Fotovoltaico: la discesa dei costi continua verso la grid parity

costoimpiantofotovoltaicoDella corsa alla definitiva consacrazione del fotovoltaico come tecnologia completamente competitiva in ogni ambito geografico, si parla sempre più spesso, soprattutto in un momento di svolta anche delle politiche incentivanti. I report di analisi delle dinamiche dei costi degli impianti si susseguono con una alta frequenza. In questo ambito anche uno studio del gigante bancario tedesco Deutsche Bank che fa il punto della situazione nei maggiori mercati del fotovoltaico: India, Regno Unito, Germania, Italia, Cina e Stati Uniti. Secondo la banca tedesca, in linea anche con altre previsioni, in Italia verranno installati 2 GW di potenza installata di fotovoltaico, con molti sviluppatori che già stanno seriamente pensando ad impianti senza incentivo in grid parity, conseguendo al sostenibilità economica senza l’aiuto di incentivi in grandi zone del nostro paese, con particolare riferimento, per esempio, a piccole e medie imprese commerciali capaci di consumare internamente in autoconsumo, almeno il 50% della produzione dell’impianto installato considerando il costo dell’energia nel nostro paese. Un dato molto diverso da quello che si verifica in Germania, che a parità di condizioni di tipologia di utenza il livello di autoconsumo si dovrebbe spingere al 90%. Sicuramente una considerazione confermata dalla crescita della domanda di fotovoltaico non incentivato nel nostro paese, dove Il costo degli impianti attualmente è nel range dei 1.500-2.000 euro al kW di potenza.deutsche-bank Anche se il report Deutsche Bank, non precisa se nelle elaborazioni siano state considerate o meno le eventuali detrazioni fiscali, da poco possibili anche per il fotovoltaico, se si scelgono in alternativa agli incentivi di prossimo esaurimento, anche se è facile prevedere che sia stato probabilmente consideratolo scambio sul posto. Una attenzione importante al fotovoltaico, quella del colosso bancario tedesco, che ovviamente non si limita all’Italia, essendo la terza analisi nel corso delle ultime settimane, il segno evidente che si tratta di un settore che ha ancora molte potenzialità da esprimere. il terzo conferma. Decisive quindi, ora più che mai, le dinamiche dei costi della tecnologia fotovoltaica. Interessante in questo senso l’analisi di greentechmedialogoGreentech Media, operatore di riferimento nelle analisi e nelle ricerche relative al settore della green economy, secondo il quale, entro il 2015 il costo di produzione dei moduli fotovoltaici tradizionali in silicio scenderà ulteriormente arrivando a 32 centesimi di euro per watt. La ricerca Greentech Media, sfata uno dei pregiudizi più diffusi nell’ambito del mercato del fotovoltaico secondo cui sia la sovrapproduzione la principale responsabile della riduzione dei costi di produzione, e che questa riduzione cesserà una volta che il mercato avrà raggiunto una sorta di equilibrio, sostenendo che in realtà, l’intensa competizione nel settore sta producendo nuova innovazione ed efficienza nei processi di produzione. Un processo che continuerà a provocare per molto tempo ancora una diminuzione dei costi di produzione in una misura tale da consentire al fotovoltaico di avvicinarsi ai prezzi dei combustibili fossili in paesi di riferimento come Stati Uniti, Cina e India.

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La tabella di cui sopra, rappresenta bene l’evoluzione di costi di produzione dei pannelli fotovoltaici, dove, nel 2012 i prezzi dei moduli della c-Si Solar, leader cinese nella produzione, si attestava sui 59 centesimi di $/watt cioè circa 45 €cent). Tra il 2009 e il 2012 l’azienda cinese avrebbe conseguito una riduzione dei costi del 50% e nei tre anni a venite, con altre aziende di riferimento come Jinko, Yingli, Trina e Renesola, sarebbe in grado di abbassare i costi di un ulteriore 30%. Una considerazione che, pur tenendo conto che la riduzione dei prezzi nei prossimi anni non sarà equiparabile a quella degli anni precedenti, sarà sostenuta però, secondo Greentech da numerose innovazioni in atto o in via di attuazione nei processi di produzione come nuove tecniche di taglio, wafer sempre più sottili, adesivi conduttori, moduli frameless, etc.. Indubbiamente un mondo, quello delle filiere di produzione dei pannelli fotovoltaici in continua evoluzione sia a livello di tecnologie, come avevo certa di inquadrare in un post precedente, parlando del fotovoltaico organico, anche definito di “terza generazione”, che di nuovi processi di produzione. A seguire una tabella dell’Istituto tedesco NREL, che cerca di inquadrare le efficienze di tutte le filiere fotovoltaiche con una previsione evolutiva al 2015

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Sauro Secci

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