Nuova infrastruttura di rete elettrica TERNA: ecco il piano di adeguamento

elettrodottoL’adeguamento della rete elettrica di interconnessione nazionale, lo scheletro principale del nostro sistema elettrico, sintetizzabile con i due acronimi di AT (Alta Tensione) e AAT (Altissima Tensione), fondamentale per garantire continuità alla migrazione verso un modello energetico distribuito, come quello che da qualche anno le energie rinnovabili stanno contribuendo a disegnare, con tanti medi, piccoli e piccolissimi poli energetici, sta definendosi in maniera precisa (vedi post precedente). Nella foto seguente l’attuale morfologia di rete elettrica della rete ad alta ed altissima tensione, completamente “analogica” e desolatamente “unidirezionale” (dalla produzione concentrata alle utenze), e ancora disegnata di pochi, grandi poli energetici, (molti centrali termoelettriche) a “maglia larga”, oramai superata dai tempi, che richiede oramai piena “digitalizzazione”, insieme alle linne dei livelli di tensione inferiori (media e bassa tensione), per la realizzazione di un autentico “web elettrico”, sulla base di quanto già accaduto, nei decenni precedenti per reti informatiche e telecomunicazioni nel segno della piena “bidirezionalità” e di una “strettissima maglia”, tipica di un “web” .

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La Rete Elettrica AAT e AT (Fonte Terna)

Infatti, con l’emanazione da parte dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas (AEEG), della delibera 40/2013/R/eel , nella quale sono puntualmente dettagliate in un elenco, ben 25 opere di interesse strategico prioritarie da realizzare, da parte del Gestore della Rete Nazionale TERNA, si è compiuto un altro passo avanti per il miglioramento del servizio elettrico, assolutamente inadeguato al nuovo modello energetico che si va delineando , fondamentale per far scendere finalmente i costi della bolletta elettrica nel nostro paese. Nell’ambito dell’elenco, recepito da TERNA; si trovano grandi progetti distribuiti in tutto il paese, con una grande attenzione all’import-export e con un focus particolare per il Sud, dove sono maggiori le criticità anche per la maggiore concentrazione di impianti eolici e fotovoltaici, selezionati nella Delibera come opere principali, per distinguerle da quelle accessorie, pur importanti ed in grande numero. Le 25 tipologie di intervento, di interesse strategico sono raggruppate come:

  • Nuovi elettrodotti (ben 12 di cui 10 in AAT a 380 KV);
  • Nuove interconnessioni ( 3 di cui due HVDC ad alta tensione in continua con Francia ed area balcanica;
  • Razionalizzazioni di rete (3);
  • Riassetti di rete nelle città di Napoli e Palermo;
  • Ampliamenti (1);
  • Potenziamento della esistente interconnessione Italia-Francia;
  • Nuove Stazioni (3 di cui una finalizzata a rinforzare la rete sull’asse Foggia-Benevento, ad alta concentrazione di impianti rinnovabili, soprattutto eolici)

Un elenco di interventi alla rete elettrica scaturito da una accurata consultazione tra AEEG e TERNA, destinati a dare finalmente una svolta alla trasmissione dell’energia, con il superamento dei tantissimi colli di bottiglia nelle molte “aree critiche”, determinati dalla grande avanzata delle nuove energie rinnovabili, che in questo modo potranno esprimere ulteriormente le proprie potenzialità.
Queste, nel dettaglio le 25 opere ritenute prioritarie di interesse strategico recepite da TERNA nel proprio piano strategico di investimenti 2013-2017 ai quali si aggiunge un altro consistente pacchetto di interventi accessori.

