“Tutti uguali sulla carta”: ricordando Arno Peters e l’importanza della geografia nel mondo globalizzato

atlante_geografico_de_agostiniMolto spesso introducendo gli argomenti che cerco di approfondire, mi capita di ritornare ai bellissimi ricordi dei banchi di scuola delle elementari, di una scuola della campagna toscana, con tanto di inchiostro e calamaio, penne e pennini, in una multi classe, come succedeva molto spesso negli anni ’60 nei piccoli paesi di campagna in migrazione dalla civiltà contadina, ricchissima di valori, verso l’industrializzazione del boom economico, molto promettente ma che non ci diceva ancora tutto quello che ci avrebbe portato. Dietro quei banchi immediata, da parte mia, la prorompente passione per una materia che mi apriva l’immaginazione come la geografia, in un epoca dove distanze di appena 100 Km erano ancora siderali, con il leggendario Atlante De Agostini ricevuto in regalo in seconda elementare nel 1963, che ancora custodisco gelosamente come un cimelio. Una materia la geografia, sminuita inspiegabilmente dalle ultime riforme scolastiche, proprio in piena globalizzazione, strettamente correlata con la storia, fondamentale per spiegare e motivare eventi geo-antropici, nell’individuazione e nella comprensione dei rapporti di interdipendenza, nella valutazione critica dell’organizzazione del territorio e delle azioni e degli interventi che lo vanno a modificare. Ricordo proprio nel 2010 di avere aderito con passione ad una raccolta di firme promossa dall’AIIG, l’Associazione Italiana Insegnanti di Geografia (link sito AIIG) per cercare di frenare l’assurdo declassamento della materia, presentata, insieme ad una adeguata base documentale, alle Commissioni Cultura di Camera e Senato e che registrò un gran numero di adesioni anche di prestigio come l’architetto Paolo Portoghesi, il Rettore della Sapienza Luigi Frati, il famoso documentarista Folco Quilici, e Luca Mercalli, il meteorologo della trasmissione di Fabio Fazio “Che tempo che fa” solo per citarne alcuni. Una materia la geografia fondamentale per determinare il nostro rapporto con il mondo, in un epoca in cui risulta irrinunciabile una educazione alla mondialità capace di determinare nuove e più giuste visioni del mondo. Ed è proprio qui che cade il primo mito, il leggendario planisfero di Mercatore, appeso da anni ad un gran numero di pareti scolastiche, partorito appunto, sulGerardus_Mercator finire del 1500 da Gerardus Mercator (immagine a destra), latinizzazione di Gerard de Cremer, un cartografo belga vissuto nel 16° secolo, che ancora oggi è il riferimento cartografico per l’apprendimento della geografia. Un riferimento palesemente “taroccato”, perché assolutamente non rispettoso dei rapporti di superficie tra continenti ed aree del mondo. Per questo vorrei riportare alla attenzione, l’opera di un grande storico e cartografo contemporaneo tedesco, scomparso nel 2002, Arno Peters. Un uomo che attraverso il suo approccio cartografico ha riportato eguaglianza nei rapporti di superficie rispetto alla cartografia eurocentrica ed assimilata alle logiche espansionistiche e di conquista dei navigatori-conquistatori europei di quegli anni, poi divenuta convenzionale. Proprio nel 2009 avevo toccato il tema in occasione dei contrasti intervenuti tra paesi sviluppati e paesi poveri del mondo nel corso della Conferenza Internazionale sui cambiamenti climatici COP15 svoltasi a Copenaghen alla fine di quell’anno (post “Copenaghen e la cartografia del mondo”). Neanche a farlo apposta, questo squilibrio cartografico truccato che ci fa vedere le terre emerse dell’emisfero boreale nettamente più grandi a danno di quelle dell’emisfero australe, è intervenuta l’elezione di un Papa così dirompente e ricco di novità, che proprio dall’emisfero australe e dal Sud del mondo proviene, come Francesco I, di cui avevo parlato proprio alcuni giorni fa (vedi post recente).
peters_vs_mercatoreE’ importante precisare che non esistono carte geografiche giuste e carte sbagliate, ma che ogni carta contiene deformazioni e mette in risalto alcune caratteristiche peculiari come dicevo per il planisfero di Mercatore ottimale per la navigazione grazie alla isogonia anche se rispecchia la mentalità eurocentrica dell’epoca, con l’Europa che si sentiva il centro politico ed economico del mondo allora conosciuto e guardava con interesse ad altre terre lontanissime e foriere di grandi ricchezze, assolutamente inadeguato per intraprendere nuovi percorsi educativi alla mondialità. Si tratta di un evidente e forzato abbassamento della linea dell’equatore operato da Mercatore che rimpicciolisce pesantemente il Sud del mondo.
ArnopetersFu proprio Arno Peters (foto a sinistra), nel 1973, a regalarci questa nuova e più coerente visione del mondo, basata sul primario rispetto delle superfici, sulle quali è basato un altro pilastro dell’insegnamento delle basi dell’equità e della sostenibilità nell’utilizzo delle risorse del pianeta, come l’impronta ecologica, messa a punto 17 anni fa da due ricercatori canadesi, William Rees e Mathis Wackernagel, che proprio sulla superficie disponibile del pianeta tra i popoli basa le sue fondamenta e di cui avevo parlato qualche anno fa (post “L’impronta ecologica: una riflessione sugli stili di vita”). Ma vediamo di capire meglio quali sono stati i principi ispiratori del grande cartografo tedesco Peters, che mi farebbe piacere fosse ricordato di più per la sua opera, che si possono riassumere nelle seguenti linee principali:

