Consumo del suolo: Ermete Realacci deposita la nuova proposta di legge

punta-perotti1Proprio in questi giorni si è celebrata la Giornata mondiale della terra Earth Day, di cui ho dato conto in un recente post, una manifestazione che culminerà domenica prossima in Italia, con la Marcia per la Terra indetta dal Forum nazionale “Salviamo il Paesaggio”. Una marcia che riporta forte all’attenzione un tema che ho anche recentemente affrontato nel post “Consumo di suolo: il Cancro che divora il Bel Paese”, e che richiede forte ed urgente una legge che arresti il consumo di suolo, in un paese, che, come dice l’ISPRA, si perdono 8 metri quadri al secondo di un terriotorio ad altissima vulnerabilità idrogeologica e sismica (vedi post “Dissesto idrogeologico: 15 anni per un paese sicuro….). Ed è proprio su questa linea che si è mosso in questi giorni Ermete Realacci, responsabileermete-realacci green economy del PD, depositando la proposta di legge “Norme per il contenimento dell’uso di suolo e la rigenerazione urbana”. Una legge fondamentale per far ripartire, questa volta in maniera veramente sana, quel settore dell’edilizia, autentico traino della ripresa economica, atavicamente assediato da cemento e malavita come cancri voraci. Una edilizia basata su riuso e riqualificazione dell’esteso patrimonio edilizio esistente, basata sui nuovi criteri della bioarchitettura, delle tecnologie di efficienza energetica e di una nuova accezione dell’edificio come nodo attivo di produzione e consumo di energia, in una rete energetica in piena evoluzione smart. Secondo Realacci “La proposta che vuole essere trasversale è aperta al sostegno di tutte le forze politiche, ha giá raccolto la firma di molti altri colleghi e spero possa iniziare rapidamente il proprio iter in Parlamento“. Secondo Istat, in Italia la quota di territorio con copertura artificiale è pari al 7,3% del totale contro una decisamente più bassa media europea del 4,3%, con la perdita di oltre 40 ettari di suolo naturale al giorno, nonostante l’Istituto per la finanza e l’economia locale stimi un patrimonio di 130 milioni di metri quadri di superficie dismessa. Sulla base di questi dati, secondo Realacci “continuare ad alimentare la cementificazione e l’impermeabilizzazione del territorio, significherebbe fare scempio del nostro paesaggio e della sua bellezza, aggiungendo che questo finirebbe per rendere ancor più vulnerabile il nostro territorio dal punto di vista idrogeologico. Nella nuova proposta sono state individuate anche le motivazioni per è necessario contenere il consumo di suolo e mitigarne gli impatti, penalizzando il consumo di suolo vergine attraverso l’istituzione di una contribuzione per i nuovi insediamenti, finalizzata alla tutela del suolo e alla rigenerazione urbana, supportato anche dalla nuova istituzione di un Registro nazionale del consumo del suolo“.

Sauro Secci

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