Scenario elettrico Europeo: eolico e fotovoltaico oramai protagonisti dai grandi numeri

eolicoedelfotovoltaicoProduzione da eolico e fotovoltaico sugli scudi nello scenario energetico europeo, in transizione verso un modello energetico distribuito, più democratico, partecipato e con il cittadino direttamente coinvolto, nonostante le fortissime resistenze delle grandi utilities che vedendosi erodere progressivamente i propri profitti stanno ponendo ostacoli di ogni tipo anche in Italia (vedi post “Niente di nuovo sotto il sole: ad AEEG danno un grande fastidio i SEU…”). Il 2012 ha fatto registrare un nuovo installato FV connesso alla rete che ha generato 19 TWh aggiuntivi, mentre il contributo dell’eolico è stato di 29 TWh a fronte dei 15TWh che sono stati generati dalle nuove centrali a gas. Una nuova produzione, quella da rinnovabili capace di compensare ampiamente il mancato contributo delle centrali nucleari, a carbone e ad olio dismesse. Andando nel dettaglio dei dati forniti ecco le statistiche aggiornate delle massime organizzazione europee rispettivamente di fotovoltaico EPIA e dell’eolico EWEA, dati che evidenziano che il fotovoltaico per il secondo anno consecutivo sia la prima fonte in termini di nuova potenza elettrica installata: 16,7 GW nel 2012, ben 12 dei quali installati su tetto. Eloquente il grafico seguente, estratto dall’ultimo rapporto dell’European Photovoltaic Industry Association “Global Market Outlook fot photovoltaics 2013-2017” (scaricabile in calce al post), che evidenzia come il fotovoltaico superi abbondantemente eolico, gas, e carbone con quest’ultimo che evidenzia un evidente saldo negativo tra nuovi impianti e dismissioni.

grafico1

Una analisi differenziata riguarda invece le centrali a gas, le quali, dopo aver raggiunto il picco di installazioni nel 2010 con 20 GW, sono scese a meno di 10 GW nel 2011 per risalire leggermente nel 2012 apoco più di 10 GW, registrando comunque un netto calo riguardo alla nuova potenza. Un dato cui ha fatto seguito però anche per il gas una buona mole di dismissioni di ben 5,5 GW nel 2012 come evidenzia il grafico a seguire con la potenza elettrica netta aggiunta nel 2012 nella UE dei 27.

grafico2

La transizione energetica in atto in Europa è ancor più evidenziata dalla analisi della evoluzione della potenza netta nell’arco temporale 2002 – 2012 che ha fatto registrare 166 GW di potenza installata tra eolico e fotovoltaico contro i 121 GW del gas ed i saldi negativi di nucleare, carbone ed olio.

grafico3Passando dalla potenza installata ai più sostanziali dati di produzione di energia elettrica, anche qui vengono sfatati alcuni pregiudizi sulle rinnovabili anche circa la marginalità del contributo delle fonti pulite, fotovoltaico in primis, con una accelerazione di cambiamento che non lascia molti spazi ai “preoccupati detrattori”.
Il nuovo fotovoltaico europeo connesso alla rete nel 2012 in UE, ha generato 19 TWh aggiuntivi sulla base di un anno di operatività degli impianti, con l’eolico che ha fornito un apporto di 29 TWh, ed altri 7 TWh da altre rinnovabili e 15 TWh dalle nuove centrali a gas che, su base UE, hanno fatto registrare una media di circa 3000 ore di funzionamento/anno. Nel 2011 era stato il nuovo fotovoltaico aveva prodotto più di ogni altra fonte, eolico incluso.

grafico 4
Una delle cose più sorprendenti delle analisi di bilancio 2012, come accennato in premessa è senza dubbio costituita dal grafico seguente che evidenzia il totale della produzione di elettricità del 2012 delle installazioni di eolico e fotovoltaico realizzate nel 2011, con un dato che è risultato maggiore di quella che sarebbe stata prodotta dalle centrali nucleari, a carbone e olio combustibile dismesse nel 2012, cioè di quella produzione elettrica persa per il pensionamento di queste centrali. EPIA evidenzia poi per il fotovoltaico, che la media della copertura del fabbisogno elettrico dell’UE27 nel 2012 è stata del 2,6%, più del doppio dell’1,15% registrato nel 2010, con paesi come Italia (6,7%), Germania (5,6%) e Grecia (4%) nettamente superiori alla media UE. EPIA spiega poi che, se si considera che la produzione di picco rappresenta circa il 50% dell’elettricità consumata in Europa, tali dati potrebbero essere visti in maniera ancora più importante, facendo vedere una potenziale di produzione del 5,2% del picco della domanda di elettricità nell’UE27, con oltre il 13,5% in Italia e oltre l’11% in Germania. Un numero davvero eloquente su come l’elettricità solare in pochissimi anni abbia assunto un ruolo determinante nel mercato elettrico, proponendosi come competitor diretto delle fonti convenzionali di energia, palesato molto bene dal grafico seguente.

grafico5

Un grafico che correla la percentuale del contributo del fotovoltaico alla domanda in alcuni singoli paesi europei e il suo massimo contributo istantaneo evidenziando come la punta massima di copertura alla domanda di carico offerta dal fotovoltaico è stata del 45% in Germania e di circa il 38% in Italia. Percentuali da capogiro assolutamente impensabili appena 2-3 anni fa che spiegano l’allarme e gli ostacoli che si vanno frapponendo da parte di chi continua ostinatamente ad opporsi a questo straordinario ed inarrestabile cambiamento.

Sauro Secci

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