  • Fedeltà alla superficie: le inevitabili deformazioni sono distribuite omogeneamente su tutte le aree del globo (paesi, continenti, mari); ogni area è rappresentata secondo le sue reali dimensioni.
  • Fedeltà all’asse: tutte le linee Nord-Sud sono verticali. Cioè, tutti i punti sono nel loro rapporto preciso: nordest, sudest, nordovest, sudovest e la posizione di ciascun punto è immediatamente identificabile in termini di meridiano o di fuso.
  • Fedeltà alla posizione: tutte le linee Est-Ovest sono parallele ed orizzontali. Il rapporto di qualsiasi punto della carta con la sua distanza dall’Equatore o con l’angolo del sole può essere facilmente determinato.
  • Totalità: la Terra è completamente rappresentata, senza “tagli” o doppie rappresentazioni.
  • Proporzionalità: cioè regolarità nella distribuzione degli errori che non sono concentrati tutti nelle aree culturalmente più lontane.
  • Colori base per ogni continente: tradizionalmente le colonie avevano lo stesso colore degli stati colonizzatori. Peters sceglie un colore base per ogni continente ed assegna ai singoli paesi delle varianti di sfumature per definire le nazioni.

Una bella immagine della carta di Peters tratta dal sito ASAL

carta_peters_piccola_logo_asal

Dopo la sua scomparsa, avvenuta nel 2002, l’eredità di Peters è stata portata avanti, per il nostro paese, dalla ONG Asal di cooperazione e di educazione allo sviluppo che, raccogliendone l’eredità, cura l’edizione italiana del Planisfero ad aree equivalenti da lui coniato, distribuendolo in Italia (link sito ASAL). Dal sito ASAL, questo bellissimo video, fantastico per la didattica, che spiega con rara efficacia l’opera del cartografo tedesco e la sua visione del mondo, nella quale, pur nella alterazione degli angoli, lo stesso propone la esatta trasposizione grafica dal punto di vista scientifico, nel rapporto equo tra Nord e Sud che vorrei con tutto il cuore, un giorno spero non lontano, vedere realizzato anche oltre i confini della geografia. Un video dallo straordinario valore educativo, che, partendo dalle radici della cartografia per presentare le diverse rappresentazioni della Terra sul piano attraverso i secoli e le culture, propone una riflessione sulle immagini del mondo e gli stereotipi nella comunicazione per allargare lo sguardo alle diverse realtà socio culturali e all’importanza della comprensione e della cooperazione fra i popoli.

