Volkswagen, la “microcogenerazione a stormo” e quel Totem Fiat

ZuhauseKraftwerkeSono passati quasi tre anni, da quando la trasmissione Report, curata da Milena Gabanelli, aveva dato conto di un interessante progetto di micro generazione domestica, distribuita, che Volkswagen, con la consociata compagnia energetica Lichtblick di Amburgo, stava lanciando in quella città di Amburgo, con micro generatori domestici, denominati “EcoBlue” e derivati da motoristica automobilista della grande casa tedesca, e sulla quale avevo scritto un post.
Riprendo volentieri quello spunto, dal momento che anche il quel progetto, era ben presente una matrice italiana, dal momento che lo spunto era partito nel lontano 1973 nientepopodimeno che dal Centro Ricerche FIAT, coordinato dall’ingegner Mariototem Palazzetti, il quale fu l’ideatore originario del progetto TOTEM (Total Energy Module -foto a destra), che utilizzando un motore da 903 cc di una FIAT 127, proponeva un modello di cogenerazione domestico di calore ed elettricità alimentato a metano, del quale furono prodotte alcune unità nel periodo dal 1975 al 1985, molte delle quali ancora oggi funzionanti. Quel progetto ebbe una storia molto avventurosa, dal momento che fu venduto da FIAT alla storica azienda termotecnica mantovana della Belleli, che però, successivamente ad una travagliata vicenda aziendale arrivò al fallimento, con il risultato che il vecchio progetto passo così di mano alla Volkswagen che in tempi più recenti lo ha invece adeguatamente sviluppato. Fa veramente un po’ di tristezza, oggi, con il mercato automobilistico in netta flessione ed alla ricerca di nuovi impulsi per riconvertirsi, rilevare una chiusura di FIAT, azienda automobilista nazionale per eccellenza, anche verso questa interessante prospettiva, nata proprio a Torino moltissimi anni prima. Tutto questo in un contesto nel quale Fiat si ostina sul settore auto marginalizzando i sistemi di motorizzazione più innovativi e sostenibili come l’ibrido e l’elettrico, a vantaggio, come dichiarato recentemente dall’A.D. Marchionne, dei veicoli di lusso.
Ma torniamo ad Amburgo, per aggiornarci, su cosa, dal 2010, Volkswagen e l’operatore energetico LichtBlick hanno fatto per entrare nella fase di mercato, denominata “ZuhauseKraftwerke” (“centrale elettrica a casa”), un micro-cogeneratore a gas, alimentabile anche a biogas, basati sui motori utilizzati nel Caddy (veicolo commerciale) e nella Touran, capace di generare calore ed energia elettrica per il residenziale, con l’obiettivo di installare nella stessa città tedesca ben centomila unità, determinando una grande centrale virtuale distribuita da 2.000 MW, tele gestita da remoto, con una integrazione secondo un concetto di rete intelligente o “smart-grid”, dal momento che i micro impianti sono tutti interfacciati ed inseriti in una architettura di gestione a rete. Una logica fortemente distribuita che si sposa perfettamente con la non programmabilità di eolico e fotovoltaico.
L’abbandono, del progetto Totem da parte di Fiat, assume oggi connotati ulteriori, visto lo sviluppo che proprio su quelle basi sta facendo la concorrente Volkswagen, che ricorda un collaboratore dell’Ingegner Palazzetti, l’ingegnere Francesco Paolo Ausiello, e che ha diretto, a sua volta il progetto TOTEM, al Centro Ricerche Fiat. L’ingegner Ausiello, sottolinea il grande contenuto innovativo di TOTEM degli anni ‘70, prima del suo abbandono del 1982 , da parte di FIAT, a cominciare dalla prima accensione elettronica, un inverter commissionato direttamente al MIT (Massachusetts Institute of Technology), un innovativo sistema di protezione per il parallelo con la rete. Interessanti già a quel tempo, gli ambiti applicativi come i settori delle grandi comunità come quello ospedaliero, o il turistico-alberghiero con installazioni in strutture dell’Europa continentale come Olanda e Germania. Come ricorda Ausiello, la convenienza di installazione di un microcogeneratore, si colloca laddove c’è un fabbisogno di calore abbastanza costante e consistente, trovando però ottimi risultati in aziende agricole che abbiano produzione di biogas, vale a dire il settore trainante delle agrienergie anche in Italia. Importante ricordare, secondo Ausiello, come il ventaglio applicativo di un microcogeneratore del genere, oggi si sia considerevolmente ampliato, alla luce delle enormi innovazioni tecnologiche intervenute e delle riduzioni di costi, molte delle quali intervenute proprio nel settore automobilistico, come nuovi inverter, centraline elettroniche e computer di bordo, sempre più performanti, per non parlare poi delle novità intervenute sul fronte della liberalizzazione del mercato elettrico e dei diversi contesti incentivanti intervenuti. L’informatica e la sistemistica delle reti elettriche poi, sta oggi facendo il resto, proponendo il micro generatore come un nodo di una rete molto vasta, ripercorrendo quelle logiche così evolute già utilizzate nelle precedenti rivoluzioni dell’informatica e di Internet e delle telecomunicazioni. E’ proprio in quest’ultimo aspetto che il progetto tedesco, assume maggiore rilievo, dal momento che il sistema ZuhauseKraftwerke di Volkswagen e LichtBlick è predisposto per essere integrato in una rete informatica, e dotato di un software dal nome suggestivo denominato “SchwarmDirigent” (Gestore dello Stormo), capace di coordinare migliaia di micro-cogeneratori in funzione delle esigenze generali della rete e delle utenze domestiche in cui sono installati. Un software davvero evoluto, che utilizza dai provenienti dai sistemi di trading dell’elettricità, dal mercato elettrico spot e dal sistema di accumulo di calore di ogni singola unità, finalizzato ad ottimizzare la produzione di energia. Oggi in Germania, sono installati circa 700 microcogeneratori, gestiti in maniera coordinati via software, chestormo gestisce anche alcuni impianti eolici non programmabili. Si tratta di un progetto pilota denominato “SchwarmStrom”, (“energia dello stormo”), con l’obiettivo di arrivare a coordinare 100mila micro generatori ZuhauseKraftwerke, arrivando a gestire una centrale a gas virtuale e diffusa da 2.000 MW di potenza. Il futuro del progetto pilota è in questo momento subordinato alla installazione dei nuovi microcogeneratori, ad oggi installati ancora in numero inferiore al previsto, visto anche il cambio di modello di business utilizzato nella commercializzazione. Si è passati infatti da una promozione del prodotto basato su una sorta di leasing che, a fronte di un contributo per l’installazione di 5mila euro, LichtBlick si occupava di tutto e continuava a fornire energia al cliente, ad uno dove invece, si è passati a un modello di vendita normale, con un costo, non troppo economico, di circa 28mila euro, pur considerando che la macchina, che vede la sua collocazione ideale per il fabbisogno di condomini o grandi abitazioni, consegue risparmi di circa il 40% dei costi di energia elettrica e gas.
Sicuramente un progetto ed un prodotto da seguire con grandissimo interesse, anche in funzione del grande ruolo che la cogenerazione e la micro cogenerazione è destinata a recitare, nel nuovo modello energetico, gestito dalle “smart grid”, che potrebbe, chissà, rimettere in moto gli interesse dell’industria automobilistica nazionale.
A seguire un filmato che illustra le caratteristiche generali, costruttive, installative e prestazionali di ZuhauseKraftwerke.

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