Sistemi di storage: dopo la Germania incentivi anche negli Usa, e l’Italia??

AccumuloEnergia1Proprio ad aprile avevamo dato conto del lancio, da parte della Germania (vedi post “Germania: al via gli incentivi per i piccoli storage FV”), del piano di incentivi per i piccoli sistemi di accumulo di energia. Su quella stessa strada dal 1° maggio scorso, anche gli Stati Uniti stanno pensando ad un programma operativo di incentivi per l’accumulo di energia. Si tratta di una proposta di legge bipartisan ( e anche questo è molto emblematico) del Senato che prevede sgravi fiscali fino al 30% per tutte le taglie e le tecnologie di storage. Tutto questo proprio mentre in Italia la grande migrazione verso la generazione distribuita sta rischiando una pesante battuta d’arresto a causa di miopi e poco lungimiranti ipotesi di cambiamento normativo, di far pagare gli oneri di sistema sull’autoconsumo (vedi post “AEEG sempre più sconcertante….”), eventualità che stroncherebbe sul nascere la diffusione degli accumuli, in un contesto assolutamente di stampo medioevale, proprio mentre legislatori di altri paesi di riferimento ne riconoscono l’assoluta valenza strategica. La proposta di legge statunitense, denominata Storage ACT 2013 Usa, allegata in calce al post, come riportato nella sintesi, “promuove l’adozione di tecnologie per l’accumulo di energia, permettendo il contributo estremamente prezioso che queste possono dare alla rete elettrica statunitense. Lo storage trasforma rinnovabili non programmabili come eolico e solare in fonti di energia stabili e può tagliare le spese dei consumatori, riducendo la domanda di elettricità costosa nelle ore di picco.” E ancora: gli accumuli “aumentano l’efficienza della rete elettrica e permettono di evitare la necessità di costruire nuove linee”.

Un aspetto sicuramente molto importante dell’incentivo statunitense è che “technology neutral”, promuove cioè indistintamente tutte le tecnologie di accumulo a prescindere dalla fonte di base che fornisce l’energia da accumulare.

tecnologie di accumulo energia elettrica

Gli incentivi sono articolati sulla seguente modulazione:

  • progetti su scala di rete: godranno di uno sgravio fiscale del 20% fino a un massimo di 40 milioni di dollari, con un tetto totale di 1,5 miliardi.
  • accumuli on-site realizzati da aziende: godranno di sgravi fiscali del 30% con un tetto di un milione di dollari ed una taglia minima di 5 kWh,
  • residenziale: godranno di sconti del 30%.

Un aspetto non di poco conto da rilevare è il fatto che la legge permette di accedere agli sgravi anche utilizzando modelli di leasing, che negli Usa si sono rivelati molto efficaci nel promuovere il fotovoltaico su tetto.
Si tratta in sostanza di un impianto legislativo molto simile a quello già varato in Germania, ma con una ambito applicativo molto più vasto, che non si limita agli accumuli al servizio di piccoli impianti a rinnovabili (in Germania < 20 kW) e dove il contributo del 30% è conuigato ad un finanziamento agevolato fino al 100% dei costi.
L’istituto IHS Research ha provato a stimare che sull’intero ciclo di vita dell’investimento un impianto fotovoltaico dotato di accumulo in Germania coi nuovi incentivi, sarebbe il 10% più conveniente di uno senza accumulo, come evidenziato nel grafico seguente.

Graf1_IHS_-_PV_Storage_Lifetime_Cost_Analysis
Un provvedimento, quello degli USA, che, se emanato come pare probabile, potrebbe provocare una autentica esplosione del mercato mondiale degli accumuli nei prossimi anni, secondo l’ultimo report di IHS Research, dai 200 milioni di dollari del 2012 a 19 miliardi del 2017, come evidenziato dal grafico seguente.

Graf2_IHS_-_PV_Storage_Revenue_Forecast

Inutile dire che anche in Italia il settore è in grande fermento, con i produttori di sistemi di Energy storage impegnati alle realizzazione di nuovi prodotti per l’accumulo di energia con particolare riferimento al FV residenziale, quello più interessato, da subito nella di un fotovoltaico in grid parity basato su autoconsumo e vendita diretta. Molti gli annunci di nuovi prodotti, come quello di SMA, annunciato la settimana scorsa da Valerio Natalizia ad un convegno sul FV oltre gli incentivi, o come la stessa Power One che, sulla base di un accordo con Panasonic sta lavorando per lanciare sul mercato prodotti Energy storage in chiave smart. Molti anche i prodotti tutti made in Italy, magari di aziende che, avendo maturato un grande know how sulla gestione delle batterie sul altri dispositivi, lo stanno riversando per applicazioni di Energy storage, come la Zucchetti Centro Sistemi, azienda leader nella robotica domestica, che ha lanciato il nuovo sistema Eliosunstation. Ovviamente in prima linea i grandi produttori di batterie e sistemi di accumulo come FIAMM che è intenzionata ha mettere sul mercato batterie a costi molto competitivi per clienti domestici a partire dall’inizio del 2014. Nell’ambito degli operatori del settore di sente un moderato ottimismo sul fatto che non vi saranno, e ce ne sarebbero tutte le ragioni, regolamenti ostativi all’autoconsumo. Per questo, anche in Italia le batterie per sistemi alimentati a fonti rinnovabili potrebbero far registrare un calo dei costi annuali molto simile a quello che fatto registrare negli ultimi 3 anni da inverter e moduli FV.
Un treno davvero imperdibile per il nostro paese e staremo ancora e vedere se prevarranno solo le logiche di pochi centri di interesse, dopo i non certo incoraggianti segnali che giungono da AEEG oppure l’interesse generale dello sviluppo economico, sociale ed ambientale del paese.

Sauro Secci

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