Energia: ecco l’analisi della Commissione Saggi insediata dal Presidente Napolitano

saggi-giorgio-napolitanoIeri i cosiddetti “Saggi” individuati e messi al lavoro dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, anno consegnato gli elaborati sotto forma di due distinte relazioni, una legata alle riforme istituzionali ed un’altra legata alle riforme economiche e sociali. E’ proprio nella seconda relazione, riferita alle riforme economiche e sociali ed elaborata dai saggi Filippo Bubbico, Giancarlo Giorgetti, Enrico Giovannini, Enzo Moavero Milanesi, Giovanni Pitruzzella e Salvatore Rossi che, da pagina 46, c’è lo spazio dedicato alla questione ambientale e dell’efficienza energetica, strettamente legate ed interdipendenti, nelle quali si fa bene a precisare come il concetto di ambiente vada esteso non solo alla protezione (ne ho lungamente e ripetutamente parlato in vari post che non elenco per brevità), per la quale ci sono ancora enormi voragini da colmare ma anche al mantenimento attraverso il miglioramento continuo. Pur aspettandomi ovviamente qualcosa di più coraggioso, nella elaborazione della commissione c’è un invito perentorio a rompere le resistenze monopoliste, aprire pienamente il mercato alla concorrenza specialmente per quello elettrico (questo sarebbe già tanto se si pensa alla discutibile elaborazione della SEN da parte del Governo Monti (vedi post “Trivelle d’Italia….)). Infatti come si evince dalla relazione del Gruppo di Lavoro “Nel settore della vendita al dettaglio esiste ancora un grado di concorrenza modesto”. La proposta quindi è quella di “definire per via normativa la data oltre la quale uscire definitivamente dal regime di maggior tutela” per affidarsi alle “sole forze del mercato”.

Per quanto riguarda invece il cronico problema della overcapacity termoelettrica messa ancor più in risalto dalla straordinaria rivoluzione rinnovabile, secondo gli esperti andrebbe tradotta in una “opportunità economica”. L’idea sarebbe quella che l’Italia dovrebbe sfruttare la “carenza di capacità e di flessibilità” del Vecchio Continente e diventare “esportatore netto di servizi di flessibilità”.
Tutt’altro scenario invece sul fronte del mercato del gas, che deve affrontare “gravi carenze di flessibilità dei sistemi approvvigionamento” (prevalentemente via condotte), che frena la concorrenza e mantiene alti i prezzi. Per i saggi, quindi, la via maestra è dare “subito” attuazione agli indirizzi della SEN, puntando sui rigassificatori già costruiti o autorizzati, anche se su questo tema, aggiungo io, ci sono ombre lunghe di sprechi relativi a sviluppo di progetti concorrenti e sicuramente poco coordinati un una logica di contesto, praticamente sugli stessi tracciati come il TAP Trans Adriatic Pipeline e ITGI, che arrivano sulle coste pugliesi a poche decine di chilometri di distanza dalle stesse provenienze di approvvigionamento (vedi post “Hub del gas e SEN…..).
Un atteggiamento più cauti per i saggi in tema di servizi pubblici locali come acqua, rifiuti e illuminazione), dove l’ingresso di investitori privati, pur se da caldeggiare, va necessariamente bilanciato con “forti poteri di regolazione” da parte dell’Autorità per l’Energia con la proprietà pubblica delle infrastrutture. In ogni caso l’apertura ai privati deve avvenire in regime di concessione tramite gare. Per quanto attiene al tema idrico a seguito delle risultanze del referendum del 2011 “va garantito lo status di bene comune”. Mentre per i consumatori a basso reddito deve essere assicurato “l’accesso a condizioni di favore”.
Capitolo a parte quello riservato all’ambiente, dove, molto legittimamente è stata dedicata grande attenzione alla promozione dell’efficienza energetica, pur se strettamente in linea anche qui con gli obiettivi della SEN. I saggi propongono la razionalizzazione degli incentivi alle FER a favore del risparmio energetico, rendendo permanente, e questo è davvero un aspetto fondamentale, la detrazione Irpef del 55%, introducendo nuovi standard minimi per gli edifici, evitando di continuare a costruire edilizia “colabrodo energetico”
Sulla revisione degli incentivi alle rinnovabili, molto opportuna la precisazione del Gruppo di Lavoro che sostiene che andrebbe compensata da una forte “semplificazione del processo si autorizzazione per i nuovi impianti” (sarebbe l’’ora aggiungo io…..)
Chicca finale e non certo di poco conto, infine la raccomandazione dei saggi di “riprendere quanto prima la discussione” del Ddl delega fiscale, che prevede nel pacchetto, attesa da tempo immemorabile, la cosiddetta “carbon tax”, con il DDL che giace da novembre in commissione Finanze del Senato ( e anche questa…..)
Per il capitolo energia infine, uno sconfinamento nella relazione del GdL delle riforme istituzionali. Circa un altro incompiuta della scorsa legislatura, riferita al DdL di riforma del Titolo V della Costituzionale, che suggerisce al riguardo di rimetter mano al “punto più critico” della riforma del 2001, circa la ripartizione delle competenze. A parare dei saggi il numero delle materie concorrenti, andrebbe “radicalmente sfoltito”, riportando sotto la competenza esclusiva dello Stato, tra l’altro, “l’attività di produzione e trasporto di energia di interesse nazionale”.
Per quanto mi riguarda, anche se c’era da aspettarsi maggiore coraggio, nelle elaborazioni dei saggi ci sono comunque elementi fondamentali da recepire per chi si accinge a guidare il paese, lasciando a questi ultimi l’ardimento residuo necessario, per ridare anche attraverso i fondamentali aspetti energetico-ambientali un volto davvero nuovo all’Italia.

Sauro Secci

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