Efficienza Energetica: con il Rapporto ONRE 2013 crescono i Comuni virtuosi

eff_energeticaCome sappiamo da sempre la prima forma di energia pulita è senza dubbio quella risparmiata preventivamente, in un paese come l’Italia con un patrimonio edilizio, autentico colabrodo in termini energetici. Le nuove sensibilità ambientali e conseguentemente energetiche hanno indubbiamente molta strada da fare, anche per aspetti generazionali dipendenti da dinamiche temporali insormontabili, pur tuttavia segnali sempre più forti arrivano dai territori. Al riguardo è uscito in questi giorni, il nuovo rapporto ONRE 2013, Osservatorio cresme-logologo legambienteNazionale sui Regolamenti Edilizi, realizzato da Legambiente (link sito) in collaborazione con Cresme (Centro Ricerche Economiche Sociali di Mercato per l’ Edilizia e il Territorio link sito), e giunto alla sua quinta edizione, che è stato presentato in questi giorni a Milano. Il Rapporto fornisce una fotografia aggiornata delle politiche territoriali in materia di efficienza ed innovazione energetica ed ambientale nel panorama edilizio italiano su base comunale. Arrivano finalmente indicazioni anche numeriche importanti sul contagioso virtuosismo che sta caratterizzando le attività di alcuni Comuni italiani. Sono infatti oramai 1.003 le municipalità che, al 2012, hanno modificato i propri regolamenti edilizi in chiave di nuovi obiettivi di efficienza energetica ed ambientale attraverso il miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici andando oltre la normativa vigente. Più in dettaglio, il rapporto ONRE evidenzia un netto aumento del numero di regolamenti sostenibili con un incremento del 42,3% in più rispetto al 2010 ed addirittura dell’80% rispetto al 2009), rilevando inoltre un netto ampliamento delle tematiche di risparmio energetico affrontate come:

  • isolamento termico;
  • tetti verdi;
  • utilizzo di fonti rinnovabili;
  • efficienza energetica degli impianti;
  • orientamento e schermatura degli edifici;
  • riciclabilità dei materiali da costruzioni con enfatizzazione per quelli locali;
  • risparmio idrico e il recupero delle acque meteoriche e delle acque grigie;
  • isolamento acustico;
  • permeabilità dei suoli ed effetto isola di calore;
  • serramenti ad alte prestazione energetiche;
  • contabilizzazione del calore;
  • certificazione energetica;
  • pompe di calore;
  • caldaie a condensazione;
  • ventilazione meccanica controllata.

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Venendo alla analisi geografica dei cosiddetti “Comuni Virtuosi”, questi si concentrano nel centro nord del paese, con la provincia di Milano in testa con ben 318 Comuni (quasi un terzo del totale), seguita dalla Toscana con 133 amministrazioni e dall’Emilia-Romagna con 127. E’ stata proprio l’Emilia Romagna ad anticipare i disposti del Decreto 28/2011 circa l’obbligo di sviluppo delle energie rinnovabili, inglobandone una percentuale nella produzione del fabbisogno per riscaldamento, raffrescamento ed elettricità. Non parliamo poi delle Province autonome di Trento e Bolzano, da sempre riferimento ed autentica eccellenza in termini di efficienza energetica, che hanno esteso l’obbligo di costruire edifici a bassi consumo (almeno Classe B) a tutte le nuove costruzioni.

Uno strumento fondamentale anche per la pianificazione delle scelte a livello nazionale il Rapporto ONRE 2013, anche a fronte della recente entrata in vigore, avvenuta circa un anno fa, della Direttiva europea 2010/31/UE, che enfatizza molto l’importanza dell’efficientamento del parco edilizio come obiettivo fondamentale e prioritario per tutti gli Stati membri dell’UE, come indagine di grande importanza strategica, per fare il puntonZEBedificioaconsumoquasizerodienergia della situazione nazionale e di quanto ci sia ancora da fare (nella foto a destra un edificio NZEB Near Zero Emission Building) .
Ritornando alle tematiche di intervento di quel grande assieme di azioni che porta alle efficienza energetica degli edifici, cerchiamo di riepilogare in forma di tematiche disgregate, alcuni dei numeri contenuti nel Rapporto come:

