Città e riscaldamento globale: la strada della rivoluzione “smart” di Curitiba

curitiba_generaleIl simbolo della moderna urbanizzazione che ha visto, a partire dal secolo scorso, una progressiva migrazione dalla campagna verso la città : tendenza che si mantiene consistente anche nel XXI secolo, è rappresentato indubbiamente dalle città, molte delle quali, oggi divenute vere metropoli ed alcune autentiche megalopoli. Secondo gli esperti il 2007 è stato l’anno in cui si stima che più del 50% della popolazione mondiale viva nelle città, e gli stessi  prevedono che nel 2050, anno in cui stimano il raggiungimento del picco della popolazione mondiale che si attesterà su circa 9 miliardi, ben i due terzi, pari a 6 miliardi di persone vivranno in nuclei urbani. Un argomento che sta stimolando gli urbanisti verso differenti configurazioni anche molto diverse dei nuclei urbani da modulare opportunamente in funzione dei parametri ambientali e territoriali come per esempio:

  • Città a sviluppo orizzontale o città diffusa
  • Città a sviluppo verticale
  • Città compatta
  • Città a rete (proposta di Ferran Sagarra Architetto urbanista di Barcellona)

Uno sforzo di ottimizzazione che si muove anche dalla considerazione che oramai, i due terzi dell’energia consumata nel mondo è proprio quella consumata in città, nella quale si concentrano le maggiori pressioni antropiche, con conseguenze importanti sui cambiamenti climatici. Proprio su quest’ultimo aspetto, relativo all’impatto delle città sui cambiamenti climatici e sul riscaldamento globale, che si muove uno studio pubblicato dalla Nature Climate Change, eseguito da un gruppo di lavoro molto composito. Secondo lo studio, gli agglomerati urbani influenzano oltre che il clima a livello locale anche quello fino a qualche migliaio di chilometri di distanza. Un effetto particolarmente complesso ed articolato che può portare al riscaldamento di alcune aree e al raffreddamento di altre. Lo studio, è stato condotto, come dicevo, da un gruppo di scienziati dell’Istituto Scripps e di altri centri statunitensi, ed analizza un effetto diverso da quello già noto sotto il nome di “effetto isola” delle città, e dipendente invece dal calore assorbito e riemesso da elementi essenza del tessuto urbano come strade, marciapiedi, edifici, ecc., mentre il gruppo di lavoro di Guang Zhang si sono concentrati sull’influenza della waste Energy e cioè l’energia dispersa direttamente dalle fonti energetiche (motori per il trasporto urbano, caldaie, condizionatori, ecc). Secondo lo studio è proprio il calore aggiuntivo prodotto dalle fonti urbane, per esempio nel Nord America, può innalzare la temperatura di tutta l’area, in alcuni punti fino a un grado centigrado in più (specialmente durante l’autunno), anche se a livello globale questo effetto risulta molto più mitigato, causando un aumento stimabile non superiore a 0,01 gradi centigradi. Si tratta di un effetto controverso nel manifestarsi, dal momento che in alcune zone urbane si osserva un innalzamento della temperatura maggiore di quello previsto dai modelli. Si arriva quindi alla conclusione che alla quotaparte di riscaldamento globale dovuto all’emissione di gas serra andrebbe aggiunta anche una porzione di calore, significativa pur se minore, persa direttamente dalle fonti energetiche, che creerebbe un effetto “a rete” dai risultati ancora non precisamente prevedibili.
Si tratta di una influenza nella quale, una delle criticità maggiori, è costituita dal fatto che i centri urbani più importanti, sono collocati in zone “sensibili”, vale a dire in zone dove la circolazione delle correnti atmosferiche subiscono una specie di “salto” con la formazioni delle cosiddette “correnti a getto”. Infatti l’extra calore prodotto dalle città, amplificherebbe tali correnti a getto modificando profondamente l’assetto delle correnti atmosferiche a livello planetario.
Uno studio che enfatizza ancora di più lo sviluppo di interventi integrati, orientati a rivedere completamente il complesso modello urbanistico ed organizzativo delle città ricchissimo di interconnessioni, ed oggi arrivato al collasso in molti centri urbani, anche in Italia, che oramai va sotto il nome di “smart-city”, conseguire quindi attraverso sistemi ad intelligenza distribuita, una serie di obbiettivi fondamentali come la ottimizzazione e la piena integrazione dei sistemi logistici e di trasporto di persone e merci per conseguire la piena multi modalità, l’ottimale distribuzione dei servizi, i sistemi informativi alla cittadinanza, la ottimale fruizione delle aree, la lotta alla povertà che in ambito urbano assurge a livelli di assoluto allarme sociale, per non parlare ancora della bonifica e la riqualificazione in chiave ecosostenibile dei cosidetti “brownfield” cioè di ex siti industriali inurbati, tipici del boom economico, e molto altro ancora. Un approccio che ha ovviamente in prima linea l’aspetto della ottimale e razionale gestione dell’energia che vede coniugarsi il termine “smart-city”, da conseguire con una piena integrazione di due grandi reti come quella dell’energia elettrica e quella del calore, sicure, pratiche nell’uso e capaci di raccogliere l’autoproduzione, tenendo conto proprio del grande impatto che le città anno sui consumi di energia.veron_jacques
Sicuramente un banco di prova quello dell’ambito urbano, per il termine sostenibilità che deve essere conforme a tante forme e definizioni diverse ed articolate che la città deve assumere come “civica”, “coesa”, “compatta”, “eco gestita”, “solidale”, ben espresso anche dal demografo francese Jacques Véron (foto), dell’Istituto INED, l’Istituto Francese di Studi Demografici nella sua opera “l’urbanizzazione del mondo”. Tanti anche i requisiti di vivibilità generale che una “Città sostenibile” dovrebbe avere secondo gli addetti ai lavori, come:

