Rapporto Euromobility 2012: che mobilità urbana fa?

euromobility2Spesso mi capita di parlare di qualità dell’aria e delle tipologie di sorgenti emissive introdotte dalle attività antropiche che la influenzano pesantemente (link post precedente), e che assumono caratteristiche di vero allarme, soprattutto nei grandi e caotici agglomerati urbani, anche a causa di una pianificazione generale, troppo spesso carente o certe volte addirittura assente nel nostro paese. Indubbiamente una delle cause di inquinamento atmosferico più importanti e più difficili da governare, se non attraverso azioni coordinate di sistema, è quello dovuta al traffico veicolare. Interessante in questo contesto, l’uscita del 6° rapporto di Euromobility 2012, che fa una fotografia dello stato dell’arte della mobilità sostenibile nelle 50 principali città italiane, corrispondenti a tutti i capoluoghi di Regione, i due capoluoghi delle Province autonome e tutte le città con una popolazione superiore ai 100.000 abitanti.

Torino si conferma sul gradino più alto del podio tra le città più “ecomobili” italiane, seguita da Brescia, Parma, Milano e Bologna, nel contesto di un Nord, che spinto anche da avverse condizioni meteo diffusive tipiche della pianura padana, ha intrapreso una serie maggiore di misura per la gestione della mobilità urbana. Nella classifica retrocede invece la capitale Roma, che scende al ventiseiesimo posto. Anche il centro Italia vede realtà emergenti come Ancona e Prato che entrano nella top-ten e Napoli che figura prima città del Sud al ventunesimo posto. Chiusura della classifica con L’Aquila, Catanzaro e Reggio Calabria.

Lorenzo Bertuccio, Direttore scientifico di Euromobilty sintetizza i risultatati dell’indagine 2012: “Come risulta evidente dall’esperienza quotidiana di tutti noi siamo ancora lontani da una mobilità che si possa definire sostenibile. Ciò soprattutto in ragione del fatto che in Italia l’indice di motorizzazione è in assoluto troppo elevato, e ancor di più se lo confrontiamo con i valori medi europei. Tuttavia, alcune città italiane stanno mettendo in campo diversi servizi e iniziative che consentono alle stesse di essere meno lontane da un ideale di mobilità sostenibile”.
Il Rapporto, davvero completo ed esauriente, compone una radiografia della situazione dei diversi nuclei urbani suddivisa per un gran numero di parametri, come indici di motorizzazione, classificazione emissiva del parco viaggiante (Euro X), tipologie di trazione, etc, sia di auto che di motocicli, parcheggi di interscambio e a pagamento, numero di incidenti e indici di mortalità, numero di autovetture per kmq, considerando anche le azioni introdotte in tema di mobilità sostenibile e condivisa come car sharing, bike sharing, mobility manager etc, , iniziative di promozione e di comunicazione a favore della mobilità sostenibile, cercando di tracciare lo stato di salute delle città in relazione alla presenza di auto di nuova generazione o alimentate a combustibili alternativi (gpl, metano), l’offerta di trasporto pubblico e piste ciclabili, le zone a traffico limitato e pedonali. Il rapporto di quest’anno, giunto alla sesta edizione è ancor più completo di nuovi indicatori, come la distribuzione delle merci in città e i dati sulle flotte dei veicoli comunali.
Torino conferma la sua leadership in virtù di un buon servizio di trasporto pubblico, una flotta di bike e car sharing consolidata ed efficiente coniugate con una quota superiore alla media di auto a basso impatto ambientale e un bassissimo tasso di incidentalità e mortalità sulle strade cittadine. Ha fare da contraltare a questo quadro, la situazione dell’inquinamento atmosferico della metropoli torinese, che si colloca al primo posto in termini di numeri di superamenti di polveri sottili, con 158 superamenti nella concentrazione oraria di PM10 su base annuale a fronte dei 35 giorni/anno massimi previsti dal Dlgs 155/2010, ben oltre anche la media di superamenti di 62 giorni/anno delle 50 città oggetto dello studio.
Un primato che mal si coniuga con i dati sull’inquinamento. Anche se soltanto 13 su 50 città analizzate rientrano nei parametri imposti dalla legge, Torino è di gran lunga la peggiore: a fronte di 35 giorni/anno massimi di superamento consentiti dal Dlgs 155/2010, Torino ne totalizza 158, quasi cinque volte tanto e ben al di sopra della già sconfortante media italiana di 62 giorni/anno. Come sottolinea il coordinatore scientifico di Euromobility Lorenzo Bertuccio “Purtroppo alcune città come quelle padane e in particolare Torino sono anche caratterizzate da condizioni meteorologiche sfavorevoli che spesso vanifico gli sforzi. È come fumare a finestre chiuse o a finestre aperte. Torino purtroppo si trova a finestre chiuse più spesso che altre città italiane”.

Andando nel dettaglio del rapporto e degli indicatori considerati, per quanto riguarda ilto bike servizio di bike sharing le più virtuose sono risultate dietro Torino con oltre 14 mila utenti e 540 biciclette, Milano con circa 13 mila utenti e 1800 biciclette e Brescia con oltre 8 mila utenti e 259 biciclette. Per quanto riguarda il car sharing si è registrato una crescita delle richieste superiore al 16% a cui ha corrisposto un incremento dell’offerta del parco auto del 12.4%, con Milano città più virtuosa con 4500 utenti, seguita da Venezia con circa 3500 utenti e Torino con 2600 utenti. Il capitolo trasporto pubblico vede Milano su tutti davanti a Cagliari, con Venezia e Torino immediatamente a ridosso.

Purtroppo ancora alti i dati relativi al tasso di motorizzazione, inteso come numero di automobili per popolazione residente, che rimane sostanzialmente stabile con un livellamento verso l’alto con L’Aquila, Latina e Catania con il tasso di motorizzazione più alto, mentre Napoli rimane nettamente in testa per numero assoluto di auto, seguita da Torino e Milano. Sempre Napoli in testa come obsolescenza del parco auto con un grandissimo numero di EURO 0, mentre il maggior numero auto di euro 4 e 5 si trovano ad Aosta, Trento e Firenze, mentre le ancora pochissime auto euro 6 immatricolate si concentrano, al momento, prevalentemente a Roma. Passando ai motocicli il tasso di motorizzazione si conferma leader di Livorno con 25.4 motocicli ogni 100 abitanti, davanti a Genova (22.6) e Catania (21.7). Venendo invece alla percentuale di veicoli a basso impatto ambientale di pertinenza comunale, si concentrano in Emilia Romagna, ed in particolare a Forlì con il 73.2%, a Modena con il 70.8% e a Bologna con il 62.3%. Venezia è poi in testa ai parcheggi di interscambio con 145 posti ogni 1.000 autovetture circolanti, mentre appartiene a Bologna il primati dei parcheggi a pagamento con 154 posti ogni 1.000 autovetture circolanti.

Sicuramente un Rapporto divenuto appuntamento annuale fondamentale per fare il punto della situazione su questo fondamentale aspetto della nostra vita quotidiana, importante per aggiornare le priorità di intervento, in un ambito in cui ci sono ancora moltissime cose da fare, che però per la loro effettiva efficacia ed efficienza che esigono una visione sinottica ed un coordinamento calibrato della azioni.

Scarica il Rapporto Euromobility 2012

Sauro Secci

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3 risposte a Rapporto Euromobility 2012: che mobilità urbana fa?

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