Tutti uguali sulla carta:

La ONG Asal mette a disposizione anche un set di strumenti divulgativi s di supporto alla ‘interpretazione della Carta, quali il volume “La nuova cartografia” (A.Peters), carte tematiche e materiale audiovisivo, offerte oltre che separatamente, anche in un unico format che li raccoglie tutti denominata “la Valigia di Peters”. Propongo a seguire due bellissime carte tematiche, elaborate sulla cartografia di Peters, la prima dedicata all’accesso all’acqua potabile, della quale, proprio in questi giorni si è celebrata la Giornata Mondiale.

carta_acqua_web

La seconda elaborata sulla base si uno degli indicatori alternativi al perverso PIL, come l’ISU (Indice di Sviluppo Umano).

carta_isu_web

A testimoniare l’estrema attualità del messaggio di Arno Peters, tradotta nel linguaggio dei media, vorrei proporvi un breve passaggio di una puntata di “The West Wing“, una serie televisiva americana andata in onda dal 1999 al 2006 sul canale televisivo NBC e ambientata nell’Ala Ovest della Casa Bianca (da cui il titolo) dove lavora il Presidente degli Stati Uniti d’America e il suo staff, vicino al famoso Studio Ovale, che fornisce un punto di vista interessante dei cartografi a favore della carta geografica di Peters contro quella convenzionale di Mercatore.

Riporto con grande piacere alcune citazioni e definizioni della sua opera da parte di Arno Peters:

“Dopo secoli di egocentrismo ora possiamo vedere il nostro paese dal punto di vista del mondo e non viceversa. Poiché si è sempre pensato che le carte geografiche riproducessero il mondo in modo obiettivo, scoprendone ora il carattere ideologico siamo esortati a verificare tutta la nostra concezione del mondo”

“Da cinquemila anni esistono le carte geografiche, e da tremila anni queste carte hanno contribuito a formare l’immagine che l’uomo ha del mondo. Scienziati, storici, papi, ricercatori, navigatori hanno disegnato delle carte, ma solo da 400 anni esiste il mestiere di cartografo. Come storico con interessi geografici ho studiato la storia della cartografia con particolare interesse. Mi resi conto della inadeguatezza delle carte terrestri esistenti che non favorivano, tra l’altro, la migliore soluzione che sempre sorge quando si trasporta la superficie terrestre su un foglio piano. La nuova carta, la mia carta, rappresenta in modo egualitario tutti i paesi della Terra…”

Ed in conclusione esce fuori il mio vizietto incontinente, con un auspicio che mi fornisce un artista nostrano che, con la piena maturità artistica, sa arrivare al cuore come pochi, come Lorenzo Cherubini “Jovanotti”, con la sua “Terra degli uomini”, titolo della canzone che si ispira ad un romanzo di Antoine de Saint-Exupéry, l’autore del celebre “Il piccolo principe“, che è un grande augurio per tutti noi per ritornare in armonia con il nostro pianeta nel segno dell’equità, riappropriandoci pienamente della funzione che è stata attribuita ad ogni uomo, di questo grande abbraccio fra terra e cielo, in un video per me molto bello, dal contenuto molto efficace ed evocativo del messaggio che voglio trasmettere. Si tratta di uno dei tanti street-video elaborati sul meraviglioso brano dell’artista toscano.

Concludo questo lungo (mi perdonerete), ma sentitissimo post, con una affermazione forte e perentoria “la Carta di Peters è uno strumento indispensabile per una corretta visione del mondo e per sviluppare nuove e differenti consapevolezze, sulla linea del rispetto fondamentale dei diritti di ogni popolo, per educare alla mondialità e all’intercultura!” Uomo moderno, torna sui tuoi passi con saggezza, per ritrovarti!

Sauro Secci

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11 risposte a “Tutti uguali sulla carta”: ricordando Arno Peters e l’importanza della geografia nel mondo globalizzato

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  7. Marcello Colasanti ha detto:

    Complimenti per l’articolo.

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