  • Una revisione della logica del quartiere orientata verso una organizzazione che renda il centro raggiungibile a piedi o con servizi di trasporto pubblici
  • Un modello di servizi di trasporto pubblici, funzionale al soddisfacimento delle esigenze di tutte le fasce di età della popolazione
  • Una logistica ed una mobilità integrata per l’ottimizzato scambio di merci, servizi e persone :
  • Una gestione integrata dell’energia e dei rifiuti , del ciclo dell’acqua e dell’informazione

Esiste in realtà, nell’altro emisfero, e proprio nel blocco di paesi emergenti in termini economici che vanno oggi sotto l’acronimo BRIC (Brasile, Russia, India, Cina), come la Repubblica Federale del Brasile, una città che da oltre tre decenni ha intrapreso un percorso di “Città Sostenibile”, divenuta davvero, oggi, un autentico laboratorio a cielo estacoes-tubo-transporte-curitibaaperto. Si tratta della città di Curitiba, (foto  generale in testa ed fermata mezzi pubblici a fianco) capitale dello stato del Paraná, che negli scorsi anni a cambiato completamente volto, proponendo una urbanistica all’avanguardia, un modello di creatività, di innovazione e di capacità organizzativa, autentico riferimento oramai internazionale. La città, situata nell’altopiano del Paraná a quasi 1000 metri sul livello del mare, è oramaiCuritiba_Botanic_Garden in virtuoso modello di buona amministrazione, che ha determinato un sostanziale e concreto miglioramento della qualità della vita dei cittadini.
Anche i dati di sintesi di Curitiba, la dicono lunga, con i suoi 55 m2/abitante di aree verde, (a destra fianco foto dell’orto botanico) è la autentica capitale ecologica dello sterminato Brasile, con una firma ben precisa, autentico protagonista della sua Jaime-Leiner1metamorfosi, quella di Jaime Lerner, (foto a sinistra) architetto, urbanista e uomo politico brasiliano,  storico sindaco della sua città natale, per tre legislature (1971-75, 1979-84, e 1989-92).Un’opera ventennale quella di Lerner, che in un ventennio ne ha stravolto radicalmente abitudini e fisionomia, trasformandola in un autentico modello di smart city, in cui davvero ecologia e sostenibilità entrano in piena sincronia attraverso un attenta pianificazione dello sviluppo e tanta innovazione tecnologica con l’insostituibile e pieno coinvolgimento della cittadinanza. Alla base della sua filosofia di intervento “favorire la conciliazione di fattori economici e sociali della vita in ambito urbano orientata ad una migliore gestione del tempo da parte della cittadinanza, attraverso, per esempio, una standardizzazione degli orari di lavoro, tali da generare una domanda di consumo e di tempo libero al di fuori di questi orari, determinando a sua volta ad un aumento dei lavori in orari non standard”.
Il lavoro di Lerner, nel corso di tre mandati, è quello di un professionista, architetto, prestato alla politica, capace di intervenire in una metropoli, asfissiata, in quegli anni da auto con pesanti ripercussioni in termini di spostamento, inquinamento, occupazione di suolo, capace anche di provvedimenti apparentemente, fortemente impopolari, come la rua_de_floresconversione per la prima volta la mondo di Rua de Flores (foto a sinistra), una delle maggiori e convulse arterie di traffico cittadino in un’isola pedonale. Memorabile quel provvedimento per la tempestività con cui venne preso, i racconti dell’epoca riportano che si svolse nell’arco di un weekend, non dando modo all’opposizione di poterlo contestare. Nel contempo l’opera di Lerner, si è orientata alla profonda riorganizzazione delle rete viaria, con la realizzazione di un rete capillare di trasporti pubblici (foto sotto una delle stazioni della città),Shopping_Estacao_3_Curitiba_Brasil pienamente integrato con la pianta cittadina ed alimentato esclusivamente con fonti rinnovabili e biocarburanti. Una riorganizzazione che ha trovato nel tempo grandi riscontri nella cittadinanza, permettendole di raggiungere ogni angolo della città in autobus. Secondo chi ha seguito la metamorfosi della città brasiliana, l’idea più rivoluzionaria di Lerner è stata la creazione di un percorso preferenziale per autobus, completamente separato dalla viabilità utilizzate dalle automobili, una autentica metropolitana di superficie che potesse abbattere i costi di investimento rispetto ad una sotterranea tradizionale, effettuata contestualmente alla realizzazione di parchi e zone verdi per una estensione di 1,4 milioni di metri quadri, da parte del giapponese Hitoshi curitiba1Nakamura (e la foto a sinistra lo dimostra), oltre ad una rete di piste ciclabili per uno sviluppo complessivo di 150 km, capaci di trasformare Curitiba in una autentica perla socio-economica, caso unico oggi nel mondo, e oramai la capitale con la migliore qualità della vita della Confederazione Brasiliana. La capitale dello stato del Paranà, va oltre anche sul piano della gestione integrata dei rifiuti e sul riciclaggio, della quale avevo riferito circa un interessante summit europeo svoltosi a Firenze lo scorso gennaio con le esperienze di sette aree metropolitane europee (vedi post), dove è stato implementato un modello campione di originalità, basato su una sorta di baratto tra spazzatura e generi alimentari. Un modello nel quale i cittadini sono incaricati di mantenere la pulizia nei quartieri consegnando i sacchi di rifiuti agli addetti al riciclo; che in cambio forniscono alle famiglie che li hanno prodotti, una quantità di generi alimentari proporzionale al peso della spazzatura consegnata. Grazie al modello “rifiuti in cambio di alimenti” anche le fasce più deboli delle famiglie più bisognose riescono a trovare una fonte di sostentamento. I rifiuti così raccolti, vengono avviati alla valorizzazione energetica per il fabbisogno della città, oggi interamente coperto da energie rinnovabili. Inserisco di seguito due interessanti video che ci fanno capire un pò meglio il bellissimo e virtuoso percorso intrapreso oramai molti anni fa, della città brasiliana.

