Minieolico: la prima radiografia della situazione italiana

eolico_orizzOgnuno di noi ha sempre una predilezione, ed anche io, prima occupandomi di monitoraggio ambientale e in età più avanzata, di energie rinnovabili, ho avuto un fattore comune che me l’ha fatta maturare, costituita dallo studio di quello straordinario parametro meteorologico che è il vento che mi ha sempre appassionato. Un parametro dal carattere molto complesso per la sua multidimensionalità, essendo caratterizzato da, una velocità, una direzione, e soprattutto una struttura più o meno caotica o laminare, che ne completa le caratteristiche, e anche per questo molto arduo e stimolante da studiare. In Italia, quando si parla di eolico, il vero sviluppo di questa fonte si è concentrato in questi anni di sviluppo della tecnologia, nel grande eolico, in un territorio dalla morfologia molto complessa che induce turbolenze che apportano limitazioni di funzionamento e di rendimento delle macchine, più sensibili soprattutto alle quote più basse di installazione. Questo aspetto, unito ad una distribuzione delle aree realmente vocate, ha determinato nel nostro paese, installazioni prevalentemente di grande eolico, tipicamente aerogeneratori della potenza superiore ai 600 KW, che, da circa 10 anni, ha fatto dell’eolico una importante rinnovabile del mix energetico nazionale insieme al fotovoltaico. Si tratta di macchine installate a quote comprese tra i 50 e i 100 metri di altezza dal suolo concentrate prevalentemente nel Sud Italia. Il fratello minore, minieolico, invece, con macchine installabili ad altezze dal suolo comprese tra i 5 e i 30 metri, maggiormente perturbate dalle turbolenze, non è mia veramente decollato per una serie di motivazioni, tra cui, non ultime, la difficoltà di una caratterizzazione preliminare del sito spesso poco compatibile con i budget di investimento oltre la carenza, per molti anni, di macchine fatte in Italia e maggiormente adattabili ai nostri siti, a ventosità mediamente più basse, con l’esigenza di rotori di più ampie dimensioni, e la prevalenza, per molto tempo, di macchine provenienti spesso dal Nord Europa, con disegni funzionali per quelle aree molto diverse, caratterizzate da una ventosità media molto più alta e con minori interferenze. Pur tuttavia, anche il minieolico, strutturandosi meglio nel tempo anche l’offerta italiana, e potendosi avvalere sia della consolidata famiglia degli aerogeneratori ad asse orizzontale utilizzata per il grande eolicoasse_verticale che di quella verticale, (vedi figura), ha assunto una sua consistenza nazionale, tanto da essere finalmente descritto da una specifica indagine effettuata dall’Associazione Italiana Energia Mini Eolica (ASSIEME) sugli ultimi dati disponibili del GSE (1° semestre 2012 aggiornato al 30 giugno 2102). Secondo lo studio, le turbine che usufruiscono dell’incentivo (certificati verdi o tariffa omnicomprensiva), risultano essere circa 370 per un totale di circa 21 MW di potenza installata, non includendo però gli impianti connessi in semplice scambio sul posto e quelli ad isola stimabili di ulteriori 500-1000 kW tutti nella fascia di potenza da 1 a 5 kW, in numero non precisabile. Funzionali anche le 6 classi di potenza, su cui è stato suddiviso lo studio, che tengono conto di tensione di connessione (monofase o trifase), delle diverse tariffe incentivanti e iter burocratici di installazione diversi (iscrizione al registro o meno). Le ultime due classi che vanno da oltre 60 kW a 250 kW sono state aggiunte tenendo conto di quello che era la tariffa omnicomprensiva precedente e considerando anche la fascia oltre 200 kW richiesta dagli organismi internazionali, ma in Italia davvero rarissima. Il rapporto documenta analiticamente e con grafici gli impianti installati suddivisi in:

  • installati: 251 turbine già in esercizio e definitivi,
  • qualificati: 116 turbine che hanno ottenuto la qualifica IAFR (Impianto alimentato da fonti rinnovabili) destinate ad entrare gradualmente in esercizio anche se alcuni non ci riusciranno per scadenza dei termini o altri fattori.
  • Totali (figura sotto): la somma delle precedenti due classificazioni, indicativo della potenza installata a fine 2012.

Potenza_totale

ASSIEME (link sito) stima che attualmente la potenza sia di poco superiore ai numeri presentati, considerando la rapida crescita nell’ultimo anno,. Il rapporto fa poi una analisi, disgregando i dati su base regionale (vedi figura sotto), che conferma la grande vocazione eolica delle regioni meridionali con Puglia, Basilicata, Campania e Calabria su tutte.

dati_regionali

Un mondo, quello del minieolico, che si appresta a rinnovarsi con i nuovi incentivi partiti dal 1° gennaio 2013 con il DM 6/7/2012 e l’introduzione del registro per gli impianti di potenza superiore ai 60 kW, un aspetto che consoliderà ancora di più la fascia di significativa di installazione da 20 a 60 kW, nel nostro paese.
Questa prima fotografia del minieolico nazionale di ASSIEME è stata inviata anche alla World Wind Energy Association (WWEA) come contributo alla redazione della classifica mondiale della potenza minieolica installata nel mondo.

Sicuramente un ambito che, con l’ampliarsi dell’offerta nazionale di aerogeneratori disegnati per i nostri siti, avrà modo di esprimersi sopratutto in aree rurali aventi buone caratteristiche anemologiche, ed al quale sono profondamente legato, come dicevo in premessa, per il fascino intrigante della risorsa vento, ed anche per particolarissime implicazioni umane come ho raccontato un un precedente post “una storia da raccontare” , che mi toccherà per sempre emotivamente.

Concludo con un brano musicale a cui sono molto legato sia per la grande passione che ho per l’energia eolica e per lo studio della anemologia, che tante soddisfazioni professionali mi  ha regalato (vedi post precedente CNR-Fedimpianti), sia per il ricordo di un indimenticabile artista come Pierangelo Bertoli, con un testo che ancora oggi commuove l’anima ed apre nuove praterie di speranza. Ciao Pierangelo, guardaci sempre da lassù!

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Sauro Secci

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2 risposte a Minieolico: la prima radiografia della situazione italiana

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