G.A.S. (Gruppi di Acquisto Solidale): grande occasione di crescita per il consumatore

prodottibioIn questo blog, parlando di sostenibilità e di tutto quello che ci gravita intorno, non manchiamo mai di scomodare il termine di “sussidiarietà”, tutto quell’insieme di azioni provenienti “dal basso”, in cui il cittadino, riuscendo ad organizzarsi in comunità, riesce a sussidiare e certe volte a sostituirsi, per esempio in alcuni servizi sociali, allo stato, ed in questo ambito in Italia esiste davvero uno straordinario volontariato. Questo concetto, enfatizzato ulteriormente dall’attuale crisi economica, si sta diffondendo sempre più spesso all’ambito dei consumi, che vede comunità di cittadini mettersi insieme per approvvigionarsi di beni alimentari e non, in un contesto di consumo consapevole e responsabile, che tiene adeguatamente in conto dei risvolti etici e sociali, in un contesto di riduzione della filiera tra produttore e consumatore di beni. Proprio tempo fa avevo trattato in questo ambito la nascita, soprattutto in regioni del Nord Europa, delle cosiddette comunità energetiche (vedi post). Quello del cosiddetto “consumo collaborativo” è un fenomeno che viene da millenni e che si basa sulla solidarietà e sulla condivisione di beni, che viene rispolverato sopratutto in tempi di crisi come quelli che stiamo vivendo ma pieno di insegnamenti profondi per l’uomo. Così nascono esempi di  tosaerba di frazione o trapani di condominio. Un tema quello dell’uso condiviso dei beni che  fornisce tante importanti ricadute, come, ad esempio, possedere collettivamente un trapano tra diverse famiglie di un condominio o un tosaerba per diverse famiglie con un piccolo giardino, di ordine economico, dal momento che si spende solo una parte della cifra necessaria all’acquisto, ma anche di altro tipo come la non contemporaneità dell’utilizzo ottenuta con una semplice disciplina interna, o, per esempio, meno rumore contemporaneo. Un concetto che vede, dall’antichità, verbi come riuso, dono, condivido, noleggio, utilizzo in multiproprietà o servizi innovativi per la mobilità sostenibile come il carsharing o il carpooling che, seppure con qualche lentezza iniziale, si stanno diffondendo sempre più.

Uno dei fenomeni più significativi di questi ultimi anni in questa direzione, è statogruppi_d_acquisto_solidale1 sicuramente, in molte parti d’Italia , la nascita dei cosiddetti G.A.S., avvenuta soprattutto nelle grandi città, dove maggiore è la pressione delle grandi catene distributive ed esistono grandi condomini abitativi. Un GAS, acronimo di Gruppo di Acquisto Solidale, è appunto un insieme di cittadini che uniscono, a valori ecologici di alternativa alla sempre più imperante grande distribuzione, valori etici e partecipativi, in un contesto di approccio dal basso, con l’obiettivo di rimozione della inermità del cittadino consumatore nella catena del consumo. Una iniziativa, quella dei GAS, che esordisce in Italia già nel 1994 con la nascita del primo gruppo a Fidenza, quindi a Reggio Emilia e in seguito in diverse altre località. Nello stesso periodo si diffonde in Italia l’operazione “Bilanci di Giustizia”, lanciata a fine ’93, che chiede alle famiglie di verificare sul bilancio famigliare l’incidenza delle loro modifiche allo stile di vita. Quando possibile, ed in città e grandi centri è anche più facile, le famiglie si aggregano in gruppo su temi di interesse comune organizzandosi per praticare comportamenti equi nella loro zona, praticando, tra le loro attività acquisti collettivi. Nel 1996 viene pubblicata dalla EMI (Editrice Missionaria Italiana) la prima “Guida al Consumo Critico” (link GCC 2012), da parte del Centro Nuovo Modello di Sviluppo, in provincia di Pisa (link sito) fondato nel 1985 e coordinato, da uno dei primi allievi di Don Lorenzo Milani alla scuola di Barbiana, Francuccio Gesualdigesualdi_grande (foto a destra), personaggio davvero emblematico in questo senso. La guida, aggiornata negli anni, conteneva informazioni sul comportamento delle imprese più grandi per guidare la scelta del consumatore. L’ampio elenco di informazioni documentate sulle multinazionali accelera il senso di disagio verso il sistema economico e la ricerca di alternative. Nel 1997, poi, nasce la rete dei gruppi d’acquisto, allo scopo di collegare tra loro i diversi gruppi, scambiare informazioni su prodotti e produttori, e diffondere l’approccio alla base del funzionamento dei gruppi d’acquisto. Molti passi sono stati fatti in questi oltre 15 anni, ed oggi i gruppi di acquisto solidale dispongono di un coordinamento nazionale (link sito Rete Nazionale di collegamento dei G.A.S.).

