Fotovoltaico senza incentivi: futuro prossimo importante

sistemi-di-accumulo-futuro-del-fotovoltaicoCommentare studi e report previsionali che prefigurano le tendenze e le evoluzioni dello scenario energetico nazionale europeo e mondiale, succede molto spesso in questo blog, ma quello che mio accingo a sintetizzare spero si possa davvero verificare, con una resistenza delle lobbies nazionali dei combustibili fossili, che hanno fatto sentire la loro “pesante e tetra mano”, nella bozza di Strategia Energetica Nazionale elaborata dal Ministro Passera, che vede per esempio, come pilastri, nuove impattanti trivellazioni nei nostri mari. 
A prefigurare scenari di riscatto sul campo delle rinnovabili, contro tutte le resistenze dei centri di interesse, è il report redatto dalla società di consulenza UBS dal titolo “The unsubsidised solar revolution”, allegato alla fine del post. Secondo il report, Il fotovoltaico senza incentivi decolerà fortemente nei prossimi sette anni con conseguenze pesanti per le grandi utility, dal momento che l’energia solare, nella forma autoconsumata o anche immessa in rete, eroderà una rilevante quota del mercato elettrico, soprattutto con l’avvento della piena competitività economica dei sistemi di accumulo, prevista nei prossimi due anni. Un argomento trattato ripetutamente in questo blog (post “Rinnovabili e nuovi sistemi di accumulo: connubio vincente”).
Secondo il report in Italia, Germania e Spagna, da qui al 2020 verranno installati 43 GW di fotovoltaico “senza incentivi’ con una forte contrazione della domanda di energia elettrica con un crollo dei margini di guadagno dei produttori elettrici storici, Il report indica tra le aziende più colpite RWE, E.ON, Cez e Verbund, ma anche aziende come la nostra ENEL e la spagnola Iberdrola potranno avere ripercussioni negative.
Il Rapporto prefigura che sulla base di mere considerazioni economiche, entro la fine del decennio in corso, quasi tutti gli edifici residenziali e commerciale in Germania, Italia e Spagna, sarà dotato di un impianto fotovoltaico su tetto. Le stime Ubs, prevedono che al 2020, si verificherà un taglio della bolletta elettrica del 20-30%, con tempi di ritorno dell’investimento di un impianto fotovoltaico su tetto e non incentivato potranno aggirarsi intorno ai 5-6 anni per il commerciale e a 10-11 per il residenziale. La distribuzione di questa escalation, non avrà una distribuzione lineare, ma concentrata nella seconda metà della decade considerata, con profonde significative ripercussioni sulla domanda, sostenute sempre più dalla diminuzione del prezzo delle batterie, che, secondo la previsione UBS, cominceranno ad essere molto competitive nel 2015 (vedi grafico di seguito).

Costi fotovoltaico e accumulo Ubs

Interessanti anche le simulazioni di impianti tipo, corrispondenti ad altrettante fotografie di riferimento. Un impianto fotovoltaico residenziale dotato di batteria da 3 kWh, potrà ridurre i consumi dalla rete del 50-60%, mentre le attività commerciali di una percentuale ancora superiore. Scenari importanti quindi, in chiave 2020 per l’autoproduzione fotovoltaica non incentivata, che potrebbe giungere a soddisfare fino al 18% del fabbisogno elettrico, con un taglio della domanda del 6-9%. Per quanto riguarda il nostro paese, con le nostre potenzialità solari, il fotovoltaico potrebbe arrivare a coprire fino al 17% del fabbisogno (5% industria, 25% residenziale, 28% terziario-commerciale) aggiungendo ulteriori 11 TWh di produzione fotovoltaica che si aggiungerebbero ai ragguardevoli 18,3 TWh di produzione annua del 2012 equivalente ad una riduzione del 6% della domanda.
Un impatto importante per i venditori di vista la contestuale, significativa riduzione della domanda determinata da un incremento della efficienza energetica e dalla inarrestabile concorrenza delle rinnovabili incentivate, oltre che dagli effetti della crisi economica. Le stesse politiche incentivanti le rinnovabili, in graduale riduzione enfatizzeranno ancora di più il valore dell’autoconsumo. Di contro, e si è visto già la scorsa estate in mercati di ambito come quello siciliano, il contributo dell’energia pulita, prodotta a costi marginali nulli tende a spingere sempre più in basso i prezzi del MWh all’ingrosso. Il Rapporto prevede che tra meno di 8 anni (2020), un riduzione del prezzo dell’energia nella Borsa del Mercato Elettrico del 10%, estesa anche al picco serale grazie alla grande diffusione degli accumuli, proprio quello stesso periodo nel quale, in questi frangenti, gli operatori delle fonti fossili stanno recuperato l’erosione di introiti generato dal contributo del fotovoltaico con produzione a costo marginale zero. Una conseguenza diminuirà ulteriormente il ricorso agli impianti convenzionali che avranno fermate sempre più frequenti. Il Rapporto UBS prevede che per esempio, nelle centrali a carbone tedesche, il fattore di carico crollerà dal 47 al 31%, cioè sotto a quello della gran parte dei parchi eolici e solari, mentre per le centrali a gas a ciclo combinato, il load factor scenderà, già entro il 2013 sotto al 20% (vedi grafico seguente).

Previsioni prezzo elettricità e load factor Germania 2020

In quest’ultimo caso, secondo il rapporto, il margine operativo lordo degli operatori, potrebbe ridursi anche fino al 50%.
Una previsione che innesca analisi e riflessioni importanti da parte degli operatori fossili che dovranno sviluppare nuove strategie nella consapevolezza che il processo di migrazione di modello energetico da concentrato a distribuito sia oramai inarrestabile come avevamo analizzato in un post precedente “Modello energetico distribuito: trasformazione inesorabile”.

Il report UBS “The unsubsidised solar revolution

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2 risposte a Fotovoltaico senza incentivi: futuro prossimo importante

  1. fausto ha detto:

    Certo che resta davvero imbarazzante l’azione di sabotaggio operata dal nostro monopolista elettrico. Senza scomodare banchi di batterie, basterebbe mettere mano a quella faccenda per fare un salto di qualità!

  2. saurosecci ha detto:

    E’ proprio così Fausto, basti pensare a quella svolta epocale che sarebbero i SEU e i RIU o i SAEE autentica svolta per affrancarsi dagli oneri di rete previsti da tempo ma mancanti della delibera finale di AEEG, per un fortissimo ostruzionismo e di cui avevo parlato in un post precedente https://figliodellafantasia.wordpress.com/2012/12/28/il-fotovoltaico-italiano-e-un-ponte-verso-la-grid-parity-i-sistemi-di-distribuzione-chiusi/

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