Davvero un città modello ed un laboratorio mondiale per le politiche effettive di sostenibilità, con elementi di sostanza come una urbanistica d’avanguardia, un implemento sistema integrato di mobilità sostenibile e soprattutto un elemento trasversale costituito dalla fondamentale ed insostituibile piena partecipazione della cittadinanza nella pianificazione e nel miglioramento continuo. Sarebbe davvero auspicabile, che anche la nuova politica italiana che si accinge a guidare il paese, non farebbe male a guardare con interesse a esperienze come quella brasiliana, anche e soprattutto in un momento in cui è fondamentale riempire il vuoto immenso che la politica a tracciato dal cittadino, sarebbe davvero un antidoto ai sempre più aberranti e disgustosi scandali che popolano ogni giorno la cronaca di quotidiani e notiziari nazionali. E rinforzo il concetto col fatto che sino ad oggi, in questo benedetto Paese, anche nelle politiche di gestione urbana, hanno troppo spesso prevalso “navigazioni a vista” guidate essenzialmente da logiche di commistione tra politica ed economia, essenzialmente orientate alla protezione di interessi di pochi ed inevitabilmente a danno della collettività perché essenzialmente antitatiche e che hanno messo una toppa urbanistica dietro l’altra sullo sfondo del malaffare: in Italia “partecipazione della cittadinanza e politiche di medio-lungo periodo non pervenute!!”.

Sauro Secci

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16 risposte a Città e riscaldamento globale: la strada della rivoluzione “smart” di Curitiba

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  6. rO ha detto:

    Sono curiosa. Mi chiedevo se c’eri stato a Curitiba.

    • saurosecci ha detto:

      Bellissima ed intrigante domanda. Purtroppo no ma non ti nascondo che mi piacerebbe presto farlo, anche perchè si tratta di una realtà introdotta nel percorso smart in tempi oramai sedimentati e quindi ancor più ricca di indicazioni utili

      • rO ha detto:

        Sono tornata oggi da lì. Non è esattamente come ce l’hanno raccontata. Ti consiglio il viaggio. Ciao!

      • saurosecci ha detto:

        Grazie,

        ovviamente io avevo preso spunto per introdurre il concetto delle smart cities e non m potevo esimere da prendere quell’importante riferimento storico. Ti ringrazio veramente del feedback, che se puoi e se trovi il tempo mi potrai raccontare meglio. Credo per che almeno la configurazione urbana possa rendere possibile proseguire, ovviamente se ci saranno le giuste e corrette politiche su quel persorso, meglio che in altre realt. Ogni tuo feedback comunque interessante. Grazie e sono qua.

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