Rifiuti e biogas: nuove interessanti prospettive

Sono passati solo pochi mesi da quando, introducendo il tema dell’universo biometano nel nostro paese, cercavo di mettere in evidenza le due diverse fondamentali dimensioni:

  • Biometano da digestione anaerobica da valorizzazione di residui organici in agricoltura: in piena espansione ed autentico settore di punta degli impianti a biomasse nel nostro paese, pur se prevalentemente nel nord Italia.
  • Biometano da valorizzazione della FORSU (Frazione Organica Rifiuti Solidi Urbani): completamente inespressa nel nostro paese ed alla base dei maggiori fattori di criticità delle popolazioni nei confronti delle discariche a causa, per esempio delle maleodoranze.

discaricaProprio in un post di febbraio scorso infatti, avevo cercato di inquadrare meglio il tema del ciclo integrato dei rifiuti, che per meritarsi tale appellativo, dovrebbe includere a pieno titolo proprio il tassello, sino ad oggi mancante, costituito dall’impianto di digestione anaerobica per il trattamento della frazione organica (vedi post “Biometano: italiano, versatile, pulito, efficiente ed ancora tutto da scoprire”) a cui poi, attraverso lo straordinario apporto della SSC (Stazione Sperimentale dei Combustibili), coordinata dalla Dottoressa Tiziana Zerlia ho fatto seguire un post per inquadrare meglio il grande universo del gas (vedi post “Il variegato universo del gas metano ma anche no, a cavallo tra fossile e rinnovabile”) . Proprio nella zona in vivo, il Valdarno, da anni è in esercizio  una discarica controllata di rifiuti solidi urbani con una travagliata convivenza con il territorio diRETE-CONVOGLIAMENTO-BIOGAS-HDPE riferimento, imputabile proprio a fenomeni di maleodoranze, dove è stata svolta, negli ultimi anni, una interessante sperimentazione legata ad un progetto LIFE, finanziato dalla UE, denominato TECGAS. In questi giorni, presso la sala del Consiglio Comunale di Terranuova Bracciolini (AR), comune valdarnese che ospita la discarica oggetto della sperimentazione, si è tenuto il convegno “Processi innovativi per l’upgrading (il miglioramento delle caratteristiche) del biogas: i risultati del progetto TECGAS”, finalizzato proprio a presentare gli interessanti risultati del Progetto attraverso i partner:

  • CSAI Spa: gestore della discarica oggetto di sperimentazione e capofila del progetto;
  • ICAD: “International Consortium for Advanced Design” dell’Università di Firenze
  • Scarlino Energia Srl: gestore di un impianto di termovalorizzazione di rifiuti nella omonima località maremmana.

Un progetto di ricerca ”TECGAS”(“TECnologie innovative per l’up-grading del bioGAS”), svoltosi su un arco biennale e cofinanziato dal Ministero dell’Ambiente, che ha avuto come oggetto di studio e sperimentazione la discarica di Podere Rota, finalizzato alla verifica delle possibilità di trattamento del biogas derivante dalla fermentazione dei rifiuti organici conferiti in impianto e composto prevalentemente da anidride carbonica e metano, con le ceneri provenienti da processi di termovalorizzazione, al fine di catturare l’anidride carbonica, separandola dal metano, ma nel contempo di inertizzarla, favorendo cioè il passaggio dalla forma gassosa a quella solida, permettendone così un più agevole e sicuro stoccaggio. Nella fattispecie il progetto ha visto la collaborazione di Scarlino Energia Srl, società che gestisce l’inceneritore ed il Laboratorio Ambientale di Scarlino, che ha messo a disposizione il materiale costituito dalle ceneri di risulta in ingresso al nuovo processo oggetto di sperimentazione.
Una sperimentazione di processo che ha permesso inoltre di incrementare il potere calorifico del biogas, elevato pienamente a biometano, aumentandone nel contempo le prestazioni energetiche ed ampliandone così le possibilità di utilizzo, sia per applicazioni stazionarie (reti domestiche, autotrazione) aprendo la possibilità di immissione nella rete di distribuzione nazionale del gas metano, che per autotrazione (peccato che da troppo tempo si attende ancora il decreto che definisca pienamente la utilizzazione del biometano), attraverso la riutilizzazione di rifiuti speciali, in certi casi pericolosi, costituiti da ceneri e scorie, migliorandone a loro volta le caratteristiche chimico fisiche e diminuendone gli impatti ambientali relativi legati al successivo smaltimento.
rota2Ma i benefici del processo di upgrading del biogas non si fermano qui, dal momento che lo stesso consente di attuare una sottrazione netta di CO2 dal bilancio globale di emissioni di gas ad effetto serra, con grande beneficio sia su scala locale (qualità dell’aria) che su scala globale (cambiamenti climatici). Infatti, nonostante la natura organica dell’anidride carbonica prodotta dalla discarica, con l’inclusione nel nuovo processo della cattura e dello stoccaggio si ha una sottrazione della stessa dal bilancio globale delle emissioni, pienamente in linea rispetto alla indicazioni previste dal Protocollo di Kyoto. Uno studio indubbiamente interessante e capace di dare una risposta importante ai numerosi processi di discarica presenti sul territorio nazionale, collegandoli oltretutto ad un altra criticità connessa con la messa a dimora delle ceneri da incenerimento, che potrebbero così essere pesantemente minimizzate. Un passo molto importante, in attesa che all’interno dei processi di corretta gestione integrata dei rifiuti possa essere inserita a pieno titolo una sezione di digestione anaerobica della frazione organica in arrivo alla discarica ed a monte del compostaggio, capace finalmente di equilibrare pienamente un processo molto complesso e che non può indubbiamente prescindere di una altrettanto equilibrata e corretta fase di raccolta a monte. In figura è rappresentata la schematizzazione di flusso dio un tale tipo di approccio.

Schema_forsu

Un tale tipo di approccio avrebbe ulteriori notevoli vantaggi, anche dal momento che la tariffa incentivante per la produzione di energia da biogas che ne ha ulteriormente favorito ed accelerato la scelta. Oltre ciò esistono poi una serie significativa di riduzioni di costi riferibili a:

  • riduzione dei quantitativi di materiale da trattare in impianto di compostaggio aerobico;
  • diminuzione del consumo di energia: favorito da digestato solido già digerito che ne riduce il consumo per relativa stabilizzazione in fase aerobica;
  • migliore qualità del compost: ottenibile grazie alla presenza della biospremitura che permette la separazione di materiale plastico.
  • il compost derivante dalla frazione solida del digestato è materiale stabilizzato senza emissioni odorigene. 
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2 risposte a Rifiuti e biogas: nuove interessanti prospettive

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