya ed in alcuni paesi dell’Africa (vedi post “Biocarburanti e cambiamenti climatici: il virus olio di palma”). Sul tema, è dipiantagionepalma questi giorni uno studio dell’Unione Europea che dimostra che i  Paesi maggiormente industrializzati insieme alla Cina, sono responsabili di circa un terzo della deforestazione consumatasi globalmente nel periodo considerato. Alla base di questo dato di così forte impatto una crescente richiesta europea di carne, prodotti caseari, biomasse e biocarburanti a scopo energetico di cui ho già accennato in premessa ed altri prodotti, tutti ambiti di sfruttamento che richiedono la conversione di estese aree forestali, mettendo a dura prova questi ecosistemi assolutamente fondamentali a livello planetario ed immensi giacimenti di biodiversità, anche conosciuti come “foreste primarie”. Secondo lo studio UE è stato il 2004, l’anno deforestante record per l’Europa. In quell’anno infatti le importazioni europee “deforestanti” sono state il doppio di Cina e Giappone messi insieme e ben tre volte il Nord America. Secondo Chiara Campione responsabile della campagna foreste di Greenpeace Italia, “lo studio mostra che la nostra impronta forestale continuerà a crescere se l’Europa non cambia rotta, è ora di eliminare la deforestazione dai nostri menù, dai nostri libri e prodotti cartari e dalle fonti energetiche come biocarburanti e centrali a biomasse“. Un tema, quello della forestazione, nell’ambito del quale Greenpeace ha condotto negli ultimi anni grandi campagne di denuncia contro le multinazionali che usano o commercializzano prodotti legati alla deforestazione come Nestlé, Cargill e Unilever solo per citare le più grandi. Sulla base di queste forti pressioni nel 2010 Nestlé si è impegnata ad eliminare prodotti legati alla deforestazione dalla propria filiera e, proprio lo scorso a febbraio APP (Asian Pulp and Paper), la più grande azienda di carta e cellulosa al mondo, si è impegnata ad adottare una nuova politica forestale, che metta fine al suo coinvolgimento nella deforestazione. Azioni importanti in questo ambito anche in Italia per Greenpeace, come la classifica “Salvaforeste” www.greenpeace.it/deforestazionezero, fondamentale per la sensibilizzazione al tema di tutti i grandi gruppi editoriali italiani per l’adozione di politiche della carta a “Deforestazione Zero”. Una analoga azione è stata poi portata avanti anche nei confronti del mondo dell’Alta Moda, fondamentale nel nostro Made in Italy, dove Greenpeace ha lanciato recentemente una interessante sfida dal titolo “The Fashion Duel”, nella quale è stato richiesto di eliminare prodotti in carta o in pelle legati alla deforestazione dalla filiera dei grandi marchi, particolarmente importanti e numerosi proprio nel nostro paese. Un impegno importante è quello che è stato assunto anche dai ministri dell’ambiente UE che si erano impegnati, nel 2008, ad arrestare la deforestazione globale entro il 2030 ed a dimezzare quella delle foreste tropicali nel 2020, rispetto ai livelli di quell’anno 2008. Anche il Settimo Programma di azione sull’ambiente, su cui vi è stato un accordo proprio recentemente,  prevede piani per combattere la deforestazione globale. Sempre secondo Chiara Campione però “ogni piano di successo che verrà elaborato, deve tendere a eliminare dal mercato prodotti legati alla distruzione delle ultime foreste e sostenere i Paesi in via di sviluppo affinché siano in grado di far fronte a questa minaccia“. Un tema indubbiamente ricco di complesse e diverse connotazioni, prioritariamente etiche, che presupporrebbero una rivisitazione diversa dei modelli economici colonialistici ed imperialistici che tante conseguenze nefaste hanno portato ad ogni livello, e questi sono indubbiamente punti fondamentali da cui ripartite per ricostruire.

  • Video campagna Greenpeace “Deforestazione Zero

  • Video campagna Greenpeace “The Fashion Duel” con Valeria Golino

Sauro Secci

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3 risposte a Europa: deforestazione equivalente ad un’area grande come l’Irlanda

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