Rapporto Energy Vision 2013: Rinnovabili sugli scudi ma il carbone…..

wefTra i vari Rapporti di respiro mondiale dell’energia che si succedono, uno dei più importanti è quello annuale di World Economic Forum, autorevole organizzazione che dal 1971 segue l’evoluzione degli scenari energetici  (link sito) dal titolo “Energy Vision 2013” (scaricabile a fine post), che, nell’edizione 2013, non ha potuto non rilevare la consacrazione dell’industria globale delle energie rinnovabili, come elemento assolutamente rilevante e significativo con ricavi che hanno raggiunto, nel 2012, un giro di affari di 184 miliardi di dollari. Peccato che un dato così rilevante e significativo, sia “macchiato di nero”, dal momento che lo stesso rapporto, evidenzia il contestuale trend al rialzo, negli ultimi anni, del fossile protagonista della prima rivoluzione industriale che è il carbone, che ha registrato la crescita più significativa (vedi grafico sotto).

Trend_fonti_1800_2010

La ricerca fa una retrospettiva storica molto interessante per capire come siamo arrivati qui, ripercorrendo le tappe principali dello sviluppo del settore a partire dalla preistoria, rilevando come la sfida che il settore sta affrontando all’inizio di questo terzo millennio si concentri prevalentemente sul soddisfacimento della domanda di energia sui mercati emergenti, in particolare il cosiddetto BRIC (Brasile, Russia, India, Cina), sempre più energivoro con consumi di carbone in grande crescita. Un pò come, in molti di quei paesi sta avvenendo per materiali pericolosi come l’amianto, bandito solo in circa la metà dei paesi del mondo, prevalentemente sviluppati e ci cui avevo parlato in un vecchio post Amianto: storia, pericoli, soluzioni”.

se si considera soprattutto che sono ancora oltre 1,3 miliardi le persone non grid-parity-o-punto-pareggiohanno accesso alla rete elettrica di distribuzione di energia. Il Rapporto Wef, cercando di rispondere a queste istanze, analizza lo scenario energetico mondiale presente, prefigurando le prospettive future e fornendo un quadro di riferimento per comprendere il potenziale dei cambiamenti nel mix produttivo. Nel report si osserva come i governi, pur puntando prevalentemente su politiche low-carbon, con una forte crescita delle energia rinnovabili, queste ultime coprano, al momento, solo l’1,6% del totale, contro l’87% relativo di petrolio, gas e soprattutto carbone che è cresciuto 10 volte più delle rinnovabili.
Secondo Roberto Bocca, Senior Director, Responsabile Energy Industries al Worldrobertobocca Economic Forum “Il presupposto generale è di star gravitando verso un mondo dominato da fonti rinnovabili. Sorprendentemente, però, questa transizione sarà diversa rispetto al passato, quando il mix energetico si è spostato da un carburante all’altro, come dalla legna al carbone. Ciò che vedremo in futuro invece sarà una moltiplicazione delle fonti energetiche diversificate a cui ricorrere”. A pesare sui futuri scenari che si vanno prefigurando, saranno soprattutto “il prezzo e il valore fornito” oltre a globalizzazione, stoccaggio, trasmissione, le politiche e i prezzi del carbonio saranno tra i fattori principali che influenzeranno il diverso mix e le dinamiche di migrazione.
Un contesto energetico quindi, che per cambiare definitivamente pelle, deve confrontarsi ancora, a livello mondiale, con il combustibile fossile più inquinante e lo stesso che aveva dato il via alla prima rivoluzione industriale. In questo contesto, venendo all’Italia, il GSE (Gestore dei Servizi energetici), ha pubblicato le prime stime sulla produzione elettrica da fonti rinnovabili al 31 dicembre 2012 (scarica comunicato stime GSE 2012), propedeutiche al Rapporto definitivo che verrò diffuso insieme a Terna a giugno prossimo. Nel consuntivo preliminare, i dati elaborati mostrano una ulteriore sostanziale crescita del comparto verde, cresciuto del 13,7% rispetto rispetto al 2011 in termini di potenza lorda istallata, raggiungendo la cifra di 47.092 MW. Elemento trainante anche nel 2012, si conferma il solare, che ha registrato il maggior incremento annuale di  capacità di generazione. In particolare, il fotovoltaico è passato dai 12.773 MW del 2011 ai 16.350 del 2012, seguito da eolico, cresciuto di 1.034 MW, dalle bioenergie con un +975 MW, ed in misura minore dall’idroelettrico che ha visto una crescita di 108 MW, con la sostanzialmente stabile a 772 MW in attesa di implementare anche un rinnovamento tecnologico nell’alta e media entalpia (vedi post La Geotermia europea a Convegno alla ricerca di nuove e più sostenibili dimensioni). Venendo all’energia prodotta da rinnovabili nel 2012, si sono raggiunti i 92.460 GWh dagli 82.961 GWh dell’anno precedente, capaci di garantire il 27% del consumo interno lordo fissato a 336.249 GWh, con, anche in qquesto caso, la fonte solare a fare da traino, passata di 10.796 GWh prodotti nel 2011 ai 18.800 GWh del 2012. Terna poi

Scarica il Rapporto WEF “Energy Vision 2013”

Sauro Secci

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