  • Interconnessione HVDC Italia-Balcani
  • Interconnessione HVDC Italia-Francia
  • Potenziamento interconnessione Italia-Francia
  • Elettrodotto 380 kV Sorgente-Rizziconi (RC) (Calabria)
  • Elettrodotto 380 kV Foggia-Benevento II (Puglia, Campania)
  • Elettrodotto 380 kV Trasversale calabra Feroleto-Maida (Calabria)
  • Elettrodotto 380 kV Foggia-Villanova (Puglia, Abruzzo)
  • Elettrodotto 380 kV Paternò-Pantano-Priolo (Sicilia)
  • Ampliamento sez. 150 kV Deliceto (FG) (Puglia)
  • SE di Castellaneta (TA) (Puglia)
  • Elettrodotto 380 kV Trino-Lacchiarella (Piemonte – Lombardia)
  • Razionalizzazione 380 kV Venezia-Padova (Veneto)
  • Interconnessione a 150 kV isole campane (Campania)
  • Razionalizzazione 220 kV Milano (Lombardia)
  • Razionalizzazione 220 kV e 132 kV provincia di Torino (Piemonte)
  • Elettrodotto 380 kV Udine Ovest-Redipuglia (Friuli Venezia Giulia)
  • Stazione 220 kV Polpet (BL) (Veneto)
  • Elettrodotto 380 kV Calenzano-S.Benedetto del Querceto-Colunga (Toscana, Emilia Romagna)
  • Elettrodotto 132 kV Elba-Continente (Toscana)
  • Elettrodotto 380 kV Montecorvino-Avellino Nord-Benevento II (Campania)
  • Stazioni 380/150 kV e relativi raccordi alla rete AT per la raccolta di produzione da fonte rinnovabile: rinforzi rete AAT e AT tra Foggia e Benevento (Campania-Puglia)
  • Elettrodotto 380 kV Chiaramonte Gulfi-Ciminna (Sicilia)
  • Elettrodotto 150 kV Cagliari Sud-Rumianca (Sardegna)
  • Riassetto rete 220 kV Napoli (Campania)
  • Riassetto area metropolitana Palermo (Sicilia)

Dal canto suo, TERNA, ha approvato, proprio in questi giorni, il suo nuovo piano strategico 2013-2017, con un impegno di 4,1 miliardi di euro di nuovi investimenti per sviluppo e manutenzione della rete elettrica, con uno spazio importante per nuove tecnologie e nuovi sistemi di accumulo, fondamentale per la stabilizzazione e la migliore gestione delle fonti non programmabili come eolico e fotovoltaico con una quota di circa 300 milioni di euro (vedi post precedente).
In occasione della presentazione del nuovo piano strategico, l’Amministratore Delegato, Flavio Cattaneo ha ribadito che gli interventi programmati “sono una priorità del Paese anche in chiave europea e mediterranea e costituiscono un volano fondamentale per la crescita, lo sviluppo e il lavoro: dal 2005 6,5 miliardi già investiti in opere concrete da Terna sono la tangibile testimonianza che si può fare bene alla collettività e contemporaneamente alla propria azienda e ai propri azionisti […]. Il nuovo Piano continua ad avere obiettivi ambiziosi: completare il rinnovo e il potenziamento della Rete di Trasmissione Nazionale, ed esplorare nuove opportunità di business in Attività Non Tradizionali, in Italia e all’estero, che stanno già dando un loro importante contributo. Su questo doppio binario strategico continueremo a perseguire efficienza, sicurezza e minor costo del sistema elettrico, a beneficio di tutti, imprese e cittadini, e la creazione di valore per i nostri azionisti ai quali, ne siamo certi, daremo ancora molte soddisfazioni”. Venendo ai numeri del nuovo Piano Strategico, lo stesso prevede la realizzazione di 1.200 km di nuova rete sostenibile ed ad alta tecnologia, 60 stazioni che nel loro insieme andranno a sostituire 850 km di vecchie linee a maggiore impatto per il paese, comportando una diminuzione dell’emissione di CO2 in atmosfera stimabile in 1 milione di tonnellate.
Sicuramente grandi investimenti, accolti positivamente anche dalle associazioni di settore come Confindustria ANIE (Associazione Nazionale Imprese Elettrotecniche), che rappresenta molte delle aziende che saranno impegnate negli appalti Terna per l’attuazione del piano, anche dopo le polemiche arrivate nei giorni scorsi a TERNA, da parte di Antitrust ed Assoelettrica, sui ritardi nel piano di ammodernamento rete, e che ha commentato come il programma TERNA, sia fondamentale in un momento come quello attuale in cui la crisi economica e il rallentamento della produzione italiana non sembrano arrestarsi, con il Gestore della Rete che continua a rappresentare un volano fondamentale per lo sviluppo e il lavoro nel nostro Paese. Tutto questo in un contesto in cui TERNA, si consolida come una delle stazioni appaltanti più grandi e ricche d’Italia. Sicuramente una svolta importante, attesa da una puntuale attuazione di tutti gli interventi previsti, che avrebbe effetti sinergici fondamentali anche per tutti i settori della green economy, che potranno continuare la loro spinta fondamentale per ridisegnare completamente un modello energetico “nuovo”, finalmente più pulito e partecipato.

Sauro Secci

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