CO2 da record storico in 3 milioni di anni: violati i 400 ppm

80604641-31612234Sono passati solo pochi giorni, da quando, in occasione della Giornata Mondiale della Terra, celebrata in tutto il mondo il 22 aprile scorso, avevo accennato ai rischi derivanti dal raggiungimento in tempi brevi della soglia fisiologica di concentrazione di CO2 nell’atmosfera di 400 ppm (vedi post “Giornata Mondiale della Terra: la nostra casa ci chiede attenzione”). E’ proprio da uno dei livelli più alti del monitoraggio planetario, quello del prestigioso istituto statunitense del NOAA (National Oceanic and Atmosferic Administration), che arriva la notizia del superamento della soglia di concentrazione dell’anidride carbonica in atmosfera di 400 parti per milione (ppm), un record storico che ricorre dopo addirittura 3 milioni di anni. Il dato di questi giorni, proviene dalle analisi effettuate nei carotaggi dei ghiacci polari con l’Antartide autentica memoria terrestre, oltre che dall’analisi dei sedimenti marini. In particolare il dato di 400,03 ppm è stato registrato il 9 maggio scorso con gli strumenti posti nel proprio Osservatorio NOAA posto a 3960 m slm, sul vulcano attivo Mauna Loa di 4169 m di altezza (vedi immagine) nelle Hawaii (vedi link interessante sito su livello CO2)– e pur  essendo un dato  ancora preliminare,mauna-loa-observatory secondo l’Agenzia americana dell’atmosfera e degli oceani (NOAA), s tratta solo di una questione di giorni. Uno strumento analogo a San Diego, in California, ha registrato 399,73 ppm (vedi schermata sito co2now.org), ma la co2nowtendenza all’aumento è costante. Una rilevazione, quella della CO2 in atmosfera, iniziata a livello accurato nel 1958, quando la concentrazione era di 316 ppm. I dati scientifici assicurano che negli ultimi 800 mila anni non erano mai stati superati i 300 ppm. Dall’inizio della prima rivoluzione industriale, circa 200 anni fa, la concentrazione di anidride carbonica è costantemente aumentata. Per la comunità scientifica internazionale non vi ‘è alcun dubbio che questo aumento sia legato alle attività umane e che l’aumento della CO2 nell’atmosfera è la causa numero uno dell’incremento delle temperature media globali. A seguire il trend dell’ultimo anno di rilevazioni di CO2 dell’Osservatorio Hawaiano.

400-ppm
Sono gli scienziati di Greenpeace citando a fornire maggiori ragguagli sulle ultime rilevazioni del NOAA sostenendo che “gli attuali livelli di concentrazione di CO2 in atmosfera furono raggiunti tra i 3,2 e i 5 milioni di anni fa: quando le temperature medie erano tra i 3 e i 4 gradi centigradi più alte di adesso e le regioni polari più calde di 10 gradi centigradi rispetto a oggi”. A quel tempo l’estensione dei ghiacci era estremamente limitata, rispetto a quella attuale, e il livello dei mari tra i 5 e i 40 metri più alto di oggi. Un tasso di crescita quello della CO2 che non ha davvero precedenti e che, secondo Greenpeace, se le emissioni di gas serra continueranno con questo incredibile trend, (cosa assolutamente non auspicabile), il nostro pianeta raggiungerebbe i 1.000 ppm nel giro di 100 anni, laddove, invece, aumenti di concentrazione di appena 10 ppm richiedevano, nelle ere anche di più intensi cambiamenti climatici,oltre mille anni.

co2nowschermata
Sempre secondo GreenPeace, “Un livello altissimo che rappresenta l’ennesimo campanello d’allarme rispetto ai cambiamenti climatici in corso nel Pianeta”. Secondo Andrea Boraschi, Responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia, “La nostra dipendenza dalle fonti fossili ci ha condotti oltre l’ennesima soglia di distruzione del clima. Ciò che siamo purtroppo riusciti a fare in poco più di un secolo aveva richiesto alla natura, in altre ere, migliaia di anni. Tuttavia, gli imprenditori delle fonti fossili e i governi che garantiscono le loro fortune economiche, continuano a progettare un futuro di energie sporche spingendo il cambiamento climatico verso un punto di non ritorno. E questo nonostante l’alternativa per una vera rivoluzione energetica esista, oggi, e sia concreta e praticabile: è nelle fonti rinnovabili e nell’efficienza energetica“. Parole quelle di Boraschi a cui credo ci sia poco da aggiungere, se non constatare con amarezza, un Governo che ancora una volta non sa assumere quella risolutezza di decisioni, ancora troppo condizionato dalle “resistenti lobbies fossili”, che in Italia avrebbero ancor meno ragioni.

A seguire, un video tratto dalla trasmissione di Fabio Fazio, “Che Tempo che fa“, in cui il climatologo Luca Mercalli ci parla del tema e della sua evoluzione temporale

Di seguito uno straordinario grafico animato “Land Temperature Anomaly Videos” di Berkeley Earth, che fa vedere l’evoluzione della temperatura terrestre dal 1750 ad oggi


 

Sauro Secci

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