  • Isolamento termico: si rilevano 781 regolamenti edilizi che prevedono il rispetto di precisi parametri di riferimento.
  • Tetti verdi: pur trattandosi di una pratica ancora scarsamente diffusa, il verde pensile è considerato nei regolamenti edilizi di 328 Comuni, che promuovono e incentivano la realizzazione di coperture verdi per migliorare l’isolamento termico delle costruzioni.
  • Serramenti: elementi fondamentali per assicurare insieme alla coibentazione dell’involucro abitativo (il cosiddetto “cappotto”), per garantire performance tecnico-economiche ottimali raggiungere il miglior benessere termico indoor, sono stati inseriti ed incentivati a fronte di specifici parametri qualitativi di trasmittanza, in 439 regolamenti edilizi comunali.
  • Isolamento acustico: un ambito di recepimento che vede due distinti livelli, con 220 Comuni che individuano un soglia limite alle emissioni acustiche, e 45 amministrazione nel’ambito delle quali il raggiungimento di determinati livelli obiettivo è addirittura sostenuto da incentivi.
  • Schermature e orientamento: un altro aspetto fondamentale e troppo spesso, sino ad oggi, trascurato o dato per scontato, regolamentato in 324 regolamenti edilizi, dove orientamento ed ombreggiatura delle pareti vetrate sono obbligatori, salendo poi ad un totale di 457 i Comuni se ad essi si sommano amministrazioni che affrontano comunque l’argomento a livello di normativa regionale.
  • Permeabilità dei suoli ed effetto isola di calore: questo fondamentale punto, per impedire il surriscaldamento delle aree urbane particolarmente sensibile nei grandi agglomerati urbani di cui avevo parlato anche in poco tempo fa in un post, oltre a fenomeni di allagamento in occasione di eventi meteorici intensi o alluvionali, vede 212 Comuni che hanno inserito questi due obiettivi nei loro regolamenti, con conseguenze di mitigazione delle esigenze di raffrescamento estivo.
  • Materiali da costruzione locali e riciclabili: un tema che vede enfatizzate le sensibilità legate all’origine dei materiali ed alla loro impronta ecologica ed all’energia impiegata per la loro produzione, vede 446 regolamenti edilizi comunali che affrontano il tema, con 50 Comuni che vanno anche oltre, incentivando la realizzazione di edifici che utilizzano materiali naturali e riciclati.
  • Utilizzo fonti rinnovabili: sicuramente la misura più recepita nell’ambito degli oltre 1000 regolamenti analizzati, con ben 856 amministrazioni che prevedono l’installazione di pannelli solari termici e fotovoltaici;
  • Risparmio della risorsa idrica: le Amministrazioni che hanno evidenziato il tema sono 570 totali, con diverse connotazioni: 505 prevedono l’obbligo, 15 che prevedono incentivi ed residui 50 si limitano ad una semplice promozione;
  • Recupero acque meteoriche: tema di grande attualità nonostante apparentemente meno rilevante, il recupero delle acque meteoriche, particolarmente significativo per comuni extraurbani per l’irrigazione di aree verdi, è stato affrontato da 556 Comuni, in 449 dei quali rappresenta un requisito obbligatorio.
  • Recupero acque grigie: ulteriore dimensione tematica del punto precedente, è presente in 199 Regolamenti, 39 dei quali ne fa un requisito cogente sia nei casi di nuove costruzione sia in quelli di ristrutturazioni.
  • Pompe di calore e caldaie a condensazione: 22 Amministrazioni comunali obbligano l’installazione di pompe di calore, in alternativa ad impianti a fonti rinnovabili, mentre sono 165 quelle che fanno promozione e 17 quelle in cui le installazioni sono incentivate.
  • Contabilizzazione individuale del calore: in 251 Amministrazioni sono previsti sistemi di contabilizzazione individuale del calore con impianto centralizzato di produzione, per 208 delle quali si tratta di un requisito obbligatorio nel caso di nuovi edifici o di nuova installazione del sistema di produzione di calore.
  • Ventilazione meccanica: sono 345 i Comuni che prevedano l’adozione di sistemi di ventilazione meccanica controllata e in 105 di questi è inserita nel Regolamento Edilizio, mentre sono 30 casi le amministrazione che incentivano l’adozione della tecnologia.
  • Teleriscaldamento: tematica di grande impatto per comuni pedemontani e collinari con ampie disponibilità di biomasse locali che vede 200 Amministrazioni che richiedono espressamente l’ utilizzo della rete di teleriscaldamento nei Regolamenti Edilizi e di utilizzare la rete di teleriscaldamento, quando presente, ad una distanza inferiore ai 1.000 metri. In 9 Amministrazioni prevedono anche incentivi.
  • Certificazione energetica: sono 441 Comuni che evidenziano esplicitamente l’obbligatorietà della certificazione energetica per gli edifici nel proprio Regolamento Edilizio. Per 38 Amministrazioni è prescritto l’obbligo di raggiungere almeno la classe B per i nuovi edifici e le ristrutturazioni. I comuni in cui si incentiva poi il “salto di classe energetica” da una classe più bassa ad una più efficiente sono 84.