In questa esperienza in continua evoluzione, sia in termini di visibilità che di nuovi gruppi di acquisto, che partendo dai beni alimentari si è anche estesa ad altri ambiti, come quello delle energie rinnovabili, sempre più importanti i principi articolati che regolano la vita della comunità di consumo, motivata da precise regole di buon senso e di vivere civile. Un decalogo per chi intende avvicinarsi ad un GAS, finalizzato a precise regole di buon senso e vivere civile a cui deve attenersi l’aderente e che definisce bene un profilo di avvicinamento alla filosofia ispirativa di un G.A.S. è il seguente:

  1. I Gas nascono dalla vicinanza territoriale e sociale. Quindi è bene scegliere un gruppo che operi vicino a dove si vive.
  2. Le scelte alimentari devono rientrare nell’area del biologico o del “sistema integrato”, comunque con garanzia di genuinità e adeguata certificazione rilasciata da enti indipendenti e legalmente riconosciuti.
  3. Il Gas deve ricercare il minore impatto ambientale, prevalentemente attraverso l’approvvigionamento locale (km 0).
  4. Attraverso la promozione della “filiera corta”, senza passaggi di intermediazione che aumentano sprechi e imballaggi, il Gas favorisce un sistema distributivo che porta vantaggi sia al consumatore, con minori prezzi finali, che al produttore, con una remunerazione migliore, in uno spirito di solidarietà reciproca.
  5. Il Gas, oltre al biologico, sostiene il circuito equo e solidale per combattere lo sfruttamento dei lavoratori, favorendo le imprese che ne rispettano i diritti con regolari contratti e giusto compenso.
  6. I partecipanti al Gas, senza delegare la propria partecipazione, devono dare la loro disponibilità ad offrire una parte del loro tempo all’organizzazione e al miglioramento del funzionamento del gruppo.
  7. Il Gas promuove il dialogo, lo scambio di idee e il confronto per favorire l’aggregazione sociale. Propone iniziative culturali, di approfondimento economico e politico, finalizzate a favorire la sperimentazione e la pratica di un sistema di mercato e di consumo alternativo a quello dominante.
  8. Il Gas spinge a condividere esperienze e azioni in uno stile non aggressivo nello stare insieme, in modo di evitare stress, atteggiamenti superficiali e irrispettosi, che purtroppo caratterizzano i tempi in cui viviamo.
  9. L’organizzazione del Gas è orizzontale e basata sul criterio di rotazione e alternanza per i diversi ruoli e compiti da svolgere.
  10. Il Gas promuove il rispetto dei diritti del consumatore, attraverso acquisti consapevoli, ad esempio rispettando la stagionalità dei prodotti, dando valore alla tracciabilità e alla trasparenza delle etichette.

Sicuramente una occasione in cui, ancora una volta, l’approccio comunitario agli aspetti della vita, che tanto aveva contraddistinto, come base fondante, la civiltà contadina di un tempo, si propone per ridare quella sovranità al cittadino, praticamente annullata nella società dei consumi che ci sta sempre più opprimendo. Un ulteriore tassello del mosaico di un mondo che può davvero cambiare se si pensa anche che, in Italia, secondo le ultime statistiche, sarebbero già oltre 7 milioni gli italiani che effettuano i propri approvvigionamenti alimentari attraverso Gruppi Organizzati Solidali. Ha titolo di riferimento riporto di seguito la home page del sito dei GAS dell’area fiorentina.

Sauro Secci

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4 risposte a G.A.S. (Gruppi di Acquisto Solidale): grande occasione di crescita per il consumatore

  1. Silvia ha detto:

    Ho letto con grande piacere questo articolo. Io ho conosciuto la realtà dei gruppi di acquisto solidali proprio da una testimonianza di Gesualdi. E, per quella che è la mia esperienza, oltre all’estremo valore di acquistare consapevolmente (consapevolezza del prezzo, dell’origine del prodotto), conoscendo anche personalmente i produttori, un altro aspetto bellissimo è quello dei rapporti che si creano. E per una come me, nata in un paesino e poi trapiantata in città, ha un valore immenso. Che ha il sapore delle radici. E di casa!

  2. saurosecci ha detto:

    Cara Silvia, credo che l’aspetto che tu ben evidenzi della relazione nello scambio di beni sia il valore fondamentale che si porta dietro se tutto il resto dei vantaggi

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