Minieolico 2012: grande vivacità di installazione con la Basilicata sugli scudi

GI_23_1_minieolicoSono passati alcuni mesi, da quando, con la situazione ancora non ben definita, cercai di fare il punto su un settore, seppure interessante ancora poco espresso in Italia, come quello del minieolico, oggi finalmente con un numero maggiore di opzioni tecnologiche più adatte alla particolare anemologia del nostro paese, anche grazie a molte piccole aziende nazionali (vedi post “Minieolico: la prima radiografia della situazione italiana”). Oggi, con i dati consolidati relativi al 2012, ASSIEME, l’associazione del mini eolico italiano, presenta il suo rapporto periodico per il nostro paese, sulla base agli ultimi dati disponibili del GSE Bollettino del 2° semestre 2012, aggiornato proprio logo_assiemeal 31 dicembre 2102. A fine dello scorso anno, la potenza effettiva installata totale che usufruisce di regime incentivato sul territorio italiano, sotto le due diverse forme di certificati verdi o tariffa omnicomprensiva, risulta pari a 18,2 MW, di cui circa 7-8 MW installati nel 2012, con un raddoppio rispetto alla quota di installato fatta registrare nel 2011. 

grafico1_minieolico-potenza-2012

Si tratta di statistiche che non conteggino impianti connessi in modalità di semplice scambio sul posto e quelli in isola, la cui stima si aggirerebbe per ulteriori 500-1.000 kW. L’analisi del rapporto di ASSIEME è articolata in sei distinte classi di potenza, scaturite tenendo conto essenzialmente dei seguenti criteri:

  • livello della tensione di allaccio (monofase o trifase), 
  • suddivisione delle tariffe incentivanti, 
  • facilitazioni burocratiche per l’installazione e necessità o meno di registro.

Relativamente alle ultime classi, oltre 60 kW fino a 250 kW sono state aggiunte in considerazione di quella che era la tariffa omnicomprensiva precedente e considerando anche la fascia oltre 200 kW, richiesta dagli organismi internazionali e veramente poco o per niente diffusa nel nostro paese.
Il grafico seguente evidenzia la numerosità di impianti installati, che è di 356 unità, con quasi la metà delle installazione, esattamente il 46%, che si colloca nella classe di potenza 20-60 kW, tenendo presente che gli impianti potrebbero essere composti anche da più macchine di minor potenza e non necessariamente da una singola macchina.

Grafico2_minieolico_numero-2012_0

Giungendo alla analisi geografica della potenza installata, distribuita su base regionale, evidente il ruolo emergente della Basilicata, regione che ha fatto registrare lo scorso anno una notevolissima crescita delle installazioni, collocabile soprattutto nella fascia medio-alta oltre i 60 kW, grazie a politiche regionali di sostegno, mirate e molto favorevoli soprattutto relativamente all’alleggerimento degli iter autorizzativi.

Grafico3_minieolico_regioni-2012
Relativamente alle previsioni per l’anno in corso, si è pronunciato il presidente di ASSIEME, Alessandro Giubilo, il quale ha manifestato una notevole incertezza per il 2013, in funzione dell’elevato tasso di mortalità degli impianti, imputabile sopratutto all’eccessiva burocrazia degli iter autorizzativi correnti. Una stima plausibile potrebbe scaturire dagli impianti onshore accettati a Registro per il 2013 (registro A) con potenze superiori ai 60 kW e quelle inferiori ai 5 MW, 316 impianti per oltre 58 MW di potenza installata, che non necessariamente verranno realizzati.

Grafico4_minieolico_registro2013

Questi beneficerebbero della tariffa incentivante di 0,268 €/kWh entro i 200 kW e di 0,149 €/kWh entro 1 MW per 20 anni (non considerando le taglie superiori non propriamente rientranti nell’ambito del minieolico).

Grafico5_primo_minieolico_registro2013_numeroGrafico5_minieolico_registro2013_regioni

Negli ulteriori due grafici presentati sopra son evidenziati il numero di impianti per classe di potenza e la suddivisione regionale delle richieste tra quelli iscritti a registro. Molto evidente anche in questo caso, la fortissima, preminente richiesta collocabile in Basilicata che monopolizza praticamente quasi tutto il Registro. Secondo Giubilo però, non è assolutamente ipotizzabile che venga effettivamente allacciato alla rete più del 50% della potenza a registro e sarebbe già un dato molto significativo l’installazione per il 2013 di una potenza equivalente al cumulativo di 18 MW presente in Italia a fine 2012. Secondo il presidente di Assieme, una tendenza delle richieste come quella in corso potrebbe vedere esaurirsi gli incentivi già tra la fine del 2014 l’inizio del 2015, rendendo necessario affrontare la cosa nei prossimi mesi, con appositi tavoli ad hoc tra operatori ed organismi energetici di riferimento.

Sauro Secci

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