zanchiniIn occasione della presentazione del Rapporto, il Vicepresidente di Legambiente Edoardo Zanchini, ha evidenziato che “I regolamenti edilizi comunali si stanno dimostrando un’ottima chiave di lettura per raccontare l’evoluzione verso l’edilizia sostenibile e strumenti preziosi per accompagnare l’innovazione in corso, per una corretta progettazione e per la realizzazione di edifici efficienti dal punto di vista energetico. I risultati dimostrano che l’innovazione sta andando avanti e che la spinta alla certificazione energetica e al miglioramento delle prestazioni impressa dall’Unione Europea sta producendo buoni risultati. Ora occorre, però, una regia nazionale che consenta di superare le troppe contraddizioni del quadro normativo italiano e i ritardi nel recepimento della normativa europea di riferimento, per raggiungere gli obiettivi fissati al 2021 quando tutti i nuovi edifici dovranno essere progettati e costruiti in modo tale da avere bisogno di una ridotta quantità di energia per il riscaldamento e il raffrescamento che, in ogni caso, dovrà essere prodotta da fonti rinnovabili. E’ indispensabile anche una strategia per la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, dando certezze per le detrazioni del 55% che terminerebbero a giugno e legando gli incentivi ai risultati raggiunti in termini di riduzione dei consumi energetici, aiutando così concretamente le famiglie”. Precisazioni importanti quelle di Zanchini, che mettono ancora una volta il dito, su uno dei limiti più grandi del nostro paese su un tema così importante per il bene comune e dei singoli cittadini. Un documento, il Rapporto ONRE, ogni anno sempre più importante e completo per orientare i nuovi percorsi decisori, ed anche perché ogni anno la partecipazione alla stesura si arricchisce di nuovi partner della filiera edilizia ed energetica come Assotermica, Consiglio nazionale degli architetti, Federlegnoarredo, PVC Forum, Uncsaal. Nel breve contributo video seguente una breve informativa sulla certificazione energetica degli edifici.

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2 risposte a Efficienza Energetica: con il Rapporto ONRE 2013 crescono i Comuni virtuosi

  1. tomtom7 ha detto:

    Le detrazioni fiscali del 55% stanno facendo molto per implementare l’efficientamento energetico degli edifici e ridurre le emissioni di CO2. Segnalo tutte le notizie relative alle agevolazioni fiscali del 55% come pure la necessità di riconfermarle dopo la scadenza del 30 giugno: http://www.uncsaal.it/approfondimenti/finanziaria/notizie-sul-55%25.html

    • saurosecci ha detto:

      Un straordinaria misura il 55% che ha prodotto risultati significativi nei circa 6 anni di gestione seppure progressivamente depotenziata. Solo un Governo folle non potrebbe non confermarla, ma sentendo particolarmente la tua giustissima precisazione, non c’è nemmeno da mervaigliarsi. Speriamo che cominci ha cambiare il vento

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