Biomasse: variegato settore delle rinnovabili con una previsione di sviluppo ancora “tradizionale”

imagesUna presenza fondamentale nella grande famiglia delle rinnovabili è indubbiamente costituito dalle biomasse, famiglia a sua volta numerosa, sia per le matrici organiche da valorizzare: liquide, solide e gassose, ma anche e soprattutto per il fatto che si tratta di energia programmabile, producibile cioè sulla base di uno stoccaggio del materiale da valorizzare. Un aspetto fondamentale quest’ultimo se si pensa che tra le rinnovabili guida come eolico e fotovoltaico, hanno la caratteristica di essere intrinsecamente intermittenti e quindi non programmabili. Un settore indubbiamente vastissimo quello delle biomasse, sia per le matrici organiche da valorizzare, che nel tempo si sono sempre più portate alla valorizzazione delle componenti residuali, per esempio dei processi agricoli o forestali, che per l’ampio fronte delle tecnologie di cui è composto. Altrettanto importante, anche nel settore delle biomasse, la taglia degli impianti che, per non pregiudicare la sostenibilità degli interventi, non può prescindere dalle potenzialità dei bacini di raccolta da cui proviene la biomassa da valorizzare. Importante in questo senso un mio post precedente, nel quale avevo analizzato proprio quest’ultimo aspetto (post “Grandi impianti a biomasse: e la sostenibilità va a farsi benedire”). Recentemente è stato diffuso un rapporto diffuso da Navigant Research, dai toni decisamente controcorrente secondo il quale oggi, le biomasse assicurano circa il 3% della generazione elettrica mondiale, con una capacità di circa 58,6 GW, che assicura un buon contributo alla riduzione delle emissioni di CO2. Su questa base, secondo il report, la produzione energetica da biomassa è attesa a un sicuro sviluppo nei prossimi anni, anche se ancora incerte appaiono dimensione e dinamiche di questo trend di crescita. Secondo lo scenario più conservativo la potenza installata potrebbe arrivare a circa 82 GW nel 2020. Secondo il documento però, se da parte dei Governi e delle imprese ci saranno impegni in termini di incentivi e ricerca applicata, nel 2020 potremo avere una capacità installata da biomasse di ben 128,5 GW. Lo scenario ottimistico ipotizzato per le biomasse al 2020, prevederebbe un trend di crescita dell’11,4% annuo, determinando una produzione di circa 900 TWh l’anno di elettricità a fronte dell’utilizzazione di ben 1,7 miliardi di tonnellate di materia prima nel periodo. Una parte del report è poi dedicata alla distribuzione geografica dello sviluppo mondiale delle biomasse, con l’Europa, trainata soprattutto dalla Germania, che dovrebbe pesare per circa il 50% dello sviluppo atteso, mentre buone prospettive dovrebbero esserci per il blocco Brasile, India, Cina e anche per gli Usa. Ma il fattore determinante dell’avanzata su scala mondiale delle biomasse, sarà legato, secondo il report, non tanto a fenomeni diffusi di microgenerazione ma soprattutto alla crescita della tecnologia del “cofiring”, che prevede l’utilizzo della biomassa nelle centrali a carbone, una modalità ovviamente spinta dalle utility sotto i successi del mercato tedesco. Una modalitàtech-app_fig1 di utilizzazione, quella del cofiring o co-combustione (vedi schematizzazione a destra), che dovrebbe contare per ben 83 GW nel 2020 con un giro d’affari di 28 miliardi di euro l’anno. In sostanza quindi, la biomassa vedrebbe una concretizzazione a livello globale in una chiave molto tradizionale e legata al vecchio modello energetico centralizzato, inviata a combustione insieme al più inquinante dei combustibili fossili come il carbone. E’ ovvio che un approccio del genere lascia aperti molti interrogativi sull’effettivo contributo alla riduzione delle emissioni inquinanti, che rimane quantomeno misterioso stante la co-combustione con combustibili fossili. Un altra chiave di lettura fondamentale, sicuramente controcorrente e pelletsnon convenzionale, indicata dal nuovo Rapporto per lo sviluppo delle biomasse, non è puntare sulla filiera corta ma, piuttosto, su una ulteriore crescita del commercio mondiale di pellet, per minimizzare i costi della materia prima. Tutto ciò lascia ovviamente completamente aperti ed irrisolti gli aspetti legati alla logistica ed agli impatti sui sistemi di mobilità, sui quali verrebbe riversata la movimentazione su scala globale di centinaia di milioni di tonnellate di biomassa dagli impatti facilmente prevedibili sul bilancio delle emissioni. Sulla pubblicazione Navigant Research si è espresso anche l’analista della organizzazione Mackinnon Lawrence, che ha dichiarato che “Nonostante le materie prime da biomassa siano disponibili a livello mondiale, i problemi logistici connessi alla loro raccolta, aggregazione, trasporto e movimentazione, insieme con la scarsa densità energetica rispetto ai combustibili fossili, rendono la produzione commerciale di energia elettrica da biomassa praticabile solo in un insieme ristretto di circostanze. Il mercato globale si trova ad affrontare una serie di segnali contrastanti, e l’uso della biomassa come fonte di energia commerciale, pur potendo contare su tecnologie collaudate, comporta sempre il rischio approvvigionamento, limitando la sua espansione in confronto ad altre energie rinnovabili”. Indubbiamente una posizione originale sul futuro delle biomasse per alcuni versi discutibile se proiettata oltre l’orizzonte temporale del 2020, e comunque con insidie come il rallentamento nella migrazione verso un nuovo modello energetico distribuito come quello che si va materializzando, considerando comunque il miglior rendimento che scaturisce dall’utilizzazione in caldaia capaci di garantire rendimenti energetici elettrici di trasformazione delle biomasse superiori al 30%. In allegato in calce al post, un interessante articolo apparso sulla rivista “La Termotecnica”, che fa un pò lo stato dell’arte sulla co-combustione nel nostro paese, a livello di genesi normativa, di impianti a carbone nei quali la pratica può essere attuata, una analisi dei macroinquinanti principali emessi in ciminiera, come SO2, NOx e Particolati, e del vasto fronte dei microinquinanti da emissioni diffuse nel processo in cui si attua la co-combustione.

Sauro Secci

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2 risposte a Biomasse: variegato settore delle rinnovabili con una previsione di sviluppo ancora “tradizionale”

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