Jeremy Rifkin e la strada verso la terza rivoluzione industriale: che aspettiamo???

rifkin_soloAppuntamento di grande rilevanza quello organizzato dal Comune di Reggio Emilia guidato dall’attuale presidente ANCI Graziano Delrio, Car Server e Gruppo 24Ore svoltosi venerdì scorso 5 aprile presso il Centro Malaguzzi di Reggio Emilia, dal titolo “Economie. La riscoperta dei modelli collaborativi”, cultimato con la lectio magistralis finale dell’economista ambientale Jeremy Rifkin, uno degli economisti più innovativi degli ultimi decenni e autore di numerosi libri sul tema, che ha parlato de “La strada verso la terza rivoluzione industriale”, e che ho avuto la possibilità di seguire. Jeremy Rifkin è consigliere dell’Unione Europea e di vari capi di stato del mondo, al riguardo è stato proprio il governo tedesco di Angela Merkel ad ispirarsi alle sue indicazioni, oltre che essere Senior Lecturer del Wharton School’s Executive Education Program dell’Università della Pennsylvania e presidente della Foundation on Economic Trends di Washington, D.C..
Una location non casuale quella della città emiliana, dal momento che Rifkin è una dellerifkin_image_gallery_555 intelligenze “amiche di Reggio Emilia” insieme a Howard Gardner, professore alla Harvard Graduate School of Education, direttore di Harvard Project Zero, James Heckman, premio Nobel per l’Economia, professore alla Chicago University e a Romano Prodi, docente di Economia e Politica industriale, già presidente della Commissione europea e presidente del Consiglio dei ministri italiano, al cui pensiero si ispira il percorso del Progetto Area Nord per una nuova economia della conoscenza proprio a Reggio Emilia. Significativa l’introduzione proprio di Romano Prodi, amico e conoscitore del pensiero dell’economista americano, che ha detto: “Studio economia dal 1961, non ho mai visto una crisi come quella attuale, occorre uno scatto di fantasia, studiare i modelli innovativi che ci vengono proposti, fra cui i modelli a reti, e poi vedere cosa mettere in pratica”. Rifkin, introducendo l’argomento, di fronte all’ampio e variegato tessuto economico-produttivo dell’Emilia Romagna e nazionale, nella sua lunga esperienza internazionale ha riconosciuto nell’Italia il paese più creativo al mondo, un motivo in più per puntare decisi verso la terza rivoluzione industriale, in una regione con un fortissimo tessuto economico radicato nel territorio, che ha grandi opportunità di sviluppo nella nuova economia, con tanti e significativi portatori d’interesse.

Secondo Riflkin dopo la prima rivoluzione industriale, quella del carbone e del “vapore”, del IXX secolo e la seconda rivoluzione industriale del petrolio e dell’”elettricità” del XX secolo, entrambe con connotazioni profondamente centralizzate ed a “sviluppo verticale”, e quindi con una fortissima centralizzazione di poteri, siamo già entrati, oggi, nella “Terza rivoluzione industriale”, basata su un nuovo paradigma per la nostra società non più basato sulla dipendenza energetica dal petrolio, capace di sfruttare a pieno le energie rinnovabili e mutare radicalmente i rapporti economici, la politica, l’ambiente, l’istruzione. In sostanza la rivoluzione delle reti è quindi modellata su uno sviluppo orizzontale, o ancora più precisamente a “sviluppo laterale”, molto più democratica e partecipativa, che, dopo avere indotto grandi cambiamenti nelle telecomunicazioni e nella rete internet, sta entrando inesorabilmente nelle reti di interconnessione elettrica, destinate a diventare bidirezionali in un grande “web elettrico”. Un tema a me molto caro e che ho trattato spesso nel blog come nel post “Modello energetico distribuito: trasformazione inesorabile”, e che Rifkin ha più volte ribadito nella sua esposizione, vedendo il futuro del regime energetico in forma distribuita e collaborativa in alternativa all’attuale e molto più totalitario modello centralizzato e gerarchico. Un modello capace di rivedere il potere, che sarà così più laterale, organizzato in punti diffusi dei territori e della società e operativo nella configurazione a network. Un futuro nel quale Rifkin vede come una immensa rete capace di raccogliere, accumulare e rendere disponibile all’abbisogna, il meglio delle potenzialità energetiche rinnovabili europee ed anche mediterranee (esempio: l’idroelettrico norvegese, l’eolico irlandese, il solare di Italia, Spagna, Grecia, etc.).
Condensando i concetti, Rifkin ha raccolto in cinque grandi pilastri integrati e convergenti il suo programma di azioni:

  1. passaggio a fonti di energia rinnovabile; 
  2. trasformazione del patrimonio edilizio di ogni Paese in micro-centrali energetiche per la raccolta di energia rinnovabile sul posto, rilevando come la Germania, oggi al 22% di energia da rinnovabili con obiettivo del 35% nel 2020, ha già riconvertito energeticamente, con il pieno consenso dei tre partiti principali, ben 1.000.000 di edifici (vedi al riguardo un mio post “Volkswagen e la micro generazione a stormo….);
  3. l’impiego dell’idrogeno e altre tecnologie di stoccaggio in ogni edificio e infrastrutture per immagazzinare risorse energetiche discontinue e intermittenti come eolico e fotovoltaico;
  4. l’utilizzo della tecnologia di internet per trasformare la rete energetica di ogni Stato in una rete internet energetica che agisca come internet (quando milioni di edifici produrranno una piccola quantità di energia locale, sul posto, potranno rivendere il surplus di energia alla rete e condividere l’elettricità con i loro vicini di continente);
  5. la transizione della flotta dei trasporti verso l’adozione di veicoli elettrici a plug-in e a pila a combustibile che possano acquistare e vendere energia basandosi su una rete intelligente, interattiva e continentale.

Una svolta economica e soprattutto culturale, capace di andare oltre le strutture produttive industriali e di “sussistenza” classiche, secondo Rifkin, che, se attuata con coraggio e grande spirito innovativo, darà enormi benefici in termini occupazionali e di nuove professionalità, con un amplissimo coinvolgimento di giovani e donne, oggi ai margini dei contesti lavorativi. Un esigenza come rileva Rifkin, posta prepotentemente da cambiamenti climatici sempre più estremi: “Abbiamo più inondazioni, più incendi, più desertificazione… Il cambiamento climatico segna la crisi della nostra specie”.

In conclusione del intervento, l’economista statunitense ha ribadito che la terza Rivoluzione Industriale è basata su elementi ben definiti, ad iniziare dalla nuova convergenza tra comunicazione ed energia con la creazione di milioni di nuovi posti di lavoro, incrementati, nei primi 40 anni, per la realizzazione della parte infrastrutturale, fondamenta per un’economia globale sostenibile del ventunesimo secolo”. Un’emergente età collaborativa, network sociali e forze lavoro professionali e tecniche: questo il risultato della ricetta offerta dall’economista americana Jeremy Rifkin, che ha dato la sua piena disponibilità ad iniziare da subito una concreta cooperazione. La cosa da verificare secondo Rifkin, sarà la effettivarifkin disponibilità ad una “democratizzazione dell’economia” da parte di imprenditori e manager, semi da gettare per far nascere e costruzione di un nuovo tipo di società sono stati gettati; attendendone i frutti. Alla conclusione dell’interessante evento, il Sindaco di Reggio Emilia, Graziano Delrio ha consegnato a Rifkin il Primo Tricolore italiano (foto a destra), nato proprio nella città emiliana il 7 gennaio 1797.
Concludendo, non mi rimane che domandarmi, se, tra i nuovi decisori politici che si apprestano (spero prima possibile) a guidare il nostro paese, non sia arrivato finalmente il momento di cambiare rotta, oppure non ci bastano tutti i segnali che quotidianamente arrivano??

Sauro Secci

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Fonti Rinnovabili, Efficienza Energetica, Ambiente, In evidenza e contrassegnata con , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a Jeremy Rifkin e la strada verso la terza rivoluzione industriale: che aspettiamo???

  1. Pingback: Terza rivoluzione industriale e web elettrico: la Cina annuncia un piano da 82 miliardi di dollari per l’Internet dell’Energia | L'ippocampo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...