Glasgow: storia della decarbonizzazione di una città simbolo in chiave smart

glasgowChissà perché, ma quando mi parlano di carbone la mente vola in Scozia sotto lividi cieli e storie di miniere di carbone, ed una città in particolare come Glasgow evoca come nessuna atmosfere ad alta “intensità di carbonio”. Mi capita sempre più spesso di parlare di città che intraprendono il cammino della bonifica e della sostenibilità (vedi post città e riscaldamento globale: la strada della rivoluzione smart di Curitiba”), ma quando, la città in questione è proprio Glasgow, non potevo non parlarne. Glasgow è la città più popolosa della Scozia e la seconda città più grande del Regno Unito dopo Londra. Con i suoi 600.000 abitanti, più del 10% della popolazione dell’intera Scozia, è circondata da un vasto hinterland “Greater Glasgow” dove vivono oltre 2 milioni di persone. Il progetto si chiama il progetto “Glasgow Sostenibile”.sustainable Due i grandi obiettivi per ridare un nuovo volto alla capitale scozzese, che tengo nel profondo del cuore per aver dato i natali ad un grandissimo della musica che porto nel cuore come il mitico Mark Knopfler. La città, si è aggiudicata nei mesi scorsi 24 milioni di sterline messe in palio dal Governo della Gran Bretagna per realizzare la prima Smart City del Regno Unito conseguendo anche la fiducia del “Technology Strategy Board” inglese tra 30 altre grande città concorrenti, conquistando il titolo di “Future Cities Demonstrator”, modello dimostrativo di città del futuro. Molti i capitoli di intervento:

  • trasporti pubblici e privati;
  • nuovi servizi per lo sviluppo del trasporto intermodale;
  • diffusione di sensori wireless per le vie della città capaci di raccogliere dati in tempo reale sullo stato del traffico e della qualità dell’aria ( e su questo tema c’è anche lo zampino dell’Italia);
  • illuminazione pubblica, che sarà efficiente e intelligente, basata fortemente sulla tecnologia LED;
  • incentivi all’acquisto dei mezzi di trasporto elettrici;
  • edilizia efficiente di nuova generazione. 

I grandi obiettivi della nuova Glasgow in chiave smart, sono i cambiamenti climatici che sono ormai una realtà con le città che, oltre ad essere responsabili per circa l’80% delle emissioni che li stanno determinando, consumano il 75% dell’energia mondiale. Un progetto che vede proprio nella città la principale fonte del problema, ma anche e soprattutto un contenitore e catalizzatore di risorse che può cambiare le cose. Ambiziosi anche in termini quantitativi, gli obiettivi di ridurre del 30% le emissioni al 2020 (la città emette 4 milioni di tonnellate di CO2 all’anno con riferimento ai soli usi energetici), ponendosi di far divenire Glasgow una delle città più sostenibili d’Europa e stima che le iniziative messe in campo porteranno alla città 1,5 miliardi di sterline di nuovi investimenti.
Glasgow sostenibile”, di cui in calce al post è disponibile il report presenta un corposo ed ambizioso pacchetto di interventi, tutti orientati a specifici obiettivi con un sistema integrato di progetti, dove ogni misura rafforza e sostiene le altre, integra progetti su grande scala con progetti su scala più ridotta, applicando tecnologie innovative e che coinvolgono le comunità locali. La decarbonizzazione delle attività e delle infrastrutture della città deve favorire la crescita economica di Glasgow, permettere di andare incontro ai fabbisogni della popolazione e, più in generale, accrescere le opportunità disponibili nel tessuto urbano. Gli investimenti devono venire principalmente dal settore privato, creando così nuovi posti di lavoro sia nella fase di realizzazione del progetto sia a più lungo termine glasgow2grazie alle nuove competenze connesse allo sviluppo delle energie pulite. Ogni progetto prevede una partnership pubblico-privata che non vuol dire mettere un progetto, così ambizioso nei suoi obiettivi, nelle mani dei privati ma, al contrario, attivare e convogliare potenzialità e risorse della città per raggiungere un obiettivo collettivo, con il fondamentale ruolo del pubblico. Un chiaro supporto e coinvolgimento del soggetto pubblico riduce i rischi percepiti dagli investitori e rende più facile attirare fondi privati consistenti. Il coinvolgimento del pubblico ha anche il vantaggio di dare al progetto un approccio strategico che accelera il raggiungimento degli obiettivi e accresce l’efficacia dei singoli interventi rendendo meno frammentata la strategia complessiva. Una attenzione particolare è riservata alle esigenze delle famiglie più povere con attraverso la cosiddetta “fuel poverty”. Si tratta delle famiglie a basso reddito che hanno difficoltà a sostenere le spese relative ai consumi energetici della propria abitazione attraverso la realizzare di sistemi utilizzanti energie pulite combattendola proprio attraverso la vendita di calore a prezzi più bassi e stabili rispetto a quelli del gas. Una serie di progetti, inoltre, che danno un grande contributo allo sviluppo della comunità anche attraverso modelli di comproprietà o che prevedano specificamente ricadute positive sulla stessa comunità. Ancora più in dettaglio le principali misure:

  • miglioramento dei sistemi di gestione dell’energia e misure di efficienza energetica in tutti i settori
  • creazione di sistemi per la produzione di biogas dalle acque reflue e dalla frazione organica dei rifiuti
  • creazione di “boschi urbani” nelle aree non utilizzate e utilizzo delle biomasse che ne derivano per la produzione di energia elettrica e termica
  • sviluppo di sistemi di teleriscaldamento
  • sviluppo di sistemi altamente efficienti e di sistemi a ciclo combinato che utilizzano gas naturale o biogas
  • sviluppo di sistemi di metropolitana leggera per passeggeri e merci
  • incremento dei veicoli alimentati a biogas o elettricità
  • dismissione del riscaldamento prodotto con elettricità, carbone e gasolio nelle aree urbane
  • attivazione di politiche pubbliche (es. pianificazione, appalti) che supportano la creazione e l’uso dei suddetti sistemi
  • coinvolgimento della popolazione, delle aziende e delle organizzazioni pubbliche che permettono di convogliare risorse e partecipazione da parte dei cittadini e dei soggetti economici.

Altra priorità del progetto è quella di rendere più verde la “grigia” Glasgow, trasformandone l’immagine di città post-industriale, con importanti problemi ambientali e di vivibilità, verso una città che sta creando una nuova visione sostenibile del proprio futuro, attraendo anche nuove aziende e nuove persone dall’esterno attraverso il marketing territoriale. Ampie e diversificate ovviamente anche le azioni di sensibilizzazione e coinvolgimento dei diversi attori, che divengono soggetti chiave del progetto come:

  • comunità;
  • costruttori;
  • lavoratori;

Solo facendo leva sulle loro rispettive risorse e la loro partecipazione attiva ai progetti. Glasgow sostenibile può materializzarsi da un progetto sulla carta prettamente tecnico. Una consapevolezza forte negli amministratori è costituita dal vedere subordinato il successo del pacchetto di interventi al fatto, nel lungo termine, di saper influenzare le attitudini e i comportamenti delle persone e delle organizzazioni.
Non potevo non concludere con l’immenso e sublime “guitar-man” Mark Knopfler, uno dei più grandi figli di Glasgow, con questo straordinario pezzo “Brothers in arm”, anche solo per la grande umiltà di accompagnare religiosamente la sua chitarra con la voce. “Grande Mark, forse inarrivabile: pelle d’oca pura”.

Sauro Secci

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